Gli amici arrivano a mani vuote davanti a una tavola imbandita e io chiudo il frigorifero.
Marco, sei sicuro che tre chili di coppa di maiale bastino? Laltra volta hanno spazzolato tutto, anche la mollica del pane intinta nel sugo. E la Livia se nè pure andata via con un contenitore, per il cane, diceva, poi ha messo la foto del mio arrosto sui social facendola passare per una sua ricetta.
Francesca sfrega nervosamente lorlo dello strofinaccio, mentre scruta la sua cucina che sembra ormai un campo di battaglia. Non è neanche mezzogiorno, e già non ne può più. In piedi dalle sei: prima il mercato, a scegliere la carne migliore, poi la bottega a prendere vini ricercati e prelibatezze, poi tagliare, lessare, friggere senza sosta.
Marco, suo marito, è al lavello che pela le patate con malinconia. La montagna di bucce cresce, come cresce il suo silenzioso fastidio che, però, si sforza di non mostrare.
Fra, ma cosa vuoi di più? sospira, sciacquando unaltra patata. Tre chili di carne per quattro ospiti più noi due? Fa quasi mezzo chilo a testa. Scoppieranno! E poi guarda cosa hai preparato: salmone, tonno affumicato, insalate a catinelle. Non stiamo festeggiando un matrimonio, solo un trasloco, anche se con un po di ritardo.
Non capisci, ribatte Francesca, mescolando il sugo denso nel tegame. Si tratta di Martina con Davide e Lorena con Tullio. I nostri amici di vecchia data, vengono apposta dallaltro lato della città. Come possiamo fare brutta figura? Diranno che ci siamo montati la testa, casa nuova e già taccagni.
Lospitalità è sempre stata il punto donore di Francesca, ereditata dalla nonna che avrebbe nutrito una compagnia di bersaglieri col solo riso e qualche osso. Per lei una tavola povera era come un colpo basso. Se riceveva ospiti, voleva che fossero travolti dallabbondanza. Programma da giorni il menu, cerca ricette nuove, mette via euro dopo euro dalla busta paga per comprare proprio quel brandy costoso che piace a Davide e la bottiglia di Barolo francese per Martina.
Sarebbe ora che portassero qualcosa anche loro, borbotta Marco. Lultima volta che siamo andati da Tullio per il compleanno ceravamo portati pure il regalo, il vino e tu hai fatto la torta. E loro? Ricordi quella volta che siamo passati così, per caso? Tè in bustina e biscotti vecchi come Matusalemme.
Dai, Marco, non essere rancoroso, lo rimprovera Francesca. Stavano messi male allora, con il mutuo e i lavori in casa. Ora sembrano in ripresa: Davide è stato promosso, Lorena si è vantata della pelliccia nuova. Magari qualcosa portano, una torta, della frutta. Non ho fatto il dolce apposta, lho detto a Martina che toccava a lei.
Alle cinque del pomeriggio lappartamento brilla di pulito e la tavola in soggiorno sembra lespositore di una gioielleria gastronomica. Al centro troneggia un piatto di lingua in bellavista, attorno ci girano insalate di riso e gamberi, insalata russa fatta con lingua e scampi, non i soliti wurstel! Aringhe con caviale rosso, salumi e arrosti fatti in casa. Nel forno si cuoce la famosa coppa di maiale con patate e funghi. In frigo si raffreddano vodka, Cognac francese e tre bottiglie di vino pregiato.
Francesca, stanca ma soddisfatta, indossa il miglior vestito, si sistema i capelli e si siede in poltrona ad aspettare il campanello.
Che ansia, confida al marito, che si allaccia i polsini. Prima cena nella casa nuova, vorrei che tutto fosse perfetto.
Puntuale, alle diciassette in punto, squilla il campanello. Gli amici sono precisi.
Francesca vola ad aprire. Dietro la porta unallegra baraonda. Martina con la nuova pelliccia di visone che costa quasi quanto la cucina di Francesca, Davide con il giubbotto di pelle, Lorena truccatissima e Tullio già un po alticcio.
