Sono riuscita a far divorziare mio figlio, ma ora me ne pento
Ieri mia nuora mi ha riportato di nuovo la nipotina per il fine settimana mi ha raccontato la mia vicina, Luisa, mentre ci incontravamo sulle scale del condominio. Non riesco proprio a far mangiare la bambina come si deve! La mamma mi ha detto che le principesse non mangiano tanto! mi risponde, dopo aver ingoiato due cucchiaiate e basta! È quasi verde dalla fame, sembra che si illumini da quanto è pallida!
Luisa seppe subito di non sopportare la compagna del figlio Francesco Alessia fin dal primo momento che la vide. Era più grande di suo figlio di ben sette anni, e lui ancora poco più che un ragazzo aveva appena finito il liceo.
Prima di lei Francesco non aveva conosciuto nemmeno una donna! si lamentava la mia vicina. Non cè da stupirsi che si sia invaghito così! Lha incantato con la sua esperienza, altroché!
Eppure Alessia era davvero una bella donna, appariscente, curata, elegante, sempre alla moda e proiettata verso la carriera. Non mi sembrava strano che il figlio di Luisa si fosse innamorato perdutamente di lei: si sa che gli uomini sono molto sensibili alla bellezza e qui ce nera da vendere.
Alessia teneva molto alla dieta e a uno stile di vita sano. Per questo educava anche la sua bambina a mangiare poco, non esagerare e pensare sempre alla salute e alla forma.
Dopo pochi mesi che si frequentavano, Alessia rimase incinta. Forse per ripicca verso la futura suocera che provava a dividerli in tutti i modi, forse perché voleva davvero sposarsi, forse solo per caso. Comunque sia stato, Francesco era deciso: avrebbe sposato Alessia. Aveva appena compiuto diciotto anni, lei invece era già venticinquenne.
Francesco, appena diplomato, si iscrisse a un istituto tecnico. Mentre studiava, lavorava per aiutare la nuova famiglia, dato che lui e Alessia si erano subito messi a vivere per conto proprio. Allinizio affittarono un piccolo appartamento, poi riuscirono a comprare una stanza in una casa popolare.
Erano felici, ma Luisa non si dava pace e trovava sempre motivi per muovere critiche nei confronti della nuora: non cucina bene, non stira le camicie al marito, veste la bambina in modo inadatto Sua nuora, secondo lei, era un disastro, piena di difetti. Continuava a dare il tormento sia alla moglie del figlio che a lui stesso.
Alla fine Alessia tagliò quasi del tutto i ponti con la suocera. Si occupava in prima persona della figlia: la accompagnava allasilo, la portava a lezione di ginnastica artistica, a scuola di scacchi. Tra lavoro, attività della bambina, sport, appuntamenti dal parrucchiere e dal manicure, Alessia stava sempre fuori casa, molto più di quanto avrebbe voluto.
Francesco rientrava e trovava lappartamento vuoto. La figlia era alle attività, la moglie impegnata o ad attenderla, o affaccendata per conto suo.
Una sera, mentre era solo, bussò Carla, la vicina di pianerottolo vedova di trentotto anni con due figli adolescenti. In cucina era scoppiato il rubinetto: chiedeva un aiuto prima di allagare i piani inferiori.
Francesco era pratico, così chiuse lacqua e aggiustò il guasto. Intanto, Carla cucinava pasta al pomodoro con polpette. Come ringraziamento gli offrì un piatto caldo Francesco accettò subito, anche perché Alessia non preparava mai certe cose, presa comera dagli impegni: ormai a casa si mangiava appena, niente cucina come una volta.
Da quel giorno, Carla invitò spesso Francesco a cena: quando la moglie e la figlia erano via, passavano la serata nella cucina comune fra una chiacchiera e laltra, pigiando a forchettate ravioli fatti in casa e crostate. Sotto sotto, scattò la scintilla tra i due e si ritrovarono presto così uniti che non avrebbero più voluto fare a meno di quelle serate in famiglia improvvisata.
Ma si sa, nei case popolari la privacy è un miraggio: troppe orecchie, troppi occhi indiscreti. Così ben presto qualcuno fece arrivare ad Alessia la voce che suo marito frequentava troppo la vicina di casa, e non per giocare a carte.
Scoppiò un putiferio che coinvolse tutto il pianerottolo. Alessia, fiera comera, mise subito fuori casa il marito: raccolse le sue cose e gliele sistemò in corridoio senza tanti complimenti.
Era tardi per andare dai genitori, non cera dove andare a parte la casa di Carla, che lo accolse a braccia aperte.
La figlia di Francesco e Alessia aveva sei anni in quel momento. Francesco venticinque. Alessia trentadue. Carla trentanove.
Luisa, la mia vicina, quando seppe che il figlio aveva litigato e lasciato Alessia, esultò: Vittoria! Ma appena scoprì che Francesco si era trasferito da una donna ancora più grande di lui ben quattordici anni di differenza e con due figli rimase in silenzio
Mi scioccò questo suo modo di reagire. Per anni aveva tormentato Alessia perché era più anziana di suo figlio, e adesso? Silenzio assoluto, perfetta accettazione. Forse si è resa conto di aver fallito?
La storia della separazione tra Alessia e Francesco non è recente: sono passati ormai quindici anni. In tutto questo tempo Francesco è rimasto accanto a Carla. Non hanno avuto figli insieme, ma convivono sereni, in sintonia. Nonostante la differenza detà lui ormai quarantenne, lei cinquantaquattrenne a casa di Luisa latmosfera è serena, rispettosa, persino accogliente. Tutto tranquillo, senza rimproveri. E vedo che Francesco è proprio felice, finalmente.
Mi chiedo spesso: è davvero possibile trovare la felicità quando una donna è più grande delluomo?





