I miei genitori mi hanno costretta ad abortire per evitare la vergogna della famiglia. Non gli importava che poi i medici mi avessero diagnosticato infertilità. Ma alla fine il destino ha punito duramente mio padre per la sua crudeltà.

Ero ancora una ragazza quando ho incontrato quel farabutto. Allinizio mi trattava come una principessa, mi riempiva di complimenti e si comportava come se fosse luomo perfetto. Ma appena ebbe ottenuto quello che voleva, sparì dalla mia vita senza lasciare traccia. La nostra separazione mi distrusse, ma allora non avevo ancora la minima idea delle conseguenze che mi sarebbero piovute addosso dopo i nostri incontri.

Mi sentii svenire dalla sorpresa quando scoprii di essere incinta. Allinizio tenevo tutto dentro, senza confidarmi con nessuno. Ma col passare delle settimane, realizzai di non poter più nascondere la gravidanza, soprattutto visto che ero già al quarto mese. Trovai allora la forza di parlare con mia madre, che però lo disse subito a mio padre. Da lui non ricevetti che accuse e parole crudeli.

Spaventati dallo scandalo e dallidea di perdere la faccia davanti a parenti e vicini, i miei mi costrinsero ad interrompere la gravidanza, anche sapendo che questo avrebbe potuto mettermi in pericolo. Accettai controvoglia, e nei giorni successivi piansi amaramente per il dolore di aver tradito il mio bambino. Ancora oggi prego Dio di perdonarmi per ciò che ho fatto. Da allora tutto per me si è fermato. Avrei voluto non svegliarmi più. I miei genitori rimasero freddi e indifferenti, preoccupati solo della loro immagine e della buona reputazione in città.

Mi sono fatta forza e, in meno di due anni, sono riuscita a lasciare la loro casa. Mi sono laureata e sono riuscita a costruirmi una bella carriera, proprio qui a Milano.

Sono arrivata dove non avrei mai nemmeno osato sperare. Ma cera una cosa che nessuna ricchezza, nessun successo, poteva ridarmi: una famiglia mia. Questo era il vuoto più grande. Avevo perso per sempre la possibilità di diventare madre. Ho frequentato diversi uomini, ho ricevuto perfino delle proposte di matrimonio, ma quando scoprivano che non potevo avere figli, sparivano senza dire una parola. Non riesco a non vedere la responsabilità dei miei genitori in tutto ciò. Sono loro che mi hanno tolto la possibilità di sperimentare la gioia più grande.

Non ho mai avuto il desiderio di rivederli o riallacciare i rapporti. Quando mio padre ha avuto un infarto e mia madre mi ha supplicata di occuparmi di lui, non ho risposto al suo appello. Mi hanno tradita. Per rasserenare un po la mia coscienza, ogni mese mando loro dei soldi, cinquecento euro, giusto perché non si trovino in difficoltà.

Penso che i genitori dovrebbero stare accanto ai figli nei momenti difficili, non abbandonarli per paura di quello che dirà la gente. I miei non si sono mai resi conto del male che mi hanno fatto e che si sono fatti da soli.

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I miei genitori mi hanno costretta ad abortire per evitare la vergogna della famiglia. Non gli importava che poi i medici mi avessero diagnosticato infertilità. Ma alla fine il destino ha punito duramente mio padre per la sua crudeltà.