Figlia mia, come stai? E il bambino? Hai già pensato al nome?
Non ha un nome. Che scelgano i nuovi genitori, decideranno loro. Io lo lascio, mamma Lo lascio Siamo soli al mondo, a nessuno importa di noi.
Giorgia, vuoi che ti porti il bambino per la poppata?
No, te lho già detto. Farò domanda di rinuncia.
Linfermiera sospira e si allontana. Giorgia si volta verso il muro e scoppia in lacrime. Le altre mamme nella stanza si scambiano uno sguardo e continuano a nutrire i propri piccoli.
Giorgia è arrivata in ospedale di notte, è andato tutto veloce. Il bimbo pesa tre chili e mezzo, sano, bello. Guardandolo, Giorgia si commuove, ma non riesce a provare gioia.
Dai, andrà tutto bene, perché piangi? Hai un bel bambino, forte. Volevi una femminuccia, forse? Ci ritorni la prossima volta, magari sarà una bimba.
Lo lascio Non lo porto a casa.
Ma come mai? Che motivo cè, su Prenditi qualche giorno per riflettere, in fondo è tuo figlio, non sentirai la sua mancanza?
Martina, la compagna di stanza di Giorgia, è seduta nel corridoio con il marito. Racconta buffe storie della loro piccola, ridono di gusto. Una donna arriva con una busta, chiede di chiamare Giorgia.
Martina va a prenderla in camera e la accompagna.
Figlia mia, come ti senti? E il bimbo? Hai deciso per il nome?
Non gli ho dato un nome. Che scelgano i nuovi genitori, lascio a loro la decisione. Lascio tutto, mamma Siamo soli, non interessa a nessuno di noi due.
Giorgia si copre il volto con le mani e scoppia in lacrime. Martina si sente a disagio, saluta il marito in fretta e sparisce.
Non sei sola, la mamma cè. E Matteo è un ingrato, non cè molto da aggiungere. La sua amante gli ha riempito la testa: che il figlio non è suo, che hai tradito così si è arrabbiato. Vedrai che tornerà. Dai, ti ho portato qualcosa da mangiare, prendi. E chiama il piccolo Luca.
Giorgia torna in stanza e mette la busta nel comodino. Dal corridoio arrivano i vagiti dei neonati. Esce.
È il mio?
Sì, è il tuo.
Portamelo, voglio provarci.
Linfermiera entra con il bambino in braccio. Sta piangendo, ha il visino rosso.
Non piangere così adesso la mamma ti darà da mangiare.
Giorgia si siede e cerca goffamente di attaccarlo al seno. Martina si avvicina e la aiuta. Il piccolo si calma e comincia a succhiare. Giorgia sorride: che buffo che è, questo piccolino, già così concentrato.
Dopo quella volta, per ogni poppata portano Luca da sua mamma. Giorgia adora guardargli il nasino tondo, le ciglia scure.
Giorgia, era tua mamma quella che è venuta oggi? Sembra tanto gentile.
No, era mia suocera. La mia mamma è morta che ero piccolina, papà sempre in giro mi ha cresciuta mia zia. Poi mi sono sposata e mi sono trasferita da mio marito. Andava tutto bene, finché lui non ha trovato unaltra.
Se ne è andato, non vuole più sapere niente di noi. Non sapevo cosa fare, poi è iniziato il travaglio.
E ora dove vai con il bambino?
Mia suocera mi ha detto di stare da lei. È sola, il marito non cè più, il figlio unico pure lui se nè andato. È stata sempre gentile con me, mi ha voluto bene.
Allora vai, che ti aiuterà con il nipotino. E vedrai che il tuo Matteo rinsavisce e torna a casa.
Così Giorgia fa. Anna, la suocera, la aiuta in tutto, adora il piccolo nipote.
Quando Luca compie un mese, si rifà vivo il padre. Giorgia non è in casa, è uscita a fare la spesa.
Mamma, io e Valentina andiamo a lavorare allestero, ci hanno offerto un impiego. Passavo per salutarti… e per chiederti se puoi darmi qualche soldo.
I soldi? Dopo tutto quello che hai fatto a tua moglie incinta? Sei proprio uno sciagurato, ha quasi lasciato il bambino in ospedale per colpa tua E poi Non ti do nulla. Ora ho mio nipote da crescere, ha più bisogno lui. Tu, vatti a guadagnare da solo.
Luca piange dalla culla e Anna si precipita.
Nemmeno guardi tuo figlio? È sputato te.
Non è mio figlio, non lho voluto io, Giorgia lha fatto con qualcun altro…
Che sciocchezza, Matteo. Vai, va pure, vivi la tua vita dimbecille.
Anna va in pensione e al suo posto al negozio assumono Giorgia. Luca va allasilo, vivono serene e allegre, tutte e tre.
