Gli amici parsimoniosi mi hanno invitato alla loro festa di compleanno: sono tornata a casa affamata

Ho degli amici che definirei più che parsimoniosi: sono veri maestri del risparmio. Tagliano le spese ovunque possono, dal cibo alle magliette. Non sono mica poveri, eh! Anzi, sono gente messa benissimo, con il conto in banca che sorride ogni volta che lo aprono. Insomma, potrebbero permettersi di tutto, ma i loro portafogli hanno le radici profonde come i pini dellAppennino.

Io da loro ci vado solo per occasioni speciali. Il resto dellanno ci limitiamo a chiamarci al telefono, che almeno lì nessuno rischia di restare senza cena. Un mesetto fa mi è arrivato linvito fatidico: festa di compleanno! Risultato? Sono tornata a casa affamata come una volpe dopo il digiuno.

Il giorno X, di buon mattino, metto il regalo comprato giorni prima nella borsa e via al lavoro. Mi hanno dato appuntamento alle quattro, quindi per pranzo mi sono limitata a un espresso e due biscotti. Pensavo tra me e me: Tranquilla, tanto stasera si mangia come si deve! Illusione che mi ha abbandonato troppo presto.

Arrivo da loro precisa allora stabilita. Porgo il regalo, bevo un bicchiere di prosecco, li abbraccio, e scherzando dico che sono affamata tipo lupi nelle Alpi, che ho saltato il pranzo apposta. Marco, il festeggiato, mi rassicura: Ma dai, Federica, è tutto pronto!.

Dentro siamo in otto, contati: sei invitati e i padroni di casa. In salotto niente tavolo, niente sedie solo un maxi divano sgangherato stile vintage. Non vi dico che voglia di sedermi a tavola come si deve, ma vabbè, va di buffet.

Al centro troneggia un minuscolo tavolino rotondo, decorato (è una parola grossa) con piattini. E qui giuro, contavo le fette come si conta la pasta nei tempi di carestia! Otto fettine di salame nostrano (la mia passione), otto di arrosto, otto di formaggio stagionato, otto di pomodoro, otto di cetriolo, tutte affettate che si vedeva il tavolo sotto. Ah, cerano anche due insalate in ciotoline degne di Barbie. Pure la frutta era su misura: otto fragoline. A completare la festa, una sola bottiglia di vino rosso di chiara provenienza discount. Un invito velato: Bevete, gente, ma non troppo!

Io masticavo piano il salame, immaginando già la pizza che mi sarei ordinata a casa. Non ho nemmeno osato bere troppo, temendo di restare in mezzo al nulla gastronomico. E mentre mi sforzavo di parere allegra, sento Marco proclamare: Adesso vi porto qualcosa di caldo! Mi sono illusa per un attimo: ora sì che arriva la cena vera!

No, perché dopo cinque minuti la padrona di casa arriva trionfante con un piatto: un mini patata arrosto e un singolo fuso di pollo. Per ognuno. Vi assicuro che ho riso sotto i baffi, almeno la torta era di dimensioni normali. Tutto sommato, abbiamo riso e scherzato come i matti. Latmosfera era ottima, solo il mio stomaco piangeva.

Dopo unora e mezza di festa light, saluto tutti e torno verso casa con una fame da lupo mannaro. Mentre cammino mi fermo al supermercato, prendo pane, mozzarella, prosciutto crudo e rientro finalmente a casa per mangiare come si deve. Così i miei amici risparmiatori hanno fatto jackpot: festa a basso costo, fame assicurata per gli invitati.

Ma la domanda rimane: perché invitare la gente a festeggiare un compleanno se poi il massimo del banchetto è il salame tagliato pergamena? Va bene essere parsimoniosi… ma almeno fatemi mangiare!

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