Ho letto molte storie di donne che hanno tradito, e anche se cerco di non giudicare, c’è qualcosa ch…

Ho letto molte storie di donne che hanno tradito, e anche se cerco di non giudicare, cè qualcosa che davvero non riesco a capire. Non lo dico perché mi senta migliore di qualcunaltra, ma perché per me il tradimento non è mai stato una tentazione.

Ho trentiquattro anni, sono sposata e conduco una vita piuttosto normale. Vado in palestra cinque volte a settimana, sto attenta a cosa mangio e mi piace prendermi cura di me stessa. Ho i capelli lunghi e lisci, mi piace essere in ordine e so di essere una donna attraente. La gente me lo dice spesso, e lo vedo dagli sguardi che mi rivolgono.

Ad esempio, in palestra non è raro che un uomo provi a iniziare a parlare con me. Cè chi mi chiede consigli sugli esercizi, chi fa commenti travestiti da complimenti, e chi invece è molto diretto. La stessa cosa capita anche quando esco con le mie amiche per prendere un aperitivo qualcuno si avvicina, insiste, chiedendomi se sono sola. Non ho mai fatto finta che queste cose non succedano. Anzi, le noto benissimo. Ma non ho mai oltrepassato il confine. Non perché abbia paura, ma proprio perché non ne sento il desiderio.

Mio marito si chiama Giovanni, è medico cardiologo e lavora moltissimo. Ci sono giornate in cui esce di casa prima che sia giorno e torna quando noi abbiamo già cenato, spesso anche più tardi. Per la maggior parte del tempo, passo le giornate da sola a casa. Abbiamo una figlia, Sofia, mi prendo cura di lei, della casa, della mia routine. In pratica ho spazi, se volessi, potrei fare quello che mi pare senza che nessuno lo sappia. Eppure, non mi è mai venuto in mente di usare questo tempo per tradirlo.

Quando sono da sola trovo sempre qualcosa da fare. Mi alleno, leggo, sistemo, guardo qualche serie, preparo da mangiare, esco a fare una passeggiata. Non mi fermo a cercare qualcosa che mi manca o a cercare conferme al di fuori. Non dico che il mio matrimonio sia perfetto, perché non lo è. Litighiamo, abbiamo opinioni diverse, cè la stanchezza. Ma cè una cosa fondamentale che ci tiene uniti: la mia sincerità.

Non vivo nemmeno con costanti sospetti nei suoi confronti. Mi fido di mio marito. So comè fatto, conosco la sua routine, il suo modo di pensare, il suo carattere. Non passo il tempo a controllargli il telefono o a inventarmi chissà quali storie. Questa tranquillità conta. Se non hai bisogno di scappare, non ti servono porte socchiuse.

Perciò, quando leggo storie di tradimenti non con giudizio, ma con stupore penso che non tutto si riduca a tentazioni, bellezza, tempo libero o attenzioni altrui. Per me semplicemente non è mai stata unopzione. Non perché non ne sia capace, ma perché non voglio essere quel tipo di persona. Ed è così che mi sento serena.

Voi come la pensate?

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