Raccolse le sue cose e se ne andò in pace, concluse la moglie.
Non mi importa dei tuoi affari, Vittorio. È tutto chiaro. Prendi i tuoi euro e sparisci in quattro direzioni, sia verso lex sia verso la nuova.
Cosa intendi per sparisci? E Kostà?
Hai appena ricordato Kostà? Che tempismo! Avresti dovuto pensare a lui prima, quando correvi via dal lavoro o mi lasciavi sola con il bambino, invece di ricordartene ora.
Ehi, Loredana, perché sei così triste? aprì la porta del palazzo di famiglia il fratello di Loredana.
Sergio tornò a casa per le vacanze due giorni fa e, già dalle voci dei pianti dei bambini provenienti dallappartamento di sotto, sembrava avesse messo ordine in senso buono, ovviamente.
Ciao zia Loredana! corse fuori dal corridoio la figlia di Sergio, Olimpia, per vedere chi era arrivato.
I lamenti non accennavano a fermarsi.
Ciao, Olimpiccina. Chi sta urlando lì dentro?
Ah, è Paolo con Michele che litigano sui giocattoli. Come dei bambini sospirò la piccola di cinque anni, incrociando le braccia sul petto. Hai portato qualcosa di buono?
Lho portata, ma la nonna te la darà dopo. Prima la minestra, poi i dolci, ricordi la regola.
Lo ricordo, lo ricordo, con voi non ti dimentichi rimise Olimpia, sbuffando, e tornò nella sua stanza.
I pianti si spensero, il che significava che i gemelli Paolo e Michele avevano finalmente deciso con che cosa giocare, senza schiacciarsi a vicenda.
Che ti succede? chiese Sergio, che fino a quel momento aveva osservato in silenzio il dialogo fra figlia e sorella.
Non lo so nemmeno sospirò Loredana, posando la borsa sul tavolino e cominciando a togliersi le scarpe. Mi sembra che Vittorio mi tradisca. E lui dice che è solo paranoia e che dovrei curarmi. Ma
Vieni in cucina, ti ascolto.
Loredana annuì, si spogliò dei cappotti e si diresse verso la piccola cucina. Sergio accese subito il bollitore, mentre la sorellina si sedette a tavola a raccontare.
In realtà non cera molto da raccontare. Lha conosciuta cinque anni fa, lei e Vittorio.
Nel suo matrimonio precedente luomo non era riuscito ad avere figli, così si era separato da Valentina, in modo da rimanere amici.
E quellamicizia, col passare del tempo, la faceva sempre più irritare.
Lei messaggia continuamente con Valentina prima di andare a dormire, capisci? Io sono qui a letto, il bambino dorme nella stanza accanto, e lui è incollato al telefono con lei.
Alle volte, quando la vedevo uscire, correvo subito a salutarla.
Ultimamente resta sempre più tardi al lavoro. Mi lamento perché è difficile gestire il bambino da sola e mi servirebbero due mani in più, ma lui sta lì a sbirciare i suoi report.
E ora si lamenta pure con me, come ti riesci a lamentare se il bimbo è tutto il giorno allasilo e tu stai a casa.
Aspetta, ma casa come? Anche tu lavori, ma da remoto!
Lo spiega a lui. Per noi lavoro da casa vuol dire stare sul divano a non fare nulla e beccarsi lo stipendio.
Che tu lavori otto ore per gli stessi soldi senza spendere tempo per il viaggio, a nessuno importa sospirò Loredana.
Hai provato a spiarlo? Guardare il suo telefono per capire con chi parla, sia che sia lex o qualcun altro?
Ma cosa! trasalì Loredana, spaventata. È già troppo invasivo, e poi se fosse solo nella mia testa, immagina che figura farei!
Già, ma sai comè il messaggio con lex quando non cè più nulla tra di voi? intervenne Giulia alle sue spalle.
La moglie di Sergio, a quanto pare, aveva sentito gran parte dei lagnosi di Loredana e, al prossimo istante, le porse sul tavolo il cellulare con la chat aperta.
Che cosè questo?
È una conversazione con il papà di Olimpia, Vladimiro. Leggi, leggi.
Non cè molto da leggere. In un mese solo tre messaggi: dove e a che ora verrà a prendere Olimpia, cosa le comprerà e quando la riporterà a casa.
