– Ecco fatto! – esclamò Alessandro. – Tutto giusto! L’ultima parola deve sempre spettare all’uomo …

Ecco qua! esclamò Sandro. Lultima parola, come sempre, deve restare alluomo!

La mattina presto, il nipote ormai adulto di nonna e nonno Rinaldi arrivò dalla città. Proprio da poco erano stati al suo matrimonio. Sandro era venuto a prendere un po di patate, perché sin da piccolo aiutava i suoi adorati nonni a piantarle e a raccoglierle.

Allora Sandro, racconta! Comè questa vita matrimoniale con la tua Luciana? chiese la nonna con occhi furbi mentre trafficava tra i fornelli.

Eh nonna, dipende dai giorni, a volte va, a volte meno rispose il nipote senza troppo entusiasmo.

Eh? drizzò le orecchie il nonno Giuseppe. Come sarebbe a dire? Litigate già oppure ancora no?

In realtà ancora niente liti serie. Solo che non abbiamo ancora capito chi comanda davvero in casa confessò Sandro.

Figurati ridacchiò la nonna Clara, sospirando davanti al sugo. Questione inutile, si sa già chi tiene le redini.

Ma sì! sbottò in una risata anche il nonno. È palese che la regina della famiglia è sempre stata e sempre sarà la moglie.

Senti, senti fece la nonna, sempre dal fornello.

Nonno, ma che dici? Sandro si girò incredulo verso il nonno. Ma stai scherzando o parli sul serio?

Niente affatto, ragazzo mio fece spallucce Giuseppe. Se non ci credi chiedi a tua nonna. Clara, avanti, di a Sandro chi ha sempre lultima parola in questa casa!

Ma dai, smettila con queste storie rise la nonna, bonaria.

No, no! insisté il nonno. Chi prende la decisione finale di tutto, io o tu?

Beh insomma io

Ma come? si stupì Sandro. E io che pensavo che in famiglia dovesse comandare sempre luomo!

Ma va là, Sandro! rise di gusto il nonno. In famiglia funziona diversamente. Ora ti racconto qualche aneddoto, così capisci.

*Storia*

Eccoci mugugnò la nonna. Ora si mette a raccontare quella del motorino!

Il motorino? si stupì Sandro.

Ma sì, quello che arrugginisce in garage da trentanni! confermò il nonno. Ma lo sai comè che lho comprato? A causa di tua nonna!

Nonna? Lha voluto lei?

Proprio così. Mi ha dato pure i suoi risparmi. Ma la storia parte da più lontano.

Una volta, dopo una bella stagione, avevo messo da parte abbastanza soldi da comprare un bel motorino con sidecar. Lo dico a Clara tua nonna Prendo il motorino così trasporto le patate dal campo senza farmi venire lernia! Che da noi lorto era a un chilometro buono.

Tua nonna però si oppone: Con quei soldi prendiamoci una bella TV a colori! Basta col bianco e nero, che fatica E poi le patate le hai sempre portate in bicicletta, continua così.

Le metto il sacco sulle spalle e vado avanti. Va bene, dico. Lultima parola spetta sempre a te. La TV labbiamo presa.

E il motorino? chiese Sandro perplesso.

Il motorino eh, quello labbiamo preso dopo intervenne la nonna con un sospiro. Ma solo perché il nonno si è rovinato la schiena a furia di trasportare patate! Così, toccava a me prendere la bicicletta, con mezzo sacco per volta.

Poi, quando in autunno abbiamo venduto i maiali, ho messo insieme gli euro e ho detto: Prendi i soldi, Giuseppe, vai in città e torna con un motorino col sidecar!

E lanno dopo che facciamo un po di soldi extra, io propongo: Clara, serve rimettere a nuovo il rustico, il tetto cade a pezzi. Niente, lei blocca subito: Prendiamo i mobili belli come fanno tutti! E io: Sempre la tua parola è decisiva Va bene! E i mobili sono arrivati.

Poi, primavera, viene giù il rustico col peso della neve! finì la nonna. Da allora, quando Giuseppe dice qualcosa, io annuisco e basta.

Vedi! esclamò Sandro. Allora è giusto: lultima parola sia delluomo!

Ma quale uomo, Sandro! rise forte il nonno. Io, prima di fare qualsiasi cosa, chiedo sempre: Clara, che dici? Posso? E poi si fa come dice lei.

Ché poi dopo queste storie, dico sempre: Fai come credi, Giuseppe, tanto meglio così! concluse la nonna.

Quindi, Sandro, ricordalo: lultima parola tocca sempre alla donna di casa concluse Giuseppe. Hai capito la lezione?

Sandro ci pensò su, poi scoppiò a ridere. Dopo un po si fece serio e il suo volto si illuminò.

Adesso sì che ho capito, nonno! Torno subito a casa e dico: Va bene, Luciana, andiamo pure in vacanza in Sardegna come vuoi tu! Lauto la lascio pure in officina, lautomatico non va e bisogna cambiarlo. Se rimaniamo senza macchina, niente paura: dinverno si va tutti in autobus al lavoro. Basta svegliarsi unora prima, nessuna tragedia! Ho ragione, nonno?

Perfetto, ragazzo mio! disse il nonno annuendo felice. Vedrai che tra un paio danni, tu e Luciana diventerete una squadra affiatata.

E ricorda, Sandro: la donna deve essere sempre il comandante della nave! Così luomo vive pure più tranquillo. Fidati di chi se ne intende!

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