Ciao, ti devo raccontare una cosa che mi sta pesando sul cuore. Mi chiamo Giovanni. Ho 65 anni e sono sposato, ma in questi ultimi anni mi sono innamorato di unaltra donna. Mia moglie si chiama Maria, ha 62 anni. Abbiamo un figlio adulto, Marco, che ormai è sposato e ha dei bambini, quindi siamo già nonni. Da quando Marco si è sistemato, ho notato che io e Maria siamo diventati quasi estranei, come se fossimo due persone che condividono solo la casa.
Quando siamo andati in pensione, ho proposto a Maria di comprare una casa in campagna. Lei allinizio era molto scettica, era affezionata alla città, ma lho convinta e alla fine abbiamo preso una casetta carina vicino Siena. In estate ci siamo trasferiti e io mi sentivo benissimo lì, respirando aria buona e lavorando nellorto. Maria invece soffriva la campagna: preferiva starsene sul divano a leggere e guardare la televisione, e non voleva proprio aiutarmi in giardino, diceva che non stava bene. Ho dovuto fare tutto da solo.
Quando è arrivato lautunno, siamo tornati a Firenze. Maria era felicissima. Però dopo solo una settimana ho fatto le valigie e sono tornato in campagna, perché lì mi sentivo più vivo. Maria è rimasta in città, così ci vediamo ormai pochissimo.
Ed è proprio lì in paese che ho conosciuto e mi sono innamorato di una signora, si chiama Elisabetta, ha 60 anni. Allinizio era un po distante, ma adesso siamo davvero felici insieme. Vorrei chiedere il divorzio a Maria, ma sono terrorizzato allidea di come reagirà Marco. Per ora, racconto a Maria che mi occupo della casa, ma in realtà passo tanto tempo con Elisabetta.
Maria non sa nulla di tutto questo. Non so come dirle che voglio lasciarla. Ti giuro, sono confuso e non ho idea di cosa fareUn pomeriggio, seduto sul portico, ho guardato il tramonto che tingeva tutta la vallata di oro e rosso. Il telefono era lì accanto, acceso, e la schermata mostrava il nome di Maria. Non ho avuto il coraggio di rispondere. Elisabetta mi ha raggiunto, mi ha stretto la mano, e mi ha detto: Non puoi vivere tra due mondi, Giovanni. È tempo di essere sincero.
Quella sera ho scritto una lunga lettera a Maria, dove le ho raccontato tutto: la solitudine, la campagna, la gioia che ho trovato, il mio incontro con Elisabetta. Ho chiesto perdono per non averle parlato prima, per averle nascosto la mia vita, ma anche ho espresso gratitudine per gli anni insieme, per la famiglia che abbiamo costruito. Le ho detto che era ora di lasciare andare, che meritava anche lei di essere felice, senza più ombre.
La lettera mi è rimasta tra le mani tutta la notte, ma quando ho sentito il primo canto degli uccelli, ho capito che era il momento. Lho spedita.
Il giorno dopo, Marco mi ha chiamato. Era arrabbiato, confuso, ma poi la sua voce si è fatta più calma. Papà, se sei felice, lo devi essere davvero. Anche noi dobbiamo imparare a lasciarti andare. Maria mi ha scritto poche ore dopo: Ti auguro il sole che ti manca. Ti auguro di tornare a vivere.
Io, Elisabetta e la campagna ci siamo abbracciati. Ho piantato un nuovo albero, proprio lì accanto allorto, e ho sentito che finalmente, dopo tanto tempo, il mio cuore era leggero come una carezza di vento.




