Ho 41 anni e non ho mai tradito mia moglie. Ma prima di incontrarla, non ero certo un santo: non avevo mai avuto una fidanzata seria, ero libero e vivevo come un vero uomo indipendente.

Ho quarantuno anni e non ho mai tradito mia moglie. Ma prima di conoscerla, non ero certo un santo. Non ho mai avuto una relazione seria. Vivevo da single, libero e senza legami. Frequentavo una ragazza, poi unaltra; il venerdì appuntamenti, il sabato feste. Nessuno pretendereva spiegazioni da me, perché non avevo promesso nulla a nessuna.
Lavoravo in una officina elettrica a Milano e guadagnavo abbastanza bene. Dopo il lavoro, uscivo con gli amici per un aperitivo nei bar, in discoteche, alle feste di compleanno. A volte dormivo con una donna e il giorno dopo sparivo dalla sua vita. Non perché fossi cattivo, ma perché non cercavo niente di impegnativo. Dicevo sempre che il legame serio non faceva per me.
Tutto è cambiato il giorno in cui ho incontrato mia moglie. Era allospedale Niguarda, dove lei faceva tirocinio come infermiera. Io ero lì per sistemare un guasto elettrico. Mi ha chiesto aiuto con una presa rotta e abbiamo iniziato a parlare. Mi ha chiesto il nome, io ho fatto lo stesso, abbiamo sorriso e, alla fine del mio turno, mi ha dato il suo numero. Le ho scritto la sera stessa. Non come facevo una volta, con disinvoltura e flirt, ma nervoso come un adolescente.
Le nostre prime uscite erano semplici. Passeggiate lungo i Navigli, gelato in piazza Duomo, una focaccia dopo il lavoro. Piano piano ho smesso di guardare altre donne, non perché lei me lo avesse chiesto, ma perché non avevo più voglia di dare attenzione ad altre. Capivo che con lei era diverso, non la prossima della lista.
Quando le ho chiesto di diventare la mia ragazza, le ho detto chiaramente: Se cominciamo qualcosa, lo facciamo sul serio. Non voglio cose a metà. Lei mi ha guardato seria e ha risposto: Io non condivido. Ho detto: Nemmeno io. Da quel giorno ho capito che la fedeltà non è solo smettere di guardare altre, ma mantenere quello che hai promesso.
Ci siamo sposati senza grandi feste. Vivevamo in una stanza affittata, con un letto prestato e una piccola cucina. Lavoravamo tutto il giorno: lei turni notturni, io straordinari. Non avevamo energie per avventure. Solo bollette da pagare, stanchezza e sogni condivisi.
Le tentazioni però non sono scomparse. Al lavoro una collega mi scriveva in piena notte. Mandava foto casuali e diceva che meritavo di meglio di una donna sempre stanca. Una volta mi ha aspettato al parcheggio proponendomi di andare in un motel. Le ho detto di no. Ho preso la macchina e sono tornato direttamente a casa.
Ad una festa di amici, una donna ubriaca si è seduta vicino a me e iniziato a toccarmi il braccio. Mi sono alzato, ho cercato mia moglie e siamo andati via senza salutare nessuno. Ho preferito passare per maleducato, piuttosto che varcare un confine che non si cancella.
Gli amici ridono di me. Dicono che prima ero vivo e ora sono noioso. Hanno ragione non sono più lo stesso. Prima pensavo solo a me; ora ho una persona accanto a me.
Qualche giorno fa, mio figlio mi ha chiesto se ho avuto altre donne mentre ero sposato. Gli ho risposto no. Mi ha guardato stupito e mi ha detto che quasi tutti i suoi amici hanno genitori separati a causa dei tradimenti. In quel momento ho capito che la mia scelta non riguarda solo il mio matrimonio ma anche la vita dei miei figli.
Da giovane ero donnaiolo perché nessuno mi legava. Ma il giorno che ho deciso che lei sarebbe stata la donna con cui invecchiare, ho capito che la fedeltà non è una prigione, è una decisione quotidiana. E, oggi, non mi pento di scegliere ancora lei.
Ho imparato che lamore vero è una responsabilità che si rinnova ogni giorno.

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Ho 41 anni e non ho mai tradito mia moglie. Ma prima di incontrarla, non ero certo un santo: non avevo mai avuto una fidanzata seria, ero libero e vivevo come un vero uomo indipendente.