Ciao tesoro, devo raccontarti una cosa che è successa a casa nostra, così come se ti stessi parlando al volo, con il caffè in mano.
Irene, che sta sempre dietro al marito, ha appena visto il regalo che Vittorio aveva comprato per una collega e ha annullato la cena di famiglia.
Irene, sei impazzita? Ma quante carni vuoi comprare? Non stiamo per sfamare un reggimento, è solo una cenetta tranquilla, familiare, ha sbottato Vittorio, un po seccato, mentre sistemava sul nastro del supermercato una confezione di collo di maiale. Avresti potuto prendere del pollo. È più sano e costa metà.
Irene ha sospirato, aggiustandosi la tracolla della borsa. Questa scenetta si ripete ogni volta che cè un evento. Vittorio, che fuori è sempre il re del parla e sbrilluccica con le sue storie di successi al lavoro, a casa diventa un vero Scrooge. Ogni spicciolo conta, ogni yogurt in più è visto come un attacco al bilancio familiare.
Vittorio, è il tuo cinquantaanni, ha sussurrato Irene, cercando di non farsi sentire dalla cassiera, arriveranno i tuoi genitori, tua sorella con il marito, gli amici della fabbrica. Non posso mettere sul tavolo solo pollo bollito e patate in camicia. La gente non capirebbe.
Capiranno bene! Limportante è stare insieme, non ingoiare tantissimo, ha brontolato Vittorio, ma ha lasciato la carne sul nastro, notando lo sguardo critico della signora in fila. Va bene, prendi quello che vuoi. Però taglia sugli antipasti. Niente gamberi né avocado. Oliva e vinaigrette, classico, tutti li adorano.
Sono usciti dal supermercato carichi di sacchi. Irene ha due sacchi pesanti, Vittorio uno, quello con le bottiglie di vino. Lui fa sempre la scusa del mal di schiena una vecchia ferita dellesercito, anche se a casa della mamma sua ha sempre trasportato sacchi di cemento.
A casa è già il caos prefeste. Mancano due giorni al cinquantaanni. Irene ha stilato il piano di cucina: il gelatina da mettere stasera, la base della torta domani mattina, il resto da preparare il giorno dellevento. Le piace cucinare, ma ultimamente è più un obbligo. Vittorio è sempre pronto a criticare: troppo grasso, poco sale, perché hai spostato gli ingredienti?.
La sera, mentre il gelatina sobbolle lentamente, spargendo nellappartamento laroma di aglio e alloro, Vittorio si rifugia in camera a guardare il telegiornale. Irene resta in cucina, lava i piatti e pensa a come fra poco compirà 45 anni, a come indossa ancora quegli stivali invernali che ha riparato due volte. Quando le ha chiesto di comprarne di nuovi, lui le ha risposto: Stagione finita, aspettiamo lautunno, magari ci saranno sconti.
Il mattino dopo Vittorio è al lavoro. È capo del reparto logistica in una grande azienda di distribuzione a Milano. Lo stipendio è buono, ma Irene lo vede poco. Hanno un budget separato che favorisce lui: paga le bollette e lauto, mentre lei, infermiera, si occupa di spesa, detersivi, vestiti e regali per la famiglia allargata. Il resto del denaro lo mette in una scatola forte, nascosta nellarmadio, con la sola combinazione che conosce lui. Per la vecchiaia, dice, oppure per un sogno, ma il sogno resta sempre un mistero.
Una mattina, mentre spolverava larmadio del corridoio, Irene trova una vecchia scatola di cappelli, sciarpe e scarpe fuori stagione. Si alza sullo sgabello, si allunga e colpisce qualcosa di duro dietro una pila di maglioni. È una busta lucida di un negozio di gioielli di lusso.
Il cuore le balza. Davvero? Vittorio ha voluto farmi una sorpresa? Si ricorda che il suo compleanno è a un mese dal cinquantaanni di lui. O forse è solo un gesto di ringraziamento per tutta la sua pazienza?