Anna, non ti secca avere tua nuora in casa? Nessuno lo fa, di solito, anzi, il figlio si tiene
Giorgia per me vale più di Matteo. E mio nipote Luca è la mia gioia. Per loro vivo, Maria, tu fai meno chiacchiere.
La vicina Maria scuote la testa e se ne va, non capendoci nulla: per lei il figlio viene prima di tutto, anche se è un perdigiorno, ma si vede che ognuno ha la sua sorte.
Anna si accorge che Giorgia si veste meglio, e la sera esce spesso.
Giorgia, come si chiama?
Chi, mamma?
Quello per cui esci, dai raccontami tutto.
Ma no, stiamo solo facendo delle passeggiate È venuto dai parenti, ci siamo conosciuti per caso.
Sa di Luca?
Sì, sa tutto.
Allora portalo qui che lo conosciamo. Non lo tenere nascosto. Se è una brava persona, va bene.
Il ragazzo si chiama Alessandro. Arriva con un cesto di frutta e una crostata fatta da sua zia. Per Luca cè una macchinina e un pallone da calcio.
Passano la serata a ridere e raccontare storie divertenti. Giorgia e Anna ridono fino alle lacrime. Quando Alessandro va via, Giorgia chiede:
Allora, che ve ne pare? Ti sembra a posto, mamma?
Davvero un bravo ragazzo, figlia mia. Rispetta le persone, è affettuoso, bello educato. E si vede che ti vuole bene. È luomo giusto per te, non perderlo
Dopo un mese, Alessandro viene a chiedere la mano di Giorgia.
Finalmente posso essere tranquillo, signora Anna. Vivremo a Firenze, ho una grande casa laggiù. Ci amiamo davvero, e Luca è per me come un figlio. Ci dia la sua benedizione.
Anna accompagna Giorgia, Alessandro e Luca alla stazione. Si trasferiscono in città, promettono di scriverle e tornare a trovarla. Lei resta lì, un po malinconica.
Dopo un anno ricompare Matteo, con un ragazzino trasandato per mano.
Oh Signore, che aspetto hai, Matteo Ma tua Valentina non ti lava nemmeno i vestiti?
Non cè più Valentina Mi ha lasciato per un altro col denaro Io? Ho perso tutto quello che avevo Mi sono ricordato che esiste una madre.
Ora ti ricordi eh? Sono anni che non so se sono viva o morta per te!
E poi Valentina mi ha confessato che aveva mentito, che il bambino era mio, solo per separarmi dalla famiglia Voglio conoscere mio figlio, dovè Luca?
Ormai hai perso tutto, Matteo. Giorgia ha trovato un uomo buono, si è rifatta una vita. Anche Luca ora porta il cognome di Alessandro, per la legge è figlio suo. Ora vado io a trovarli: Giorgia ha avuto una bambina, vado ad aiutarla, nonna come sono. Tu resta a custodire questa casa, hai capito?
Anna sale sul treno e pensa tra sé e sé a quanto sia strana la vita. E che fortuna poter essere importante per qualcuno, poter offrire una mano, come è stato per Giorgia. Se non lavesse aiutata allora, chissà come sarebbe finita per tutti loroIl treno corre fra i campi dorati: Anna guarda fuori, il cuore le batte forte come quando era giovane. Si stringe la borsa in grembo, sente un brivido attraversarle la schiena. Non sono poi sola, sorride tra sé. Arrivata a Firenze, una piccola folla la attende sotto il tabellone: Luca corre per primo, capelli spettinati e un sorriso che le riempie il petto dorgoglio. Lo abbraccia e sente le sue braccia forti intorno al collo.
Nonna! La mamma è qui con la sorellina!
Giorgia arriva con la neonata tra le braccia, Alessandro dietro con i bagagli. Anna accarezza piano il visino della bimba, poi stringe forte la mano della nuora e posa lo sguardo su Alessandro, pieno di gratitudine.
La sera, a casa, la famiglia si riunisce a tavola. Risate, racconti, e una torta alle ciliegie di Anna. Luca canta una canzoncina imparata allasilo, la bimba dorme nella culla nuova. Giorgia si avvicina ad Anna, le posa una mano sulla spalla.
Grazie di averci creduto sempre, anche quando nessuno lo faceva. Senza di te non saremmo qui.
Anna la guarda, commossa. Sa che il vero coraggio è amare senza riserve, e che la famiglia non sempre è quella che ti nasce accanto, ma quella che decidi di costruire, ogni giorno, con cura e pazienza.
Fuori, la notte cala tiepida sulla città nuova. E Anna si sente finalmente a casa, dove il suo cuore viene chiamato nonna e lamore non manca mai.