Evviva! Nuova casa! grida Martina, travolgendo Francesca con una nuvola di profumo. Dai, fateci vedere i vostri regni!
Gli ospiti si tolgono rumorosamente i cappotti, gettandoli tra le braccia di Marco, che fatica ad attaccarli alle grucce. Francesca, sorridendo, osserva le mani di tutti.
Sono vuote. Del tutto. Nessun sacchetto, nessuna scatola di dolci o bottiglia di vino, neanche una cioccolata per sbaglio.
Ehm, inizia Francesca ma si ferma subito. Non è il caso di chiedere. Magari hanno lasciato qualcosa in macchina?
Ma Fra, sei dimagrita! la abbraccia Lorena, senza nemmeno togliersi le scarpe, e subito entra Carina la casa! Semplice, ma pulita. Carta da parati da pitturare? Bah, sembra un ufficio. Meglio la seta, secondo me.
Ci piace il minimalismo, replica pacatamente Marco. Venite, cè la tavola pronta.
Si fiondano in salotto. Appena vede la tavola, Davide luccica negli occhi.
Ooooh! Ma che banchetto! strofina le mani. Lo sapevo che tu, Fra, ci andavi pesante! Non tocco cibo da stamattina, mi sono preservato per il tuo famoso arrosto.
Tutti si siedono. Francesca sgattaiola in cucina a prendere i vol-au-vent con funghi e parmigiano. Mentre li prepara le gira in testa una domanda: Magari il regalo ce lhanno in busta, in soldi?
Quando rientra col vassoio, gli ospiti stanno già attaccando le insalate senza attendere neanche un brindisi.
Mmm, linsalata russa è top! si infila in bocca Tullio. Marco, versa da bere, che qui si ingrippa la gola!
Marco versa la vodka agli uomini e il vino alle signore.
Alla casa nuova! brinda Davide. Che vi porti fortuna! Che i muri restino integri, che i vicini non vi allaghino insomma, cin!
Butta giù il bicchiere, si pulisce il naso con la manica (pure se in tavola ci sono i tovaglioli di lino), e si lancia subito sul salmone.
Senti Fra, dice dopo aver masticato ma la vodka non era meglio metterla in freezer?
Ma era in frigo, Davide, sussurra Francesca, già sentendo montare il fastidio. Cinque gradi, come si deve.
Mah, doveva essere più ghiacciata vabbè, ok. Brandy ne avete? Un goccio ci starebbe.
Ce labbiamo, annuisce Francesca, Ma magari prima mangiamo?
Perché mica litiga brandy e cibo! ride Tullio.
La cena decolla. Il cibo sparisce dai piatti come neve al sole. Gli ospiti mangiano come se avessero digiunato da giorni, senza trattenersi dalle critiche.
Laringa è un po asciutta, nota Martina mentre si serve la terza porzione. Hai lesinato sulla maionese? Si vede la crisi!
Lho fatta io, in casa, per questo è più leggera, si giustifica Francesca.
Oh, ma dai smettila con ste finezze, la deride Lorena. Ne compravi un barattolo, versavi, via. E il caviale poi, quello piccolo? Salmone, eh? Dovevi puntare sul caviale di storione, quello sì che è buono!
Marco e Francesca si scambiano uno sguardo. Marco è paonazzo, stringe la forchetta che sembra debba piegarsi.
Raga, ma raccontate voi! butta lì Marco per cambiare aria. Martina, sei stata a Dubai, vero?
Una favola! sospira Martina. Cinque stelle, all inclusive, aragoste e champagne a fiumi. Ho preso una borsa Louis Vuitton vera! Duemila euro, ma una volta nella vita… Davide si lamentava ma gli ho detto: Si vive una volta sola!
Eh, sempre spendaccione voi donne, aggiunge Davide, che si versa il brandy senza chiedere. Io invece mi sto comprando il SUV nuovo. Già messo via i soldi. Noi mica li buttiamo a rifare i muri
Come a buttarli? chiede Francesca.
