Ho chiesto a mio marito di occuparsi di lei, ma la sua risposta è stata così fredda che ho fatto le valigie e me ne sono andata.

Il problema è che mi sono sposata per la seconda volta. Ho una figlia con il mio ex marito, che però non ha mai partecipato alla sua crescita né mi ha versato un euro di mantenimento.

Non gli ho mai portato rancore insomma, se uno non è uomo, inutile starci a perdere il sonno. Ho sempre puntato solo sulle mie forze: buon stipendio, buona posizione, di certo non mi mancava il pane. Poi sono uscita di nuovo con un altro, e ci siamo sposati, ma la seconda suocera non voleva sapere né di me né di mia figlia, e mio marito era freddo quasi più dellaria condizionata con lei. Il secondo marito non aveva proprio fretta di mettere su famiglia: È presto per dei figli, diceva. Per ora preferisco non farmi carico di responsabilità.

Sinceramente, non ho insistito molto nemmeno io: lavoravo a un progetto importante, la testa era da tuttaltra parte. Un giorno avevo una riunione fondamentale con dei partner stranieri. Non sapevo proprio a chi lasciare mia figlia, ma ho pensato: magari mio marito si decide e la tiene lui per qualche ora.

Quella mattina mi sono svegliata con le galline per ripassare il discorso, poi stavo per portare la bambina allasilo, ma aveva la febbre. Chiedo allora al maritino di occuparsi lui della piccola, spiegando che proprio non potevo saltare il lavoro. Sapete cosa mi ha risposto? Figlia tua, problema tuo. Pensaci te a curarla e a sistemarla.

Lì per lì, sono rimasta di sale. Allora ho chiamato la suocera, le ho chiesto se fosse in casa. Mi ci sono precipitata con mia figlia sotto il braccio, e lei, impassibile come la Gioconda, mi fa: Non è figlia mia, io con lei non ci sto. Mi è venuto da piangere, la ringrazio (pure!), e dico: Bene, la porto con me in ufficio. A questo punto, forse mossa a compassione, sbotta: Va bene, la tengo io ma solo per un po!

Al lavoro tutto fila liscio e torno a prenderla. La suocera, manco a dirlo, inizia a lamentarsi della bambina: Mi ha fatto perdere la pazienza, non sta mai ferma, non ascolta Io, con un sorriso stanco, dico che non la disturberò più. Così, torno a casa, preparo le valigie sia per me che per mia figlia, e vado da mia madre. Ho deciso che non voglio più vivere con qualcuno che non è nemmeno capace di accettare mia figlia e se proprio devo scegliere tra la pace familiare e la serenità di mia figlia, stavolta scelgo senza ripensamenti.

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Ho chiesto a mio marito di occuparsi di lei, ma la sua risposta è stata così fredda che ho fatto le valigie e me ne sono andata.