I nostri parenti sono venuti a farci visita e ci hanno portato dei regali. E, ovviamente, dopo dieci minuti volevano già tutto messo in tavola.
Un giorno, la famiglia di mio fratello è venuta da noi a Milano. Ci avevano avvisato con largo anticipo (mica improvvisano, eh), così abbiamo potuto dire chiaramente che qui si vive al risparmio. Insomma, qua non si buttano i soldi dalla finestra: io sono in pensione da tre anni e mio figlio, Matteo, prende ancora uno stipendio che non basta nemmeno a coprire la spesa settimanale alla Coop. Insomma, visite di parenti non fanno proprio per noi.
Eppure, eccoli lì, con borse strapiene: pane fresco, formaggi, dolci e perfino una confezione di tiramisù da urlo. Non sono mica venuti a mani vuote, sia chiaro!
Matteo, da bravo figlio, li ha ringraziati per i regali, e io, senza pensarci due volte, ho messo tutto via che per noi una forchettata di pasta va più che bene, mica uno sposalizio. Lavevo detto che non nuotiamo nelloro
A pranzo abbiamo apparecchiato alla nostra maniera: pane e burro della casa, due biscotti secchi, e una bella tazza di tè caldo. I parenti hanno mangiato con la faccia da funerale, ma almeno sono stati zitti. Io, sinceramente, non ci ho perso il sonno li avevo avvertiti!
A cena, il menù era da veri sopravvissuti: minestrina leggera, pane, qualche fetta di formaggio filante, sandwich con crudo avanzato e ancora tè. Forse si aspettavano chissà che cosa, tipo una cenetta da ristorante stellato ma hanno dovuto accontentarsi.
A un certo punto, la cugina Lucia mi fa: Ma perché non ci offri anche quello che abbiamo portato noi? Io lho guardata come se avesse chiesto di accendere un falò in salotto. Scusa ho pensato questi sono regali o sono il vostro pranzo? Se volevano mangiare il tiramisù, bastava metterlo in frigo e stare zitti.
Sono andati avanti a discutere per buona parte della sera. Il giorno dopo hanno fatto i bagagli e sono spariti allalba, senza neanche un arrivederci. A dirla tutta, non mi interessa dove abbiano passato la notte. Meglio così: la casa è di nuovo tranquilla, e almeno qualche avanzo lhanno lasciato dolcetti, fegatini di pollo, meringhe e un po di frutta. Qualcosa di buono, finalmente!
Questa sera io e Matteo ci godiamo il nostro tè e una torta che, per una volta, non sembra fatta in economia. Meglio soli che male accompagnati, diciamolo!






