Ho 45 anni e non accetto più ospiti nella mia casa.
Alcune persone dimenticano, appena arrivano, che sono ospiti: sono scortesi, danno indicazioni e non hanno fretta di tornare a casa.
Un tempo ero molto ospitale, ma la mia prospettiva è cambiata rapidamente. Dopo aver superato i quarantanni ho smesso di invitare chiunque. Perché dovrei farlo? È una seccatura avere quel tipo di visitatori.
Lanno scorso ho festeggiato il mio compleanno in un ristorante a Milano e mi è piaciuto tantissimo; da ora in poi continuerò così e cercherò di spiegare il perché.
Organizzare una festa a casa è costoso. Per una semplice cena bisogna spendere una somma considerevole in euro, e se si tratta di una cena di Natale la cifra può salire ancora di più. Gli invitati portano regali modesti, perché i tempi sono duri, e poi restano fino a notte fonda. Io desidero rilassarmi, non accumulare montagne di piatti da lavare e pulizie da fare.
Aspetto nella mia abitazione senza attendere nessuno. Pulisco e cucino quando mi va. Prima, dopo le feste natalizie, tornavo a casa esausto e depresso; ora, dopo Natale, mi concedo un bagno, vado a letto presto e mi sento più sereno.
Ho molto tempo libero e lo sfrutto al meglio. I miei amici, come Luca e la cara Ginevra, possono venire a prendere un tè, ma non mi preoccupo di non avere dolci a disposizione. Ora posso esprimere liberamente i miei pensieri. Se voglio rilassarmi, indico semplicemente luscita. Non è il gesto più elegante, ma non mi turba: il mio benessere è la priorità.
È curioso notare che chi ama andare nelle case altrui raramente invita nessuno nella propria. Per loro è più semplice offrire un ospite senza perdere tempo a pulire e cucinare.
Accogliete gli ospiti? Potete definirvi persone ospitali?




