Ho ventinove anni. Forse sono la donna più ingenua d’Italia, perché fino a poco tempo fa credevo che nella mia famiglia andasse tutto bene. E invece mi sbagliavo di grosso.

Ho ventinove anni e forse sono la donna più ingenua dItalia. Almeno così mi è sembrato di recente, quando ho capito che nella mia famiglia nulla è come avevo sempre pensato. Credevo che tutto andasse bene, invece mi sono sbagliata di grosso Mio marito si è rivelato un traditore, un egoista. Ancora non ci credo, sembra un film girato al contrario.
Conosco Federico da dieci anni, sei dei quali siamo sposati. Era sempre premuroso, dolce nei piccoli gesti: mi proteggeva, ci sosteneva, si preoccupava dei nostri figli. Abbiamo un maschietto e una femminuccia. Insieme abbiamo aperto una piccola impresa familiare che andava a gonfie vele. Tutto sembrava filare liscio come un espresso a Piazza Navona.
Lavoravo come commessa in un negozio di scarpe e, ultimamente, avevo aperto anche il mio shop online di abbigliamento. Quando la mia piccola Giulia era allasilo e Leonardo dormiva, io mi tuffavo fra scatoloni e tessuti come se navigassi in un mare di stoffe colorate.
Il mio peso girava sempre attorno ai cinquantaquattro chili. Ma dopo la seconda gravidanza boom! Ventiquattro chili in più, come se li avessi ricevuti in regalo assieme al secondo figlio, incartati nella carta di una pasticceria siciliana. Allinizio mi dicevo: Con due bambini, li smaltirò in un batter docchio Ma la realtà è più strana di unombra sotto le arcate di Bologna. Così ho iniziato la mia battaglia: alimentazione sana, ginnastica, acqua a fiumi, niente pasta né pane. Eppure la bilancia era un oracolo muto: niente cambiamenti. Il che mi stringeva il cuore come una scarpa troppo stretta.
Dopo il secondo parto, mi guardavo allo specchio e non mi riconoscevo. Non vedevo più la donna di prima, quella che rideva sotto il sole di Rimini. E Federico Lo vedevo cambiare davanti ai miei occhi. Addio baci, addio abbracci: solo frasi svelte sulle faccende domestiche, qualche parola al volo tra una lavatrice e la spesa.
È vero, mi sentivo più sicura prima dei figli: più leggera, più viva, come una sera destate sulla Riviera. Ora invece distolgo lo sguardo dallo specchio. So che il nostro rapporto si è spento come una candela alla fine della notte. Così ho deciso di agire. Un giorno, come in una fiaba bizzarra, sono uscita di casa con un cestino colmo di lasagne calde, decisa a sorprendere mio marito in ufficio.
Sono arrivata sotto il portone, i passi si sono fatti morbidi sui marmi antichi dellatrio. Ho sentito Federico parlare piano al telefono:
«Amore, non preoccuparti. Passo da te dopo il lavoro. Ho detto a mia moglie che sono sommerso. Figurati, lei neanche sa che esisti.»
Sono rimasta ferma, la mano rigida sul manico del cestino. Non ho trovato il coraggio di entrare. Ho girato i tacchi e sono uscita, tra la nebbia di un sogno che diventava incubo.
Lui non capisce che il mio corpo è cambiato per i nostri figli. Anche lui ha la pancia di chi ha mangiato troppi cannoli, eppure vede solo i miei difetti.
Mi sono chiesta: Federico pensa davvero che io sia così ingenua?
Non sono riuscita a dirgli che avevo sentito tutto. E ora? Divorzio? Ma i bambini? Come cresceranno senza il loro papà? O dovrei fingere che non sia successo niente? Ho paura di non farcela.
Per ora mi prendo cura di me stessa. Mi sono iscritta in palestra. Prima mostrerò a Federico chi sta perdendo e poi Poi si vedrà, fra i vapori delle terme e i riflessi strani di una Milano notturna.

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