Sin da bambina, sono sempre stata una di quelle persone disposte să dea o mano persino al peggior nemico, soprattutto nei momenti critici. Mai avrei crezut io că mia suocera era “quel tipo” da evitare? Eppure, contro ogni stereotipo, mia suocera è una signora squisita, educatissima, e gentile come una commessa al supermercato che ti offre lultimo sacchetto di biscotti in offerta.
Di recente, però, la sfortuna ha bussato forte: la mia suocera si è ammalata seriamente, è finita allospedale a Milano e lho dovuta portare a casa per la convalescenza, visto che nessuno la rivoleva su nessun altro letto.
Senza consultare mio marito, ho preso il toro per le corna e lho portata da noi, così io e mio marito potevamo coccolarla come una nonna con il gatto sulle ginocchia. Pensavo che mio marito mi avrebbe dato inchini e fiori per aver curato così bene la sua mamma, invece durante il tragitto verso casa la suocera sembrava malinconica, come se volesse chiedermi un favore ma non trovava le parole, roba da Oscar.
Arrivati, lho fatta accomodare, le ho sistemato il letto e sono corsa a prepararle una bella minestra, proprio quella che piace tanto ai milanesi. Volevo rendere felice sia mia suocera che mio marito ma, mannaggia, appena lui è rientrato, è successo il patatrac.
Vedendo la madre nel letto, la prima cosa che ha detto è stata: “Che ci fa sta parassita in casa nostra?, e subito voleva cacciarla come se fosse una tassa non pagata. Sono riuscita a bloccarlo a stento, e sono certa che se non fossi stata io, quella povera donna sarebbe finita sulla strada, con solo venti euro in tasca.
Siamo ancora sposati, per carità, ma ammetto che il comportamento di mio marito mi ha deluso più di una pizza bruciata.



