Ho annullato il matrimonio.

Ho annullato il matrimonio.
Sì, proprio così. A due settimane (!) dalla data che avevamo discusso per mesi, tra scelte di location, menù, lista degli invitati, tutto era già pronto nei minimi dettagli: la sala Il Giardino a Firenze era prenotata, il quartetto darchi provava il repertorio, il fotografo aveva stilato il programma minuto per minuto, labito bianco pendeva nellarmadio elegante, liscio, quello che avevo immaginato fin dal primo sguardo. Avevamo persino trovato lappartamento, luminoso e accogliente, dove avremmo dovuto trasferirci subito dopo le nozze per cominciare la nuova vita.

Perché ho annullato tutto?
Perché lo sposo, allimprovviso, ha deciso che poteva alzare la mano contro di me.

Non fraintendetemi: siamo persone religiose, cattoliche. Rispettiamo la modestia, seguiamo le norme della Chiesa, non ci toccavamo mai. I nostri incontri erano corretti, rispettosi, entro i confini della tradizione. Credevo davvero di avere davanti un uomo capace di costruire una famiglia basata su dignità, dolcezza e sostegno reciproco.

Ma, in un giorno qualunque, sotto il peso dello stress legato ai preparativi, è scoppiato. Ha alzato la voce, un urlo forte e improvviso, totalmente diverso dal suo tono misurato. Un attimo dopo, una schiaffeggiata netta, così forte da farmi vedere le luci spegnersi negli occhi.

Sì, avete sentito bene. Quel laureato della prestigiosa Yeshiva di Milano, quello che tutti citavano come modello da seguire, studioso serio, intellettuale, luomo di cui si parlava in tutti i circoli, ha colpito la sua sposa a due settimane dal matrimonio. Un vero ideale che dire

La sua vera faccia è uscita allo scoperto. Forse era sempre lì, nascosta dietro la maschera della rispettabilità, della devozione e del rispetto. In quel momento di rabbia ha mostrato chi era davvero, e purtroppo non era luomo che protegge e custodisce.

Devo ammettere, in parte, che sono grata che sia successo. Per quanto possa suonare atroce, credo di essermi salvata. Meglio scoprire un mostro prima del matrimonio che dover convivere con lui per tutta la vita, temendo ogni suo gesto, ogni suo respiro.

Raccontare cosa sta attraversando la mia famiglia dopo lannullamento? Nemmeno a cominciare. È un turbine di emozioni, accuse, domande, discussioni incessanti tra parenti e vicini. Posso dire solo una cosa: è un peso immenso. Sono a pezzi. Ho bisogno di terapia. A volte mi sembra che lunica cura sarebbe un sonno eterno, per non sentire più questo dolore che non finisce.

Perché, invece di supporto, sento che ora sono la vergogna della famiglia. Come se fossi stata io a distruggere tutto, a dover sopportare, come se fosse colpa mia, capite? La mia anima è frantumata in mille schegge. Vivo in una nebbia interiore, come se tutto accadesse lontano da me. È un dolore profondo, alla radice del mio io. A volte mi sorprendo a desiderare di svanire, di dissolvermi nellaria, di sparire da un mondo dove empatia e comprensione sembrano scarse.

Eppure non ho scritto questo confessionale per caso. Cè un messaggio importante. Se anche solo per un minuto prima del matrimonio senti che luomo che hai scelto non riesce a controllarsi nei momenti di crisi, se noti che è incline a scoppi dira, se cè il minimo timore che possa alzare la mano su di te, fermati e annulla tutto. Basta fermarsi. Metti il freno.

Non importa quanti euro sono stati spesi. Non importa quante persone saranno deluse, scioccate o amareggiate. Non importa cosa diranno parenti, vicini, amici.

Mi sembra più saggio fermare la vita un attimo, piuttosto che diventare, in futuro, la donna che subisce violenza dal primo giorno di matrimonio, forse per tutta la vita.

E su di me? Non chiedo pietà. Sono grato solo se pregate perché riesca a ricostruirmi, perché un giorno possa di nuovo sentirmi intero, perché possa creare una famiglia vera, quella che tutte le donne sognano: una famiglia dove lamore è dolcezza, non paura; dove la mano serve a sostenere, non a colpire.

Forse un giorno crederò ancora nellamore.

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