Mi chiamo Andrea. Dopo la morte di mia madre, mio padre si risposò con una donna che aveva due figlie.
Passarono molti anni. Siamo cresciuti insieme. Poi mio padre ebbe un incidente e ci lasciò.
La mia matrigna si rivelò essere una donna molto corretta. Rinunciò allappartamento per me.
Quellappartamento era di tua madre. Ora deve essere tuo!
Lunica cosa che mi chiese fu di permettere alle sue figlie di vivere nella mia casa finché non avessero terminato gli studi. Lei sarebbe tornata al suo paese in provincia. Accettai volentieri.
Lucia e Giulia erano molto diverse, ma avevano lo stesso sogno: trovare un marito con una casa tutta sua.
Per me iniziò un periodo fantastico: Lucia mi preparava la colazione e Giulia si occupava di stirare le mie camicie. Facevano di tutto per rendermi la vita piacevole.
Due mesi luna dallaltra, Lucia e Giulia hanno dato alla luce le mie figlie. Quando la matrigna seppe che entrambe erano incinte, fece una scenata tremenda. Ma Lucia e Giulia rifiutarono di interrompere la gravidanza: volevano tenere i bambini.
Feci due conti: pagare per 18 anni un terzo dello stipendio come mantenimento era davvero troppo. Così presi la decisione di acquistare una casa con un mutuo.
Cedo il mio appartamento in cambio di due monolocali. Con i soldi avanzati feci lanticipo per il mutuo della nuova casa dove avevo intenzione di vivere da solo.
Diedi un monolocale ciascuno a Lucia e Giulia, a patto che firmassero la rinuncia agli alimenti. Così ho vissuto tranquillo per qualche anno.
Poi, quattro anni dopo, mi arriva al lavoro un atto di pignoramento per unenorme arretrato di mantenimento.
Vado a chiedere spiegazioni alle mie sorelle e loro si mettono a ridere in faccia: hanno detto che gli appartamenti li avevo semplicemente regalati e che avevano fatto apposta a fare casino col contratto.
Ora mi ritrovo senza la casa dei miei genitori, pago il mutuo e il mantenimento. È davvero dura.
La matrigna è tutta soddisfatta:
È quello che ti meriti! Ben ti sta!
Lucia e Giulia mi hanno proibito di vedere le mie figlie. Ho dovuto farmi prestare dei soldi per pagare i debiti col tribunale e ricorrere per ottenere il diritto di vedere le mie bambine. Ho vinto la causa.
Sul lavoro mi sono accordato coi miei capi e ora ricevo quasi tutto lo stipendio in nero. Così verso pochissimo come mantenimento.
Ogni venerdì passo a prendere le mie figlie e le riporto la domenica sera. Le vizio, compro loro tutto quello che desiderano e le porto ovunque: al parco giochi, in gelateria, persino allo zoo. Lucia e Giulia si lamentano sempre, urlano che non devo viziare le loro figlie.
Pago anche due ragazzi affinché corteggino le mie sorellastre e facciano credere loro che i figli avuti fuori dal matrimonio saranno un ostacolo per risposarsi.
Una volta, davanti allassistente sociale, ho preso le mie bambine dalla casa della matrigna e ho detto che le madri non se ne occupavano più. Ora ho fatto richiesta per il mantenimento da parte loro e le bambine vivono con me. Sono davvero un bravo papà. Quando vedono le loro mamme, mi vengono incontro e mi abbracciano spaventate allidea che potrebbero portarmele via. Non a caso, la sera leggo loro fiabe su mamme cattive…
Quando Lucia e Giulia hanno capito come stavano le cose, ormai ero già felicemente sposato con unaltra donna.
Ho proposto uno scambio: ridatemi gli appartamenti e io vi restituisco le figlie. Naturalmente hanno accettato subito.
Ora mi godo la vita: affitto due case e ho già finito di pagare il mutuo della mia nuova abitazione in centro a Firenze.
Non mi sono fatto fregare e ho sistemato le mie sorellastre con un bel colpo di genio allitaliana.





