Ha partorito in silenzio e voleva dare via la sua bambina: la toccante storia di Liliana, studentessa senza sostegno che ha scelto di tenere la figlia grazie all’aiuto di una ostetrica e all’intervento di un imprenditore italiano

Ti racconto una storia che mi ha davvero colpita. Come sai, sono ostetrica da tanti anni, e in ospedale ne ho viste di tutti i colori, situazioni belle ma anche delle davvero difficili. Di solito noi infermiere ci teniamo un po alla larga dalle vicende private delle mamme che partoriscono, ma questa volta dovevo proprio intervenire. È successo per aiutare una studentessa, una ragazza che aveva appena dato alla luce una bambina meravigliosa e subito aveva deciso di darla in adozione.

La ragazza si chiamava Ginevra, un nome tipico da noi, ed era arrivata in ospedale senza mai avere fatto una visita medica per tutta la gravidanza, niente ginecologo, niente controllo. Non voleva spiegare il perché, e io, presa dal lavoro, non avevo avuto modo di chiederle nulla prima che iniziasse il travaglio.

Ginevra ha partorito in modo davvero impeccabile, alla faccia di chi frequenta corsi pre-parto! Quasi non si sentiva un lamento nella sala parto, seguiva tutte le mie indicazioni in silenzio, e il parto è andato tutto liscio. Quando ho preso in braccio la piccola appena nata, che urlava forte salutando tutti con il suo primo pianto, Ginevra guardava la figlia e le lacrime le scendevano giù, e io le ho detto che la bambina era sana, che doveva essere felice di avere messo al mondo una creatura così bella.

Poi però, in reparto, Ginevra ci ha comunicato la sua decisione: avrebbe dato la bambina in adozione. Mi ha chiesto di contattare subito i servizi sociali.

Abbiamo provato a farle cambiare idea, a convincerla che forse stava agendo di impulso, ma niente. Non voleva nemmeno attaccare la piccola al seno, chiedeva solo di essere lasciata in pace.

La bambina, poi, diversamente dagli altri neonati, rifiutava il latte artificiale: si vedeva proprio che aveva fame di latte materno, cercava il seno della mamma con la testolina, allungava le labbra e intanto perdeva peso. Allo stesso tempo sentivo di dover fare qualcosa, allora durante il mio turno successivo lho presa io e lho riportata da Ginevra, anche se tutti mi dicevano di lasciar perdere. Ho spiegato a Ginevra che quello che stava facendo poteva mettere a rischio la salute della bambina, e le ho quasi intimato di provare ad allattarla. Quando finalmente ha accettato e ha avvicinato la piccola al seno, la bambina ha iniziato a succhiare con tutta la forza che aveva! Io sono uscita dalla stanza, fingendo di avere una cosa urgente da sbrigare, lasciandole sole.

Sono tornata mezzora dopo e le ho trovate addormentate insieme, Ginevra che abbracciava la sua bambina con una tenerezza incredibile. Poi la ragazza si è alzata, ha preso la bambina e si è seduta accanto a me nel corridoio, iniziando finalmente a parlare.

Sai cosa è successo? Il papà della bambina era un imprenditore molto noto qui a Milano. Era sposato, e ovviamente non aveva preso affatto bene la notizia della gravidanza, anzi, aveva proposto laborto, ma Ginevra non aveva voluto. Quando lui ha scoperto che voleva portare avanti la gravidanza, ha confessato tutto alla moglie, che lo ha perdonato ma si è accanita sulla povera studentessa, pretendendo che si liberasse della piccola. Sono arrivate minacce e offerte di denaro, ma Ginevra non si è lasciata influenzare. Dopo un po, luomo è sparito dalla città per un po, e la moglie continuava a insistere perché la bambina venisse data in adozione.

Alla fine del discorso, Ginevra mi ha guardato negli occhi e mi ha detto con totale sincerità: Vorrei tenerla, ma non so come fare in una stanza di studentato e senza soldi.

Le sue parole mi hanno commossa. Le ho dato coraggio e le ho detto che sarebbe andato tutto bene. Il nostro primario ha tanti contatti qui a Milano, quindi è stato facile rintracciare il padre della bambina e organizzare un incontro. Ed è successo il miracolo: limprenditore non ha neanche provato a sfuggire al confronto, ed è venuto in ospedale dopo poche ore. Abbiamo parlato di tutto, dalla casa ai soldi per il futuro della piccola, e devo dire che si è comportato da vero uomo.

Quando Ginevra è uscita dallospedale, ha trovato facilmente una casa in affitto, luomo ha pagato subito lanno di anticipo pensa, una bella somma in euro! e ha anche lasciato un gruzzolo per aiutarla nei primi tempi, promettendole che in futuro avrebbe provveduto alla figlia. In quel momento, sembrava che gli fosse davvero venuto il senso di responsabilità. Non so come sarà la vita di Ginevra e della sua bambina, ma spero con tutto il cuore che riusciranno a costruire una famiglia serena, tutta italiana, dove la piccola possa crescere felice.

Ti volevo raccontare questa storia perché mi ha toccato davvero. A volte la vita è più complicata di quanto pensiamo, ma un pizzico di coraggio e qualcuno che ascolta possono fare la vera differenza. Un abbraccio grande!

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