Ma dai retta, mi capita spesso che la gente mi chieda perché mai ci siamo trasferiti in campagna. Tutti sognano la città, ma noi abbiamo fatto il contrario. È incredibile quanta poca gente capisca cosa ci sia di buono qui! Certo, destate tutto bello ma dinverno, secondo loro, non cè niente da fare.
Cho questa mia amica, Graziella, che ci ha provato in tutti i modi a farci desistere dal trasferimento. A me e a mio marito ci giravano le scatole, sembrava quasi facesse apposta a farci cambiare idea. Ma che vuole comandare a casa nostra?
Dopo quasi un anno passato a cercare la casa giusta, alla fine ce labbiamo fatta: abbiamo trovato un bel casolare e ci siamo trasferiti. E Graziella continuava ogni santo giorno a chiamarmi, sempre con quella voce un po di scherno, e mi chiedeva se avevo trovato lavoro, benché sapesse benissimo che lavoravo in smart working e che il mio lavoro non era cambiato affatto. A ogni telefonata, la solita storia: Ma lì prende Internet decentemente?
Poi, allinizio di ottobre, dopo più di un anno che stavamo qui, Graziella è venuta finalmente a trovarci insieme a suo marito. Si è fatta due giorni da noi: gironzolava per il giardino un po scocciata e poi stava in casa a bere birra con suo marito.
In quei giorni io e mio marito avevamo un sacco di cose da fare: dovevamo portare le verdure in cantina e chiudere i vasetti di confettura fatta in casa. Il terzo giorno, mentre loro si preparavano a ripartire col pullman serale, non gli abbiamo fatto nessun regalino tipico per gli ospiti mica lo meritevano. E invece a chiedermelo: Graziella stessa se nè uscita con la richiesta di un sacco di patate e delle mele.
Mi sono offerta di andare in cantina a prenderle, ma figurati, loro col mal di testa nemmeno volevano avvicinarsi. Allora gli abbiamo dato un sacco e delle bacinelle per raccogliere la frutta. Non contenti dellaspetto delle mele, sono andati pure a scegliersi quelle migliori. Mi chiedevo sinceramente come pensassero di trascinarsi tutta quella roba in pullman, ma poi mi è stato chiaro: speravano che mio marito facesse loro da autista.
Considera che il viaggio fino in città era almeno tre ore tra andata e ritorno! Mio marito li ha sgamati subito e ha detto che aveva già aperto una birra, quindi di guidare non se ne parlava. Così sono andati da soli, carichi come muli e per qualche anno, spariti. Certo, ogni tanto ci si sentiva al telefono, ma da tornare in paese, mai più.
E forse sarò un po cattiva, ma ora inizio a pensare che in realtà qui da noi non ci devono proprio mettere piede.
Poi, proprio quando avevo smesso di pensarci, a fine novembre, ecco che si presentano di nuovo alla porta senza nemmeno avvisare: Sorpresa! Vogliono far colpo, venendo di sabato. Solo che io quella settimana non avevo proprio tempo: tra ordini per Natale e polli da spennare, non sapevo dove girarmi.
Ho buttato qualcosa in tavola al volo. Mentre loro mangiavano e bevevano, io e mio marito correvamo avanti e indietro. Quando ci siamo finalmente seduti gli abbiamo pure chiesto se volevano aiutare. Sai che bello, gente di città che non sa manco come si spennano due polli E i miei animali erano già tutti prenotati! Dovevamo occuparcene per noi e per i nostri genitori, mica per loro.
Comunque, per non farli sentire esclusi, gli ho offerto unoca, ma ho precisato che la dovevano spennare loro. Domani ci pensiamo, mi dicono.
Il giorno dopo? Manco a parlarne, non hanno fatto nulla. Stavolta almeno avevano la macchina e se ne sono pure comprati una loro. Prima di andare via gli ho offerto verdure e sottaceti: Prendete ciò che vi piace! Hanno riempito il bagagliaio, te lo giuro. Non mi dispiace, anzi, meglio che lo mangino loro, tanto abbiamo provviste per anni.
Ma la domanda successiva di Graziella mi ha lasciata basita: Ma non avete un po di carne di manzo in più?
Le dico di no, anche perché la carne di manzo la distribuiamo solo dopo aver soddisfatto le richieste degli amici più stretti e dei parenti. Non siamo qui a lavorare per niente, dobbiamo pur vivere anche noi! E comunque la famiglia viene prima.
Chissà, forse ora ce lhanno ancora con noi. Graziella non si è più fatta sentire, né un messaggio né una chiamata. E secondo certe conoscenze comuni siamo tirchi, perché sono venuti in campagna e se ne sono tornati in città a mani vuote. Che ti devo dire, la gente si fa davvero delle strane idee sulla vita di paese!