Che i muri son muri, prosegue Lorena. Noi da dieci anni con le carte da parati della nonna, però vacanze ogni anno, vestiti firmati, locali esclusivi. Voi invece solo lavori in casa, ma che noia vivete!
A proposito di locali, la interrompe Tullio, tamponandosi la bocca e buttando il tovagliolo sulla tovaglia. Ieri sera da Da Vittorio: cucina da sturbo! Il conto, però, centocinquanta euro. Ma vuoi mettere col mangiare a casa? Dai Fra, arriva la carne o sono solo insalate?
Francesca si alza a togliere i piatti sporchi. Dentro è un terremoto. Gente che si vanta di borse da duemila euro e cene da centocinquanta, ma che arriva a casa sua a mani vuote. Neanche un fiore, una tavoletta di cioccolata.
Va in cucina e subito la raggiunge Martina ti aiuto! ma in realtà solo per chiacchierare.
Fra, ma che pranzo sto vedendo su questa tavola, sussurra Martina. Però ormai si vede che le energie vi sono finite: il vino così così. Io questo lo apro solo in campagna sulla griglia. Potevi fare uno sforzo per gli ospiti!
Martina, è un Bordeaux da trenta euro a bottiglia, risponde Francesca sistemandosi alla lavastoviglie.
Ma dai, ti hanno fregata! Sembra aceto. Senti, ti avanza qualcosa da portar via? Domani saremo stanchi, carne, insalate… Hai cucinato tantissimo, tanto non finirete tutto voi due!
Francesca si blocca con un piatto in mano. Si gira lentamente.
Vuoi che ti metta via un po di roba?
Certo, tra amici si fa così! Risparmiamo! ride Martina. E il dolce? Cè qualcosa di buono? Un po di torta ci va!
Dicevi che la torta la portavi tu, le ricorda Francesca sottovoce.
Io? Ma figurati, quando lavrei mai detto? Sono a dieta, i dolci non li compro. Mi aspettavo il tuo mitico millefoglie, o almeno qualcosa di dignitoso Siamo venuti a mani vuote perché sapendo che ora siete benestanti, con la casa nuova
Francesca deposita il piatto e il rumore di porcellana riecheggia come uno sparo.
Quindi siete venuti perché convinti che abbiamo tutto, ripete.
Ma certo! Avete comprato casa, rifatto tutto, pagate il mutuo, quindi tanti soldi. Noi invece risparmiamo per le Maldive. Dai, porta la carne, che i ragazzi scalpitano!
Francesca resta in silenzio un attimo. Le scorrono davanti agli occhi scene di anni: quando prestava soldi a Martina per una vacanza last minute che lei restituiva a rate dopo mesi, senza nemmeno un grazie; quando Davide chiedeva a Marco di aiutarlo col trasloco senza dare manco un contributo benzina; quando a ogni festa raccattavano montagne di cibo e a casa loro si trovavano ravioli surgelati e via.
Si avvicina al forno, apre lo sportello. Un profumo di arrosto alle erbe invade la cucina, la crosticina dorata, i funghi cremosi Quella carne vale mezza giornata di lavoro e un bel pezzo di stipendio.
Guarda il frigorifero. Dentro cè la meringata gigante ai frutti di bosco comprata in pasticceria per cinquanta euro, perché voleva sorprendere tutti, torta compresa anche se non toccava a lei.
Chiude il forno. Spegne il gas. Va al frigorifero e schiaccia forte la porta.
Nessuna carne, dice con voce ferma.
In che senso? chiede Martina sorpresa. È bruciata?
No. Non è bruciata. Semplicemente non ci sarà.
Francesca entra in soggiorno. I ragazzi già versano da bere, parlando di politica. Marco appare sconsolato.
Cari ospiti, dice Francesca con voce tesa come una corda di violino. Il banchetto è finito.
Si zittiscono tutti, Davide con il bicchiere a mezzaria.
Ma Fra, che dici? Siamo appena al caldo! La carne?
