Ecco qua! esclamò Sandro. È giusto così! Lultima parola deve spettare sempre alluomo.
Era una mattina di tanti anni fa, quando il nipote adulto era arrivato dai Marini, direttamente da Firenze. Era lo stesso nipote per il cui matrimonio erano giusto tornati poco tempo prima. Sandro era venuto proprio a prendere un po di patate: aveva sempre aiutato i suoi amati nonni, Lina e Giovanni, sia a piantarle che a raccoglierle.
Dai, dimmi un po, Sandro, come va la vita con la tua Agata? volle subito sapere la nonna, mentre si destreggiava tra pentole e forno a legna.
Eh, nonna, va… come dire, va in modi diversi. rispose il nipote senza troppo entusiasmo. Dipende dai giorni
Un momento si intromise nonno Giovanni, curioso. Cosa vuoi dire che va in modi diversi? Avete già iniziato a litigare, vero?
Beh, per ora no. Cerchiamo solo di capire chi comanda in casa confessò il ragazzo.
Madonna santa sospirò la nonna Lina, con un sorriso furbo da dietro la stufa queste cose dovrebbero essere già chiare, senza discutere.
Eh sì fece una risata rotonda il nonno. Chiarissimo che la capofamiglia è e resterà sempre la moglie.
Sì, sì ribatté la nonna, senza voltarsi.
Ma dai, nonno! protestò il nipote. Scherzi, vero?
Per niente ribatté serio Giovanni. Se non ci credi, chiedilo a tua nonna. Dimmi, Lina, di chi è sempre lultima parola a casa nostra?
Ma piantala dinventare sciocchezze rispose lei, con affetto.
Dài, rispondi insistette Giovanni. Chi prende davvero le decisioni finali: tu o io?
Ma… io, in realtà
Comè possibile? si stupì Sandro. Eppure non me ne sono mai accorto. Per me dovrebbe decidere luomo.
Ma va, Sandro! rise ancora il nonno. Nelle vere famiglie non funziona così. Ascolta qualche storia e capirai.
Storia
Ecco che comincia brontolò la nonna, rassegnata. Adesso ti racconterà della moto.
Quale moto? chiese il nipote perplesso.
Quella che arrugginisce nel granaio ormai da decenni rispose prontamente il nonno. Avrà centanni. E vuoi sapere chi mi convinse a prenderla?
La nonna? Proprio lei?
Certo. È stata lei a darmi i soldi, risparmiati con fatica. Ma prima ti racconto comandò.
Ai tempi avevo messo da parte un bel gruzzoletto, giusto quanto bastava per una moto con il sidecar. Dissi a tua nonna: voglio comprarla, così ci porto le patate dal campo a casa. Una volta cavevano assegnato dei bei terreni.
Lei si oppose subito. Insisteva che invece dovevamo prendere la televisione nuova a colori. A quei tempi costava un occhio. Le patate le hai sempre portate in bicicletta, e continuerai, diceva.
Un sacco sulla canna della bici, e via. Dissi, va bene, la tua parola è lultima. Così comprammo la tv.
E la moto? incalzò Sandro.
La prendemmo sì sospirò la nonna Ma molto tempo dopo. Tuo nonno si ruppe la schiena, e alla fine toccò a me trasportare quasi tutte le patate da sola.
E quando in autunno vendemmo i maiali, diedi tutti i soldi a Giovanni: Vai in città a prenderti la moto col sidecar, adesso puoi.
E lanno dopo riprese il nonno saltò fuori un altro gruzzoletto. Proposi di rifare la casetta della sauna: quella di mio padre aveva il tetto marcio e i muri sgretolati. Ma di nuovo, tua nonna non voleva sentirne parlare: meglio comprare i mobili nuovi, così anche noi avremmo fatto bella figura. Va bene le dissi decidi tu. E comprammo i mobili.
E in primavera la sauna, vecchia comera, crollò concluse la nonna. Nevicate come non se ne erano mai viste. Da allora, ho deciso che come diceva Giovanni si sarebbe sempre fatto.
Hai visto! gridò Sandro soddisfatto. Allora è giusto: lultima parola deve averla luomo.
No, Sandro, ancora non ci sei arrivato rise di gusto il nonno. Prima di agire, chiedo sempre: Lina, che dici se cambio il forno? E poi si fa sempre come vuole lei.
Dopo tutte quelle esperienze aggiunse la nonna ormai dico: Fai come pensi sia meglio tu.
Quindi, Sandro, alla fine è sempre la moglie ad avere lultima parola in casa concluse Giovanni. Hai capito adesso?
Sandro si fermò a riflettere, poi scoppiò a ridere. Quando si fu calmato, un sorriso franco gli illuminò il volto.
Ora sì che ho capito, nonno. Tornerò a casa e dirò: Va bene, Agata, andiamo a passare le ferie in Sicilia, come vuoi tu. E la macchina per ora non la porto dal meccanico, anche se il cambio automatico fa le bizze.
Se si ferma? Pazienza. Passeremo linverno a prendere lautobus per il lavoro. Ci alzeremo solo unora prima, tutto qui Dico bene, nonno?
Proprio così annuì il nonno, soddisfatto. Vedrai che tra uno o due anni troverete anche voi il vostro equilibrio.
Una cosa è certa: la moglie devessere la vera guida in famiglia. E credimi, è un gran sollievo anche per noi uomini. Lo so bene, ioLa nonna fece cenno a Sandro di avvicinarsi e gli sussurrò:
Ricordati una cosa, ragazzo mio: comandare non è imporre, è sapere ascoltare.
Poi appoggiò la mano rugosa su quella del marito, e Giovanni la strinse piano, senza dire altro. Per un attimo il silenzio riempì la cucina odorosa. Fuori, tra i filari di patate, il sole era già alto e scintillava sulle foglie bagnate di rugiada.
Sandro guardò i nonni, sentì in cuore una gratitudine antica e nuova, e pensò che forse il segreto non era chi pronuncia lultima parola, ma chi sa custodirla come un tesoro leggero, senza mai usarla come peso.
Diede unocchiata fuori dal vetro, verso il cortile, dove la vecchia moto con il sidecar sbucava appena da dietro il granaio. Sorrise tra sé, già pregustando il momento in cui avrebbe raccontato questa storia ad Agata, magari davanti alla televisione a colori o facendo la fila per lautobus in una mattina dinverno.
E capì che, qualunque fosse lultima parola, quello che contava davvero era il modo in cui ci si teneva per mano, ogni volta che la vita cambiava strada.




