È partita con suo figlio per raggiungere la madre, e lui non ha alcuna fretta di riportarla a casa

È ovvio, è tutta colpa mia! singhiozza mia amica Giulia, con le mani tremanti avvinghiate a un fazzoletto di lino. Le lacrime scivolano sul viso e tremano nelle sue parole. Non avrei mai immaginato che sarebbe finita così! Ora non so davvero come andare avanti non so come poter sistemare tutto senza perdere la dignità.

Mia sorella si è sposata qualche anno fa, in una piccola chiesa nei pressi di Firenze.

Dopo il matrimonio, si era deciso che i novelli sposi sarebbero andati a vivere dalla madre dello sposo. I nostri genitori hanno un grande appartamento con tre stanze nella zona di Campo di Marte e, avendo un solo figlio, sembrava la soluzione migliore.

Una stanza la tengo per me, il resto è tutto vostro! aveva assicurato la suocera, la signora Rosaria, con un sorriso elegante sulle labbra. Siamo persone perbene, sicuramente ci troveremo. Al massimo ce ne andiamo! aveva risposto con leggerezza il marito di mia sorella, Mario, abbracciando teneramente sua moglie. Proviamoci, male che vada ci trasferiamo in affitto… che sarà mai?

Così hanno fatto. Presto, però, la convivenza ha rivelato tutte le sue insidie. Sia la nuora che la suocera si sono impegnate, ma ogni giorno la tensione cresceva, le parole gentili si facevano rare, mentre le incomprensioni si accumulavano sotto pelle, pronte a esplodere in discussioni sempre più frequenti.

Avevi promesso che, se non ci fossimo trovati, avremmo preso casa per conto nostro! urlava disperata mia sorella Lucia tra le lacrime, rivolta a Mario. Davvero credi che possiamo continuare così? replicava lui con un sorriso amaro. Tutte sciocchezze, nulla che valga la pena di traslocare per così poco.

Un anno dopo le nozze, Lucia è andata in maternità e, dopo qualche mese, è nato un bel bambino. Proprio in quel periodo, la suocera Rosaria aveva lasciato il suo vecchio impiego e non era ancora riuscita a trovarne un altro, visto che pochi assumevano una donna vicina alla pensione. Lucia e Rosaria si sono ritrovate così, giorno dopo giorno, chiuse tra le stesse quattro mura, senza la possibilità di uscire o cambiare aria. Latmosfera in casa si faceva ogni giorno più pesante, unaria tesa che potevi quasi tagliare con il coltello da cucina.

Mario, unico a lavorare, si teneva fuori dalle dispute femminili.

Non possiamo lasciare mamma da sola adesso, diceva asciutto Mario. Non ha un soldo. Non posso abbandonarla e non posso nemmeno permettermi affitto e aiutarla. Quando troverà lavoro, andremo via.

Ma la pazienza di Lucia era ormai esaurita, molto prima che la suocera trovasse unoccupazione. Un giorno, raccolse le sue cose e quelle del piccolo Alessandro e tornò dalla mamma a Prato.

Prima di lasciare la casa, guardò in faccia Mario con occhi gonfi di lacrime: Non rimetterò piede in casa di tua madre. Se tieni davvero alla nostra famiglia, trova una soluzione.

Lucia era convinta che Mario avrebbe fatto di tutto per riportarla indietro. Ma si sbagliava di grosso.

Sono passati più di tre mesi da quando Lucia è tornata dalla madre. Mario non ha mai fatto un vero tentativo di riaverla. Vive ancora con Rosaria: dopo il lavoro, si connette in videochiamata con Lucia e il piccolo Alessandro, e li va a trovare solo nei weekend, al massimo porta un pacco di biscotti e qualche euro di spesa.

Il matrimonio di Lucia è diventato una storia damore a metà, un matrimonio a ospiti, senza un vero focolare. Mario ha le attenzioni di due donne, la madre gli porta il caffè a letto e si prende cura di lui, mentre Lucia si sente sempre più sola e disperata. E poi, Mario non ha nemmeno i pensieri e le responsabilità di un neonato che piange di notte, non deve neanche cambiare i pannolini. Sembra avere vinto tutto la madre, tranquilla e complice, non ha perso nulla.

Lucia si strugge di rimpianti, morde la lingua mille volte per non piangere ancora davanti agli altri. Lei ama suo marito, anche se dentro sa che lui non la sta rispettando.

Ma cosa ti aspettavi andandotene? le risponde Mario, freddo come un gelato al limone. Se vuoi, puoi tornare.

Lucia intuisce la verità amara: Mario non prenderà mai casa in affitto, non lascerà mai sua madre. E lei, con la maternità che le porta solo poche centinaia di euro dallo Stato, non può nemmeno immaginare un futuro da sola.

Davvero questa famiglia è destinata a finire così?

Secondo te, esiste davvero anche solo una piccola possibilità per Lucia di tornare dalla suocera senza perdere la faccia?

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