Feci il test del DNA e confermai le mie supposizioni.
Zia Lucia, non ho più dove andare, singhiozzava tra lacrime amare. Perdonatemi, non lo farò più.
Non spiegò bene dove fosse stata né cosa avesse fatto, ma il suo aspetto suscitava compassione.
Ci accettarono di nuovo, anche se Alessandro non ne era molto contento. Daltronde era la madre di Sofia, una orfana senza appigli.
Alessandro era sempre stato un ragazzo diverso, quasi fuori dal mondo: tranquillo, riservato, sempre con i libri in un angolo.
Alè, dovresti giocare con gli altri ragazzi in cortile, gli diceva la nonna.
Mamma, lasciami in pace. Meglio che legga che trasformarsi in Vito, il bullo del vicinato, che già a dodici anni è finito nei registri della polizia, lo difendeva la madre, Valeria.
Lui taceva, perché aveva capito che il silenzio era il modo migliore per evitare litigi con le zie che lo avevano cresciuto da solo. Il padre, ufficialmente, non cera.
Così si immerse nella biologia, trascurando quasi tutto il resto, compreso linteresse per le ragazze.
Figlio mio, pensi di sposarti? Di farmi avere dei nipoti? gli scoppiò Valeria quando aveva ventisei anni.
Mamma, ogni cosa a suo tempo, le rispose con un gesto noncurante.
Era impegnato in un progetto allIstituto di Ricerca di Milano, e tutti erano rapiti dal suo lavoro; le donne non erano nemmeno una nota a margine.
Valeria sospirava pesantemente. Un figlio così brillante e gentile, ma poco socievole.
Un anno dopo riuscì a sorprenderla portando a casa Loredana.
Mamma, ti presento la mia fidanzata; il matrimonio è tra un mese, annunciò Alessandro senza esitazione.
Va bene, entrate pure a conoscerci.
Alessandro non aveva mai accennato a una relazione seria, tanto meno a una domanda di matrimonio già inoltrata allufficio di stato civile.
Loredana non fece una gran impressione a Valeria: era esile, i capelli spettinati, neri con ciocche blu, un anello al naso, un tatuaggio al polso, e aveva solo ventitré anni.
Aveva appena lasciato il lavoro di cameriera in un bar dove Alessandro e i colleghi festeggiavano la conclusione del progetto.
Valeria, però, si affezionò alla ragazza, commossa dalla sua vita difficile: genitori scomparsi, lappartamento confiscato da un parente lontano, fame e continui spostamenti tra amici. Alla fine la amò.
I due giovani si stabilirono nella casa di Valeria. La convivenza era pacifica: nessuna lotta di padroni di cucina, nessun litigio. Loredana non curava le faccende domestiche, ma aiutava la suocera quando le veniva chiesto.
Alessandro, di solito indifferente a cibo e vestiti, ora si sforzava di fare ordine, grazie alle pressioni di Valeria. Il ragazzo era sempre nutrito e vestito bene.
Per sei mesi tutto andò bene, poi Loredana sparì senza lasciare tracce. Niente fu rubato, i pochi suoi oggetti rimasero al loro posto, solo il cellulare risultava non raggiungibile. Valeria non conosceva neppure le amiche della ragazza.
Alessandro, per la prima volta, mostrò segni di nervosismo: non si presentò al lavoro per due giorni, cercando di rintracciare la moglie tra i contatti.
Chiamarono ospedali e mortuari, poi Alessandro presentò una denuncia alla polizia. Nessun risultato: Loredana sembrava svanita nel nulla.
Un mese dopo, riapparve.
Scusami, Alè, sorrise timidamente dalla porta, e anche te, zia Lucia, perdonatemi. Ho attraversato un periodo difficile avevo bisogno di stare sola.
Alessandro la strinse, mentre Valeria la osservava attentamente. Non cerano segni di consumo di alcol o di violenza sul suo corpo; forse davvero si era presa una pausa. Il figlio era di nuovo felice.
Un altro mese dopo, Loredana scoprì di essere incinta. Valeria ne fu più contenta del figlio stesso, che continuava a concentrarsi sul progetto.
Negli mesi successivi le due donne si avvicinarono molto. Loredana seguì scrupolosamente i consigli della suocera, mangiò bene, camminò a lungo e andò regolarmente dal medico.