Con mani tremanti apre la busta: dentro cè una scatola di velluto blu scuro. Lapre e rimane a bocca aperta. Su un cuscino bianco brilla un braccialetto doro, fine, con intrecci complessi e piccole pietre simili a topazi. Non può essere a meno di cinquantaeuro, anzi, quasi novecento euro.
Irene stringe la scatola al petto, le lacrime le salgono agli occhi. Si rimprovera per aver pensato a Vittorio solo come uno spendaccione. Lui ha messo da parte i soldi per comprarle qualcosa di bello. Le si fa vergogna per la sua irritazione di prima.
Ma poi nota, sul fondo della busta, un piccolo biglietto e una ricevuta. Il biglietto, scritto con una calligrafia elegante, recita:
Alla mia splendida Ginevra. Che i tuoi occhi brillino più di queste pietre. Buon compleanno, regina della logistica! Tuo V.
Legge e rilegge il messaggio, le parole si confondono. Ginevra? La nuova assistente di Vittorio, arrivata sei mesi fa, ambiziosa, trentenne, bionda con lo sguardo dacciaio. Vittorio laveva sempre citata a cena in tono professionale: Ginevra ha proposto un nuovo itinerario, Ginevra è una vera risorsa. Irene laveva vista in qualche foto aziendale, sempre sorridente.
La ricevuta mostra 850 euro, ed è più di dieci volte il prezzo dei suoi nuovi stivali. È il costo di una ristrutturazione di cui parlava da anni, è il viaggio al mare che non hanno mai fatto.
Le mani le tremano. Rimettere il braccialetto nella scatola, la scatola nella busta, la busta dietro i maglioni Si alza, si avvicina al piano e, quasi senza pensarci, scarica il brodo di gelatina nel water, butta via la carne, la pasta e il collo di maiale. Poi prende il braccialetto, lo mette nel freezer, pensandosi che magari gli servirà più tardi.
Prende il cellulare e chiama:
Pronto, signora Bianchi? Sono Irene. Riguardo al cinquantaanni di domani dobbiamo cancellare. Vittorio è molto malato, possibile infezione, isolamento totale. Non è necessario venire, è contagioso. Dite a Zaira e agli altri. Grazie.
Chiama tutti: suocera, cognata, amici. Tutti sentono Vittorio è ammalato, la festa è annullata. La suocera si lamenta, vuole rimedi di nonna, ma Irene le risponde fermamente che nessuno entrerà.
Finita la chiamata, Irene prende la valigia vecchia, quella di dieci anni fa, e ci mette dentro i vestiti di Vittorio, ma in modo caotico, come sempre. Aggiunge anche i sacchi della spazzatura con la giacca invernale e le scarpe.
Poi indossa i vecchi stivali, il cappotto, prende la sua borsa e si siede su una sedia nel corridoio a aspettare.
Vittorio arriva alle sette, di buon umore, canticchiando qualcosa. Irene, sono a casa! Che profumo delizioso? Ah, il gelatina Ma si blocca davanti alla barricata di valigie.
Dove vai? chiede, togliendosi il cappello. Che roba è questa?
Ti buttiamo fuori, Vitto, dice Irene, senza toglierci il cappotto.
Vittorio resta immobile, la zip della giacca a metà. Ma ma domani è il mio compleanno, gli ospiti
Gli ospiti non verranno. Li ho avvisati, sei contagioso.
Sei impazzita? urla, arrossando. I miei genitori verranno dallAbruzzo! Hai rovinato tutto!
Non mi sono scaldata per colpa del fuoco, ribatte Irene. Ho trovato un regalo.
Vittorio impallidisce, guarda larmadio, poi di nuovo Irene.
Che regalo? Hai rovistato tra le mie cose?
Stavo spolverando. Ho trovato il braccialetto per la tua regina della logistica, 850 euro.