Non è vero, cè anche una cartolina di auguri per la festa della mamma e il mio biglietto di compleanno, nello stesso stile sbuffò Giulia, fingendo indignazione. Nota che anche io e Vladimiro ci siamo lasciati in buoni termini.
In più abbiamo una figlia in comune, per cui lui partecipa attivamente alleducazione, non si limita a versare gli alimenti.
E se io, invece di chiacchierare con Sergio la sera, passassi le mie parole a Vladimiro, avrei già ricevuto i documenti del divorzio, senza dover incolpare la mia paranoia.
E Sergio aveva ragione avresti potuto controllare il marito.
E se non ci fosse nulla? Come mi apparirei? Lo immagini?
E soprattutto se tutto questo distruggesse il nostro matrimonio, finirei io a incolpare la mia stessa paranoia
Oh Dio, ancora con le sue teorie sbuffò Sergio, poggiandosi la mano sul volto.
Ho unidea pensò Giulia per un attimo e poi la disse.
Quale?
Il tuo marito si giustifica con il lavoro. Vai dal suo capo e chiedi quanto durerà questa sovraccarico.
Non con unaccusa, ma con un tono di pietà: non vedo più il marito, perché è sempre al lavoro; avrei dovuto andare dal dentista, ma lui sparisce dopo il turno.
Guarda la sua reazione. Se davvero il lavoro è una scusa, magari ti concederà qualche serata libera. Se non cè lavoro, allora è un altro tipo di scusa.
Il suggerimento sembrò sensato a Loredana, così decise di seguirlo. Conobbe benissimo il capo di Vittorio, lo vedeva spesso per strada a Napoli.
Avvicinarsi e fare una chiacchierata non fu difficile. Il signor Vincenzo Mihailovich le chiese comè, e Loredana rispose con una frase pronta che spinse la conversazione nella giusta direzione.
Non cè nulla di nuovo, signor Vincenzo. Mio marito rimane in ufficio fino a tardi, così non ho vita personale né sociale si lamentò. Se anche lasilo mi porta il bambino in ritardo e il periodo di malattia si allunga, non cè via duscita.
Chi lo tiene fino a tardi? chiese il signor Vincenzo, davvero sorpreso. Vittorio mi dice che si prende le pause alle quattro per aiutare la moglie, andare a prendere il bambino e persino andare dal medico.
Io non ho problemi a lavorare, ma cosa sta succedendo? Mi sta mentendo in faccia? Chiamalo, per favore.
Loredana telefonò a Vittorio con la voce più ordinaria e gli chiese a che ora sarebbe tornato a casa.
Forse potresti chiedere un permesso prima? Portare Kostà al parco mentre sistemo la casa.
Loredana, adesso non ho tempo per i parchi. Ho un progetto importante, e il capo Sergio mi ha caricato così tanto che mi sento un lupo affamato.
Ho provato a parlare con umanità: moglie, bambino, ma a lui sembra di non importare nulla. Ha persino minacciato il licenziamento se non smetto di chiedere attenzioni speciali.
Ah, e il licenziamento? sbuffò Sergio. Ti frega dei miei problemi? Ti faccio vedere domani
Vedremo cosa farò promise Loredana.
Appiò il ricevitore. Vittorio non tornò quella notte, comparve solo la mattina dopo.
Vedi, cè una cosa
Non mi interessano i tuoi affari, Vittorio. È tutto chiaro. Prendi i tuoi euro e sparisci in tutte le direzioni, sia verso lex che verso la nuova.
Cosa intendi per sparisci? E Kostà?
Hai pensato a Kostà? Che tempismo! Avresti dovuto pensarci prima, quando correvi via dal lavoro o mi aiutavi con il bambino, invece di ricordartene ora.
Ma io
Ho raccolto le mie cose e me ne vado in pace, ma concluse Loredana.
Nel pomeriggio la telefonò la suocera, non per mettere daccordo il marito con laltra donna, ma solo per annunciare una buona notizia: la prima donna, Valentina, con cui Vittorio si era separato amichevolmente, era rimasta incinta.
E sai una cosa? Sono felice che sia successo così. Valentina mi è sempre piaciuta, e poi tu e il tuo figlio indisciplinato Loredana non ascoltò oltre, chiuse il telefono.
In pratica, le importava ormai solo lei e suo figlio; tutto il resto era solo pagine già lette, da voltare e dimenticare come se non fossero mai esistite.
Solo che le pagine non volevano voltarsi, ricordandole tre anni dopo, quando Kostà andò a scuola.