Alla fine della gravidanza dovette fare un parto cesareo; la bambina nacque leggermente prima del dovuto, pesando meno di tre chili. Presentò alcuni problemi di salute e trascorse due settimane in ospedale. Valeria la curò e a tre mesi Sofia era come le altre bambine della sua età.
Perché la madre non si occupasse del bambino? Perché due settimane dopo il parto Loredana scomparve di nuovo. Nessun oggetto fu rubato, il certificato di nascita rimase, ma il passaporto della madre sparì insieme a lei.
Questa volta madre e figlio non persero tempo a cercarla: Valeria sapeva che sarebbe potuta tornare presto, Alessandro era sommerso dal lavoro, e Valeria doveva occuparsi della nipote. Richiesero un congedo parentale per la nonna, con lo stipendio che non si sprecava.
Le piaceva prendersi cura di Sofia! Valeria non lo raccontava a nessuno, ma era una vera gioia.
Mamma, sei rinata! notò Alessandro, colpito dal cambiamento di aspetto e di comportamento della madre.
Certo! Ora sono di nuovo mamma! rispose lei, sorridendo.
Non si lamentava della nuora, per fortuna; diceva a chi domandava che Loredana se ne era andata, che non era successo nulla di speciale.
Non presentarono unaltra denuncia; la nuora chiamò la suocera, borbottando di una nuova crisi, ma Valeria non le prestò più attenzione.
Quattro anni passarono senza notizie di Loredana. Poi, improvvisamente, ricomparve.
Zia Lucia, non ho più dove andare, piangeva di nuovo, con gli occhi pieni di amarezza. Perdonatemi, non lo farò più.
Ancora una volta la rimasero, nonostante Alessandro non fosse felice per il ritorno della madre di Sofia, unorfana senza dimora. La bambina la temeva e la chiamava mamma Valeria.
Meno di un mese dopo, Loredana annunciò di nuovo una gravidanza.
Ma no! sbottò Alessandro. Un altro bambino non lo vogliamo!
Figlio, che cosa intendi per altro?
Mamma, noi non siamo più marito e moglie! In tutti i sensi! replicò, irritato. E sto per sposarmi di nuovo, questo caos deve finire.
Un nuovo matrimonio? Valeria era alloscuro, ma non le sorprendeva: era immersa nella cura di Sofia. Non sapeva nulla della vita privata del figlio.
Loredana, in lacrime, implorò di restare almeno fino al parto. Alessandro acconsentì a malincuore, con laiuto di Valeria, che temeva di perdere la nipote se Loredana se ne fosse andata di nuovo.
Come faccio a divorziare da lei? si chiedeva Alessandro, pensando a come non fosse arrivato a questo punto prima.
Proverò a convincere Loredana a divorziare, promise la madre, pregando silenziosamente che tutto si risolvesse senza separazioni.
E, mamma, continuò Alessandro pensieroso, credo che Sofia non sia mia figlia Dovremmo fare un test.
Valeria rimase sbalordita, pensando che fosse un nuovo amore di Alessandro, forse Marta. La ragazza zoppicante non era mai stata presentata al resto della famiglia.
Nonostante i dubbi di sua madre, Alessandro fece il test del DNA.
Lo sapevo! esclamò, mostrando il risultato a Valeria. Ecco e lanciò unimprecazione.
Figlio, non si può!
Si può, mamma, si può. E tu Non ti sei mai chiesta se Sofia non fosse tua? Sei una donna
Tu, biologo, avresti dovuto usarlo anche tu! lo interruppe a voce alta, piangendo. Non osare dire che la nipote non è di mio sangue! Forse non ho nessuno più caro di lei!
Alessandro la guardò stranamente e non proseguì.
La moglie, ancora al sesto mese di gestazione, era di nuovo sotto osservazione; due settimane dopo riuscì a parlare con lei.
Non ero sicura, le disse con gli occhi pieni di lacrime. Ma so che non troverò mai il vero padre di Sofia.
È così! brontolò Alessandro. Ti avviso, non mi lascerò padre di un bambino altrui!
E così fu. Sofia non fu più legalmente sua figlia, ma Valeria, già pronta, presentò la domanda di affidamento. Loredana accettò il divorzio immediatamente.
Scoprì che non intendeva crescere la seconda figlia; la lasciò in ospedale e scomparve, facilitando così a Valeria la perdita dei diritti genitoriali di Loredana.
Alessandro si risposò con Marta e lasciò lappartamento; ora parlava raramente con la madre.






