Sono sposata con un uomo la cui famiglia fa fatica, diciamo così, să accepte il fatto che il loro adorato figlio sia ormai divorziatoda oltre quattro anni, tra laltro! Non cè giorno senza che tentino qualche manovra segreta per farlo tornare con lex moglie. E pensare che io e lui siamo sposati da tre anni e ci godiamo tranquillamente la nostra vita di coppia. Ma mia suocera è convinta che suo figlio abbia fatto il passo più lungo della gamba (anzi, secondo lei proprio un salto nel vuoto) e ritiene suo dovere morale ricostruire la gloriosa unione con la sua prima moglie. Che poi, il figlio è ancora là, come dice lei, con tono drammatico.
Quando ho conosciuto Alessandro, era già divorziato e, a detta sua, consensualmente anche. Lex moglie, Martina, si era pure già risposata, felice come una Pasqua. Diciamolo: pare che la causa della rottura sia stato un amore nato tra una cotoletta e laltra. Forse ho sbagliato anche io a convolare a nozze così alla svelta, ma mia madre insisteva: Ma che aspetti? Sposati che altrimenti te lo portano via! Poi lei è rimasta incinta e io, a dirla tutta, non ero nemmeno innamorato perso, ci uscivo e basta. Se non fosse rimasta incinta, non lavrei mai sposata, così mi ha confessato Alessandro con la sua solita sincerità imbarazzante.
Non ho mai avuto paura di Martina, lex moglie. Anzi, inizialmente ho voluto studiare bene Alfredo (il marito), capire se la nostalgia di famiglia lo toccava davvero. Ma niente: zero emozione ogni volta che si parlava della sua ex. E pure lei tutta presa dalla sua nuova vita, si sentivano solo per organizzare le visite al figlioletto.
Lunica a non riuscire a ingoiare la pillola era mia suocera, Lucia. Neanche il suocero, Felice, si dava pace. Era un prolungato festival del Rimettiamo insieme i cocci! e su di me, manco a dirlo, avevano pareri non proprio lusinghieri.
“Siete giovani, avete tutto davanti, perché ti vai a impicciare delle rovine altrui?” mi ha chiesto Lucia una sera, mentre eravamo sole in cucina a pelare patate. Le ho risposto, cercando di rimanere zen, che se Alessandro fosse ancora sposato mica mi sarei infilata tra loro, invece lui era single e così ci siamo scelti. Ha provato a ribattere, ma poi è spuntato Alessandro che, con un solo sguardo, ha fatto tacere ogni discussione: ne ho capito che tra me e la suocera non sarebbe mai sbocciato un gran feeling. Amen.
Dopo il matrimonio siamo andati a vivere insieme, senza grandi scenate da parte della famiglia, se non per qualche ricorrenza in cui toccava sorbirsi Lucia che sospira e si dispera ricordando quella brava ragazza” di Martina. Alessandro cercava spesso di interrompere la litania materna, che lo infastidiva non poco. Ma poi, puntualmente, ci ricascava.
Intanto, noi non avevamo nessuna fretta di allargare la famiglia. Io non mi sentivo pronta per la maternità e poi Alessandro aveva già il suo cucciolo. Lucia, invece, felice come una nonna al discount, aveva reagito alla separazione del figlio in modo strano: aveva iniziato a invitare a cena la ex nuora anche a Natale! Ogni occasione era buona per fare paragoni e puntare i riflettori sui pregi di Martina. Per ogni torta ben riuscita di Martina, un applauso. Per ogni gesto di gentilezza mio, uno sguardo storto. Ma Martina si presentava, mangiava, saluto, ciao! Niente drammi, anzi una certa indifferenza che si tagliava col coltello.
Nel frattempo, Lucia tentava di creare zizzania. Cercava di far ingelosire Alessandro per Martina e me, per Alessandro. Tutte le settimane una storia: mi chiamava per sapere dove fosse suo figlio e, se non lo sapevo, subito a insinuare che stesse dalla ex. Oppure inventava commissioni per mandarlo da lei. Una soap opera degna di Canale 5.
Io, di gelosia, nemmeno lombra. Però, diciamocelo: la situazione diventava un po stressante. Visti da fuori, Alessandro e Martina sembrano i protagonisti della pubblicità del Mulino Bianco della famiglia allargata felice: nessuna rivalità, nessuna richiesta strana di soldi o vendette. Collaborano per il figlio e si rispettano come due persone civili. Finita una storia, ma la vita va avanti.
A Lucia però tutto ciò sembra impossibile da capire. Non smette mai di imbastire nuovi piani: organizzare incontri, telefonate misteriose e sospiri più lunghi del traffico sulla tangenziale di Milano. Quando smetterà? Quando arriverà lilluminazione? Alessandro ormai spera che tutto si spenga quando le regaleremo un nipotino nuovo di zecca. Ma io… sai che ti dico? Ho i miei dubbi che nemmeno questo fermi il festival della nostalgia!





