Ieri mia nuora mi ha portato di nuovo la nipotina per il weekend, si lamentava la mia vicina Lucia quando ci siamo incontrate sulle scale. Non riesco mai a far mangiare la bambina come si deve! La mamma dice che le principesse non mangiano tanto! mi risponde, e dopo due cucchiaiate, basta! È talmente pallida che sembra luminosa!
Lucia non aveva mai sopportato la compagna di suo figlio Giacomo, Federica, fin dal primo momento in cui laveva vista. Solo perché lei era più grande di suo figlio di ben sette anni. E lui era poco più di un ragazzo, freschissimo di maturità.
Prima di lei non aveva nemmeno mai parlato con una donna! sbuffava la mia vicina. Non cè da stupirsi se si è preso una cotta così: lha stregato con la sua esperienza!
Federica daltronde era una donna molto affascinante, curata, sempre in forma, con un ottimo gusto nel vestirsi e una brillante carriera. Io non trovavo nulla di così strano nel fatto che il figlio della vicina si fosse perdutamente innamorato di lei. Si sa: luomo ama con gli occhi, e Federica davvero attirava lo sguardo.
Era attenta allalimentazione, seguiva una dieta equilibrata e trasmetteva alla figlia le sue abitudini: mangiare con moderazione, evitare gli eccessi e prendersi cura della propria salute e della linea.
Dopo pochi mesi di frequentazione, Federica rimase incinta. Non si sa se per sfida verso la futura suocera, che cercava in tutti i modi di allontanare il figlio da lei, o per volersi sposare al più presto. Magari fu solo un caso. Tanto Giacomo fu irremovibile: voleva sposare Federica, anche se aveva solo compiuto da poco 18 anni, mentre lei ne aveva 25.
Dopo aver preso il diploma, Giacomo si iscrisse allistituto tecnico. Studiava e lavorava, perché lui e la giovane moglie avevano deciso di vivere per conto loro, lontano dai genitori, e cera bisogno di mantenere la famiglia. Prima affittarono un piccolo monolocale, poi riuscirono a comprare una stanza in una vecchia casa di ringhiera.
I due ragazzi erano felici, ma la suocera non mollava: trovava sempre un motivo per criticare Federica. Il sugo non è buono, la camicia di Giacomo non stirata, la bimba troppo leggera per uscire di casa… Per Lucia, la nuora non aveva pregi, solo difetti. E continuava a tartassarla, rimproverando anche il figlio.
Col tempo Federica ridusse al minimo i contatti con la suocera. Era lei a accompagnare la figlia allasilo, alla ginnastica, a scuola di scacchi. Sempre di corsa: lavoro, poi prenderla, poi alle varie attività… E intanto cercare il tempo per andare lei stessa in palestra, dal parrucchiere, dallestetista… Così capitava che fosse spesso fuori casa più di quanto avrebbe voluto.
Quando Giacomo tornava dal lavoro, la casa era vuota: la figlia alle attività, la moglie impegnata o di corsa come sempre.
Una sera bussò alla porta Michela, la vicina di pianerottolo, vedova di 38 anni con due figli adolescenti. Aveva avuto una perdita dacqua in cucina e chiese a Giacomo se poteva darle una mano, prima che i vicini sotto venissero allagati.
Giacomo era pratico con i lavori manuali, quindi sistemò subito il rubinetto. Mentre lavorava, Michela preparava la cena spaghetti al pomodoro e polpette. Per ringraziarlo, gli offrì un piatto caldo. Giacomo accettò volentieri, anche perché Federica da molto non cucinava più nulla di tradizionale, troppo presa da lavoro e impegni.
Da quella sera, Michela cominciò spesso a invitare Giacomo a cena: due chiacchiere in compagnia, ravioli fatti in casa, crostate. Si trovavano da soli sul ballatoio, e fra un pasto e una risata, successe che tra di loro nacque qualcosa. Non capirono nemmeno come fosse possibile, ma ormai non potevano più fare a meno di quei momenti semplici e pieni di calore.
Nel cortile della casa di ringhiera le voci corrono in fretta. Così a Federica qualcuno riferì che suo marito passava troppo spesso da Michela, e non certo per discutere di letteratura.
Scoppiò un litigio furioso: tutto il palazzo sentì grida e pianti. Federica, donna orgogliosa, sbatté Giacomo fuori casa, racimolando in fretta tutte le sue cose e lasciandole davanti alla porta.
Non cera tempo per sperare nellospitalità dei genitori era troppo tardi, e lunica via era quella di Michela, che lo accolse a braccia aperte.
Allepoca, la loro figlia aveva sei anni, Giacomo venticinque, Federica trentadue, Michela trentanove.
Lucia, la mia vicina, appena seppe che il figlio aveva lasciato la moglie, tirò un sospiro di sollievo, ritenendola una vittoria personale. Ma quando realizzò che il figlio ora stava con una donna più grande di lui di ben quattordici anni, e per giunta madre di due figli, rimase improvvisamente zitta…
Questo cambiamento di atteggiamento mi colpì molto. Per anni aveva tormentato Federica solo perché era più grande di suo figlio, e ora, improvvisamente, nessuna protesta, nessuna critica Forse aveva capito di aver fallito.
Questo divorzio e nuovo legame risalgono ormai a quindici anni fa. Giacomo e Michela hanno vissuto insieme tutto questo tempo, senza avere altri figli, ma in grande serenità. Nonostante la differenza detà, oggi Giacomo ha quaranta anni, Michela cinquantaquattro. Lucia li accoglie a casa senza discussioni, tutto fila liscio, la pace ritrovata. Io vedo ogni giorno che Giacomo è davvero felice.
Sapete, la vita mi ha insegnato che letà conta molto meno della serenità del cuore. Limportante, per essere felici, è trovare qualcuno con cui condividere gioia, rispetto e comprensione, senza lasciarsi confondere da pregiudizi o aspettative inutili.