Silenzio. Solo il ronzio del frigorifero. Vittorio cerca una scusa.
Irene, non è quello che pensi! È un regalo di gruppo, tutti hanno messo una parte! Il biglietto è uno scherzo aziendale, era una battuta
Di gruppo? risponde Irene, triste. Dieci persone, ognuna ha contribuito ottocento euro? E la ricevuta è in contanti, è tua!
È vero, ma è per premiare una risorsa! Ginevra porta milioni allazienda, è un investimento nelle relazioni!
Investimento? Tu spendi sui tuoi stivali, sul mio vino, sul gelatina e metti quasi centomille euro in una collega. Sono i nostri soldi, Vittorio, il bilancio familiare.
Sono i miei soldi! Tu spendi su calze e rossetti, io lavoro come un matto! Ho diritto a decidere!
Irene scuote la testa.
Allora vivi con la tua regina o con tua madre. Lappartamento è di mia nonna, tu ci vivi solo per la registrazione, non hai diritti di proprietà.
Vittorio è sbalordito, non si era ricordato delleredità. Dopo ventanni di matrimonio lappartamento era sempre stato considerato patrimonio comune.
Mi cacci fuori? In inverno? Per colpa di un braccialetto?
Non è per il braccialetto, è per le bugie. Per il fatto che non mi consideri una persona, ma solo una risorsa da risparmiare. Prendi le tue cose, non dimenticare il regalo. Ginevra lo aspetta.
Vittorio stringe i pugni, orgoglioso, ma capisce di aver superato il limite. Si avvia verso larmadio, prende la busta con il braccialetto e la infila in una tasca interna.
Le chiavi sul comodino, dice Irene.
Lui le lancia le chiavi per terra.
Fatti vedere, psicopatica, hai rovinato il mio compleanno.
Chiude la porta con un botto. Irene la chiude con la serratura, poi si siede sul pavimento, appoggiandosi al freddo metallo. Non piange, ma sente un enorme sollievo, come se avesse tolto un vecchio maglione stretto e finalmente sentisse laria di primavera.
Va in cucina, apre il congelatore, prende il collo di maiale, lo fa scongelare per il mattino. Lo cuocerà con miele e senape, solo per lei. Prende una bottiglia di vino buono e festeggerà il suo giorno di libertà da avidità e tradimenti.
Il giorno dopo il telefono di Irene suona a non finire: suocera, cognata, tutti urlano che Vittorio lha rovinata. Irene li mette tutti nella lista nera. La cognata tenta di farsi sentire, ma anche lei è bloccata.
Vittorio invia un messaggio: sembra che Ginevra abbia accettato il regalo, ma non ha voluto far entrare il capo a casa sua.
Irene, parliamone. Restituirò il braccialetto, ti darò i soldi. Non farmi arrabbiare.
Irene legge, sorride e cancella il messaggio. Non cè nulla da restituire, la fiducia non si compra con una ricevuta.
Una settimana dopo riceve un anticipo. Va al centro commerciale, compra un paio di stivali in pelle italiana, comodi, costosi. Esce dal negozio, si guarda allo specchio: la donna stanca e con lo sguardo spento è sparita, al suo posto cè una donna sicura, che sa quanto vale.
E Vittorio? Da quello che sento, vive in una piccola stanza fuori città. Ginevra ha accettato il regalo, ma non ha voluto una storia con un capo anziano senza prospettive. Lei è la regina della logistica, ha ambizioni, non vuole essere un peso.
Irene ha ristrutturato il bagno, ha scelto lei stessa le piastrelle azzurre come il mare. Ogni volta che entra, ricorda quanto a volte gli uomini spendono per far colpo e quanto poco valono chi è stato davvero al loro fianco.
Non risparmiare su chi ti vuole bene, soprattutto se quel chi sei tu.
Un abbraccio forte, e grazie per aver ascoltato la storia.






