Ho rifatto i piatti, sai sono già tre giorni che si accumulano nel lavandino. Neanche una tazzina pulita rimasta. Ho aspettato e aspettato che dovevo fare? Sono tornato dal lavoro affamato, nervoso, stanco morto. E invece di mangiare, prima dovevo sbrigarmi a lavare tutto, sennò non cera nemmeno un piatto per cenare.
E poi anche il frigo è quasi vuoto. Ho acceso il bollitore e messo la pentola sul fuoco con un po’ dacqua. Almeno riesco a bollire qualche wurstel o solo quelli. Ho una fame pazzesca. Mai avrei pensato di trovarmi così E pensa, che minestra faceva Francesca! Che darei per avere adesso una zuppa come quella
E ricordi che torte? Che sfogliatine ripiene, ogni volta una sorpresa. Quella sua ricetta di costine al forno Che ordine, poi! Che pulizia in casa! Quando arrivavi dopo una giornata pesante, trovavi tutto che brillava. Profumo di pulito dappertutto. E ora
Non me ne sono accorto allora. Mi sembrava che a Francesca non interessasse altro che fare il bucato e cucinare
Un giorno ho visto Laura. Bellissima, con una gonna corta e tacchi alti. Usciva dal centro estetico. Tutta curata, davvero inarrivabile. Mi sembrava che
Io non andavo a saloni, non spendevo euro per tagli o tinte, non mi interessavano i capelli colorati. E nemmeno Francesca era mai troppo modaiola. Era una ragazza snella e bella, solo che non amava tutte quelle cose: vestiva sempre jeans e sneakers. Usciva al volo per la spesa o per sistemare la casa.
Francesca, amo unaltra le ho detto quando sono rientrato. E la lascio. Non voglio prenderti in giro.
Francesca continuava a frustare la panna per la torta. Non si è nemmeno voltata. E io non ho visto le lacrime che le scendevano
Mi ero stancato di avere accanto una donna che pensavo solo casalinga. Credo che per questo mi sono avvicinato tanto a Laura. E ora sto qui, a lavare i piatti, pulire il pavimento e sistemare tutto. Non so ancora cucinare granché e quasi ogni notte mi sogno i dolci di Francesca
Laura ora ha la manicure fresca, quindi non può toccare le stoviglie. Sta sul divano a sfogliare una rivista, va al parrucchiere a sistemarsi i capelli. In giro per casa ci sono vestiti buttati qua e là, scarpe dappertuttoci inciampo ogni volta. Non sa cosa mettere per andare al salone. E il bicchiere vicino alla portaieri non lha portato via, tanto sta ancora lì.
Ma come ho fatto a scambiare mia moglie per una ragazza così pigra? Qui non ci vuole molto per perdere le forze. Dai, preparo un altro piatto di pasta? Ho una fameApro la dispensa: solo pasta, solo pane secco. Sul tavolo ci sono le briciole di ieriil lampadario ha una ragnatela proprio lì, dove si vede bene. Laura ride a qualcosa sul telefono. Mi fermo, le mani nella schiuma e il cuore nella gola. Ripenso a Francesca, alle sue mani impegnate, alle sue guance rosse di calore, alla cucina davvero viva.
A volte basta un gesto per cambiare tutto: apro la finestra, laria della sera entra e porta via il profumo di detersivo e la stanchezza. Forse dovevo capire che lamore non sono i tacchi alti, né la manicure perfetta, ma il cucchiaio nella pentola e le mani che ti puliscono il volto quando rientri stanco.
Allimprovviso sento che non so più vivere così. Che la nostalgia non sono solo i piatti sporchiè lassenza di qualcosa di buono, di vero.
Mi asciugo le mani, prendo il telefono e cerco il numero di Francesca. Esito, ma poi le mando un messaggio: Ti va di parlarmi? Magari di insegnarmi come si fa una torta
Resto in attesa, mentre la pasta bolle e Laura ancora ride. Fuori, la luna illumina il lavandino vuoto. E, per la prima volta, mi accorgo che la casa silenziosa non è colpa dei piatti, ma della mancanza di qualcuno che la rende viva.
Questa sera, forse, non cenerò da solo.




