Ho letto la storia di una mamma single italiana che raccontava di sentirsi senza via d’uscita e di non sapere cosa fare. Questo mi ha spinto a condividere anche la mia esperienza, non per giudicare nessuno, ma perché quando anche io…

Ho letto la storia di una mamma single qui che diceva di non sapere più cosa fare, di non vedere una via duscita. E allora mi è venuta voglia di raccontare la mia, non per giudicare nessuno, ma perché quando hai dei figli e il frigo vuoto, non puoi certo aspettare che i soldi piovano dal cielo. Nessuno mi ha mai regalato niente. Me lo sono sudato tutto, con le mie forze.
Ho lasciato casa che avevo sedici anni. Testarda, incosciente, convinta di essere grande e con il mio ragazzo sarei stata meglio. Siamo andati a vivere in un monolocale a Perugia: la cucina praticamente era nel salotto, la cameretta separata da una paretina sottile, il bagno fuori, in un cortiletto minuscolo. Altro che lusso, ma almeno era roba nostra. Due anni dopo, appena compiuti diciotto, mi sono ritrovata incinta del mio primo figlio. Allinizio, tutto filava: lui faceva il tassista, portava a casa qualche soldo, si pagava laffitto. Non avanzava un euro, ma nemmeno morivamo di fame.
Quando il mio Federico aveva quasi un anno, ho iniziato a notare che portava sempre meno soldi. Trovava sempre una scusa: la stagione è bassa, la concorrenza, la macchina ci ha lasciati a piedi. E io ci credevo. Poi sono rimasta di nuovo incinta stavolta di mia figlia. Ero al quarto mese quando lui ha preso su, ha messo in una borsa due stracci ed è sparito, lasciandomi così, con il pancione e Federico che nemmeno camminava. Destinazione: casa di unaltra.
La botta più grossa non è stata solo labbandono. È che dopo, tutti intorno hanno iniziato a chiacchierare vicini, parenti, gente al bar. Che con quella lì usciva da mesi, che lo vedevano sotto casa sua, che dormiva da lei. Nessuno mi aveva mai detto niente quando eravamo insieme. Lho saputo a giochi fatti, ormai sola, incinta e con un bimbo piccolo.
Lui? Letteralmente sparito. Dei figli mai una domanda, un euro per i pannolini nemmeno per sbaglio. Ricordo ancora quel giorno: mi sono seduta per terra e ho pianto così tanto che nemmeno sapevo più se mi restavano lacrime. Il frigo quasi vuoto, il latte che stava finendo, la seconda bambina in arrivo, laffitto da pagare, niente vestiti, niente lettino. Ho pianto. Poi il giorno dopo mi sono detta: così non si può andare avanti.
Ho iniziato proprio da quel buco di casa. Ho ordinato la spesa a credito dalla signora Teresa giù allalimentari. Preparo gelatine, budini, muffin. Glieli fotografavo con il cellulare e li mettevo nelle storie di WhatsApp e Instagram. Niente bugie. Scrivevo chiaro e tondo: Vendo dolci per comprare latte e pannolini. Cè chi ha comprato per pietà, chi perché davvero gli piacevano. Con quei soldi facevo la spesa al mercato, mettevo via qualcosa per laffitto, compravo il necessario.
Poi ho iniziato anche a preparare pranzi su ordinazione risotti, lenticchie, pollo al sugo, polpette. Un signore del palazzo, il signor Gino, mi faceva le consegne col motorino, io gli pagavo la corsa. Mi svegliavo alle cinque per cucinare, con il pancione e Federico tra le gambe. Cerano giorni in cui la stanchezza era così tanta che mi sedevo e mi scendeva una lacrimuccia. Ma il giorno dopo ero di nuovo ai fornelli.
Risparmiavo centesimo su centesimo. Quando il parto si avvicinava, mia madre mi ha chiamata: Vieni da noi, qui non sei sola. Così è nata mia figlia, in casa dei miei, a Siena. Da allora i miei genitori sono il mio muro portante. Non mi mantengono, ma mi reggono in piedi mi aiutano con i bambini quando ho gli ordini.
Oggi Federico ha sei anni. Mia figlia cresce in fretta. Insieme a mamma abbiamo messo in piedi una piccola pasticceria. Non siamo la Mulino Bianco, ma abbiamo un laboratorio nostro, facciamo torte per compleanni, dolci per cerimonie, buffet. Non siamo ricche, ma non vado a letto a stomaco vuoto e non mi addormento con lansia di domani.
So quanto fa male quando un uomo lascia una donna coi figli. Non è mai giusto. Ma so anche che non puoi aspettare che qualcuno venga a salvarti. A me nessuno ha salvato. Quando hai dei bambini non ti puoi permettere il lusso di arrenderti.

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