Fratello invita alla festa di compleanno, ma la moglie fa una scenata in pubblico

Il fratello invita al compleanno, ma sua moglie fa una scena

Mio fratello Matteo si è sposato sei anni fa. Da allora, né io né i nostri genitori abbiamo mai più messo piede nella loro casa. Tutte le feste, i compleanni e i ritrovi di famiglia finiscono inevitabilmente dai nostri genitori, nella loro ampia casa alla periferia di Milano. Mamma cucina montagne di cibo, apparecchia la tavola e poi riempie scatole di plastica con polpette e insalate fatte in casa per Matteo e sua moglie Simona da portare via.

Quando Matteo era appena sposato, qualche mese dopo fu il compleanno di Simona. Mamma, piena di entusiasmo, decise di organizzare una sorpresa: comprammo una torta, scegliemmo un bel regalo e decidemmo di farle visita. Mamma chiamò Simona per avvertirla, ma lei rispose fredda, dicendo di non aver programmato nulla. Mamma, non disposta a rinunciare, insistette:
«Veniamo solo per un attimo, beviamo una tazza di tè e mangiamo un pezzo di torta! Non devi preparare nulla, Simò!»

Alla fine andammo lo stesso. Ma invece di un caloroso benvenuto, ci aspettò uno shock: Simona ci venne incontro per strada, borbottando qualcosa su un «appartamento disordinato» e si rifiutò di farci varcare la soglia. Sconcertati, le consegnammo torta e regalo direttamente nellandrone e tornammo a casa. Da allora, mamma organizza tutte le feste da lei, e cerchiamo di dimenticare quellepisodio imbarazzante.

Simona disse una volta ai nostri genitori, senza mezzi termini:
«Voi avete una casa grande, cè spazio per tutti! Noi viviamo in un monolocale, come possiamo invitare gente?»

Dovetti trattenermi per non sbraitare. Non si può accogliere almeno i suoceri e la sorella del marito in un appartamento piccolo? Non sono una folla, solo tre persone! Ma restammo in silenzio, per non creare tensioni.

Ora Simona è al quinto mese di gravidanza. Sarà il primo nipote per i nostri genitori, e mamma, ovviamente, è fuori di sé dalla gioia. Chiama Matteo continuamente, chiede come sta Simona, se ha bisogno di aiuto. Ma recentemente abbiamo scoperto che Simona ha lasciato il lavoro allinizio della gravidanza. Mamma andò nel panico:
«Sta male? Ha bisogno del mio sostegno?»

Matteo la tranquillizzò: Simona stava bene, voleva solo «riposarsi». Eravamo confusi. Matteo e Simona hanno sempre vissuto alla grande: ristoranti, viaggi, vestiti costosi. Non hanno un mutuo lappartamento lhanno ereditato dalla nonna di Simona quindi spendevano tutto in lussi. Ma ora che Simona non lavora più, le entrate sono crollate, e il loro stile di vita vacilla. Matteo ha cercato di farle capire che devono risparmiare, ma lei sembra incapace di rinunciare al suo benessere.

Simona confessò a Matteo di aver lasciato il lavoro per paura di «prendersi qualcosa». La sua prudenza è comprensibile, ma il loro budget è ormai al collasso, mentre lei pretende di mantenere lo stesso tenore di vita. E poi, in mezzo a tutto questo, Matteo ci ha improvvisamente invitati a casa sua per il suo compleanno! Noi e i nostri genitori siamo rimasti sbalorditi. Papà scherzò:
«Scopriremo finalmente se mia nuora sa cucinare?»

Mamma era felice e immaginava già una serata tranquilla. Io chiamai Simona per i dettagli, ma invece di una conversazione normale, mi ritrovai davanti a una crisi isterica. Simona singhiozzò al telefono, dicendo che non ci voleva vedere:
«Devo pulire casa, cucinare! Sono incinta, è troppo faticoso!»

Cercai di calmarla:
«Simò, non serve nulla di complicato. Cuoci delle patate, fai uninsalata, prepara un pollo e basta. Portiamo noi la torta. È solo una cena in cinque. Dovè il problema?»

Offrii persino di ordinare il cibo per risparmiarle la fatica. Ma Simona continuò a lamentarsi che avrebbe dovuto lavare i pavimenti e riordinare. Persi la pazienza:
«Simò, è un monolocale! Pulire è davvero unimpresa insormontabile? Lavate i pavimenti solo quando arrivano ospiti?»

Alla fine lanciai un ultimatum:
«Se proprio non ci vuoi vedere, non veniamo. Faremo gli auguri a Matteo al telefono, e pace.»

Ne parlai con mamma, e lei fu daccordo. Quando spiegammo la situazione a Matteo, lui esplose:
«Simona non lavora, sta a casa tutto il giorno! Non può almeno preparare la cena e dare una ripulita? Venite, punto! Non abbiamo soldi per cibo a domicilio o una domestica, quindi si sbrighi da sola!»

Le sue parole rimasero sospese come una nuvola di tempesta. Alla fine litigammo tutti. La voglia di andare al compleanno di Matteo svanì, sia in noi che nei nostri genitori. Sopportare la faccia imbronciata di Simona, mentre sospira e alza gli occhi al cielo non è proprio divertente. Non vogliamo sentirci ospiti indesiderati nella casa di nostro fratello e figlio.

Ma allo stesso tempo, ci spezza il cuore ferire Matteo. Lui è così felice allidea di riunire la famiglia finalmente! Come possiamo non andare? È il suo giorno, e lui non centra con gli umori di sua moglie. Siamo di fronte a una scelta: ingoiare il rospo e andare rischiando di rovinare la serata o declinare e spezzargli il cuore. La situazione sembra senza via duscita, e ogni passo ci trascina più a fondo nel conflitto. Cosa si fa quando lamore per un fratello si scontra con lantipatia per sua moglie? Non abbiamo risposte, ma il tempo scorre inesorabile, e una decisione va presa.

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