Era previsto, annuisce Francesca. Ma ho cambiato idea.
Ma che stai dicendo? sbotta Lorena. Abbiamo fame! Le insalate sono verdura, dai porta la carne!
È nel forno, e lì resterà. Ora vi alzate, vi rivestite e ve ne andate. Oppure vi fate una cena da Da Vittorio, lì sì che vi sazieranno.
Ma sei ubriaca? sgrana gli occhi Tullio. Marco, dai, controlla tua moglie! Che show è questo?
Marco si alza lentamente. Guarda Francesca, gli amici, vede lei che trema e ha gli occhi lucidi. Capisce tutto.
Francesca non è ubriaca, dice serio. È solo stanca. Siete entrati in casa nostra senza portare nemmeno una pagnotta, avete finito il mio brandy, criticato tutto, chiamato il nostro vino aceto, la casa un ufficio. E ora pretendete anche la carne?
Ma stavamo scherzando! strilla Martina. Non avete senso dellumorismo? Ci siamo scordati la torta, e allora? Siamo venuti per stare insieme! Portiamo allegria!
Allegria sulle nostre spalle, sorride amaro Francesca. Ho passato la mattina tra i fornelli, speso metà stipendio, volevo farvi piacere. Invece siete solo scrocconi. Gente che gira a Dubai ma risparmia i dieci euro per un dolce per chi li ospita.
Ah bene, ti ci metti pure a rinfacciare il pane! si alza Davide, capovolgendo la sedia. Ce ne andiamo! Non ci vedrete più qui dentro! Avara!
Andate, dice Marco aprendo la porta. E non dimenticate i vostri contenitori. Vuoti.
Gli ospiti escono imprecando e sbattendo la porta. Martina urla che non è più amica di Francesca, che la farà fuori dai suoi giri. Lorena mormora della serata rovinata. I ragazzi borbottano insulti.
Appena lultimo chiude la porta, cala il silenzio. Francesca resta in mezzo alla stanza guardando il disastro: piatti sporchi, macchie di vino, tovaglioli spostati.
Marco la abbraccia sulle spalle.
Come stai? chiede piano.
Mi tremano le mani, ammette lei. Marco, sarò stata troppo dura? Magari dovevo lasciar correre erano ospiti…
Non sei stata dura, Fra. Hai solo iniziato a volerti bene. Sono fiero di te. Anzi, li avrei cacciati dopo cinque minuti io, se non lavessi fatto tu. Hanno passato il limite.
Francesca sospira e si stringe a lui.
E la carne? domanda lui un attimo dopo, con un sorriso furbo. Davvero ce nè ancora? Lodore qui fa venire lacquolina.
Francesca ride, finalmente, di cuore.
Cè, Marco. E cè anche la torta, gigante e piena di frutta.
Si siedono in cucina tra i piatti sporchi, buttandoli un po più in là. Francesca tira fuori larrosto bello dorato. Poi la torta. Versa due bicchieri di quel vinello acido che invece è un sontuoso Bordeaux.
A noi, dice Marco, brindando. E che in questa casa entrino solo quelli che portano cuore, non chi arriva col cucchiaio vuoto.
Masticano carne che si scioglie in bocca, godono il silenzio e la compagnia reciproca. E quella è la cena più buona della loro vita.
Unora dopo il telefono di Francesca suona. Un messaggio di Martina: Che vipera! Ora siamo da McDonalds a ingozzarci di panini per colpa tua! Almeno potresti chiedere scusa!
Francesca legge, sorride e spalma il dito su blocca. Fa lo stesso con i numeri di Lorena, Davide e Tullio.
La rubrica si assottiglia di quattro voci. Laria in casa, intanto, diventa finalmente più leggera. E il frigorifero pieno di cose buone: lei e Marco ci mangeranno una settimana. Nessuna briciola agli scrocconi.
Questa storia ci ricorda che lamicizia è una strada a doppio senso. E a volte, chiudere il frigorifero a certi ospiti è il modo migliore per non perdere il rispetto per se stessi.






