Ha rimesso in piedi mia suocera. Ma io sono arrabbiata perché non ho tolto le erbacce dall’orto: dal…

Diario, 15 giugno

Oggi mia suocera è tornata alla carica. Eppure sono arrabbiata, tutto perché non sono riuscita a togliere lerba dalle aiuole.

Ma che ci fai lì? gridò, in piedi in mezzo al prato tra le aiuole di fiori, il volto rosso dallindignazione. Una vergogna così non sè mai vista in questa casa! Io, con sette figli, non avevo nemmeno una gramigna nel giardino!

Al suo urlo i vicini sono corsi subito a curiosare, si sono appiccicati alla rete come stormi di corvi pronti a riportare ogni parola. Visto il pubblico, mia suocera si è fatta ancora più teatrale. Non si è trattenuta e ha detto di tutto, io la guardavo incredula, in silenzio. Poi, stanca dal tanto gridare, ha tirato il fiato e ha sparato la frase a voce talmente alta che lavranno sentita pure in fondo alla strada:

Non ho replicato nemmeno una volta.

Le sono passata accanto, stringendo ancora di più mio figlio tra le braccia. Una volta rientrata in casa, mi sono avvicinata allarmadio, ho diviso tutte le cose che lei doveva portare via, mettendole in una scatola apposita, e senza pensarci due volte ho buttato nella borsa solo i vestiti essenziali per me e mio figlio. Sono uscita senza degnarla di una parola.

Dopo tre giorni, mi ha chiamata di nuovo:

Che fine hanno fatto tutte quelle medicine che quei professori mi avevano prescritto? Ho mandato la signora Maria a comprarne qualcuna, ma mi ha detto che un barattolo costa troppo. Quelle con scritte straniere non le accettiamo proprio, né le cambiamo. Allora che devo fare? Tu te ne sei andata offesa e io qui devo morire come una disperata?

Non le ho risposto. Ho spento il cellulare, tolto la SIM e basta. Non ce la faccio più, né fisicamente né mentalmente.

Un anno fa, proprio poco prima che nascesse mio figlio, mio marito ha perso il controllo dellauto sulla statale vicino Firenze. Ricordo a fatica la mattina in cui lho visto andare via per sempre, come è arrivata lambulanza, e il giorno dopo ero già mamma Non avevo più energie. Senza mio marito ogni cosa perdeva significato. Ho nutrito e cullato mio figlio come un automa, solo perché era mio dovere.

A scuotermi da quello stato fu una telefonata:

Tua suocera sta male. Dicono che non supererà il dolore di aver perso il figlio.

Non ho esitato. Dopo aver lasciato lappartamento a Roma, lho venduto subito. Ho investito parte degli euro nella costruzione di una casa nuova qui in Toscana, per garantire un futuro stabile a mio figlio. E poi sono corsa a salvare la suocera.

In questanno non ho vissuto, ho solo tirato avanti.

Notti quasi sempre in bianco, un bimbo piccolo irrequieto, la suocera che richiedeva la mia presenza costante, giorno e notte.

Meno male che avevo risparmi da parte. Ho richiamato i migliori medici da ogni angolo dItalia per farla visitare. Ho acquistato ogni medicinale prescritto, organizzato ogni cosa, e alla fine lei è tornata a stare bene. Prima la portavo in giro solo per casa, poi abbiamo cominciato a fare delle passeggiate nel cortile. Alla fine, si è ripresa a tal punto che camminava senza aiuti e poi

Non voglio più sentirla né vederla. Ora che ha ripreso in mano la propria vita, si arrangi pure da sola. Almeno sono stata saggia: non ho speso tutto per lei. Con mio figlio ci siamo trasferiti nel nuovo appartamento e credevo sarebbe stato diverso.

Desideravo vivere la vita con la madre di mio marito, anche solo per affetto, visto che non ho più i miei. Ma ormai è così. Cè solo mio figlio che dovrò crescere insegnandogli che il rispetto va meritato. Non tutti valgono la fatica di un orto ben curato. Qualcuno ha a cuore solo le aiuole senza erbacce, ma poco di tutto il resto.

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