Perché il telefono continua a tacere questa sera? Magari cè campo solo a tratti? O forse hanno confuso i giorni? Insomma, Antonio, non possono essersi semplicemente dimenticati, oggi è una data importante: quaranta anni non si compiono tutti i giorni, Silvia fa ruotare piano il calice di vino tra le mani, guardando lo schermo nero dello smartphone appoggiato sulla tovaglia candida.
Antonio, suo marito, abbassa lo sguardo colpevole sul piatto di anatra al forno. Mastica lentamente, come a voler ritardare la risposta. In salotto bruciano le candele, musica soffusa in sottofondo, profumo di abete e arance; il compleanno di Silvia cade a dicembre, poco prima delle feste. In tavola mille antipasti che lei prepara da due giorni, con la speranza che la sera, come sempre, passino i parenti di lui. O almeno che chiamino.
Dai, Silvietta, conosci mia madre, finalmente sospira Antonio, appoggiando la forchetta. Avrà la pressione alta, magari è impegnata alla casa di campagna cioè, con le piante Ma no, che piante a dicembre Si sarà dimenticata, letà avanza. E Teresa Teresa lavora troppo, è periodo di bilanci.
A Teresa il periodo di bilanci non finisce mai, quando si tratta di me, Silvia accenna un sorriso amaro. Ma se deve lasciare i bimbi da qualcuno o chiede un prestito, trova sempre il tempo di chiamare.
Silvia si alza e va alla finestra. Fuori i fiocchi di neve scendono lenti. Quarantanni. Un traguardo. Un tempo in cui una donna si guarda indietro. E il bilancio di oggi è triste: la famiglia del marito, con cui Silvia da quindici anni è tuttofare, cuoca, autista e confidente, si è dimenticata di lei.
Non incupirti, Antonio le si avvicina abbracciandola. Limportante è che siamo insieme. Ti ho fatto un bel regalo, no?
Il regalo era davvero bello: un buono per un weekend alle terme, che Silvia sognava da tempo. Antonio la amava, era vero. Ma era troppo morbido per resistere alle pressioni di sua madre, Angela, e allapproccio egoista della sorella Teresa. Sceglie sempre di nascondere la testa sotto la sabbia, sperando che i problemi si sciolgano da soli.
Non sto male, Antonio, Silvia fissa il proprio riflesso nel vetro, sto solo facendo delle riflessioni.
La conclusione era nellaria da tempo. Silvia ricorda come un anno prima abbia organizzato il compleanno di Angela. Sessantacinque anni. Una settimana di ferie presa, ricerca di locale con sconti, menu pensato su misura, una torta gigante a due piani preparata di notte per risparmiare e un video montato con vecchie foto.
E in cambio? Un grazie, neanche troppo sentito, con la nota potevi mettere più crema e come regalo un bagnoschiuma da supermercato, con tanto di etichetta offerta 2×1 lasciata sopra.
E Teresa? La sorella del marito considera laiuto di Silvia dovuto. Silvietta, puoi prendere i bimbi dallasilo? Ho la manicure, Mi aiuti con la tesi, tanto tu sei brava, Posso prendere il tuo vestito per la cena aziendale?. E Silvia prende, aiuta, presta. Le sembra che così si costruisca una famiglia. Che la gentilezza tornerà, in un modo o nellaltro.
Ma il telefono non squilla. Né quella sera, né il giorno dopo. Nessun messaggio; nemmeno unimmagine con un mazzo di fiori su WhatsApp, come fanno per qualsiasi altra ricorrenza religiosa.
Passa una settimana, nel silenzio. Silvia è curiosa di sapere quando si ricorderanno di lei. Settimana dopo, finalmente, il telefono illumina: Teresa.
Ciao festeggiata! squilla la voce allegra della cognata, come niente fosse. Senti, volevamo andare a Firenze io e Marco per il weekend, ci faresti il favore di tenerti Oliver? Dai, il nostro labrador, lo conosci, è a suo agio con te. Gli hotel chiedono cifre assurde, guarda lasciamo stare
Silvia resta pietrificata con il cellulare in mano, proprio mentre stava impastando.
Ciao Teresa, risponde piano. Non hai niente da dirmi sulla settimana scorsa?
Cosa cera la settimana scorsa? si stupisce sinceramente Teresa. Ah, il tuo compleanno! Scusa veramente, avevo la testa altrove, mi è passato di mente. Ma tu non ti offendi, vero? Siamo in famiglia. Auguri in ritardo! Tutto il meglio, eh. Allora, Oliver lo portiamo da te venerdì sera?
Oliver è un labrador enorme, disubbidiente, che le ha già fatto fuori le scarpe nuove e distrutto la tappezzeria lultima volta che è stato da lei.
No, dice Silvia.
Come, no? Teresa è spiazzata.
No, Oliver non posso prenderlo.
Dallaltra parte parte un silenzio pesante.
Aspetta non ci aiuti? Dobbiamo rinunciare al viaggio? Prenotazione già fatta! Ma tu lo hai sempre tenuto!
Sempre preso, ma ora ho altri programmi. Cè la pensione per cani, funziona benissimo a tutte le ore.
Sei seria? Solo per un augurio saltato? Ma dai, sembri una ragazzina offesa! Quarantanni, e te la prendi per una telefonata. Non me laspettavo da te. Lo dico a mamma, vedrai come ci rimane!
Puoi chiamarla, risponde Silvia con voce calma, chiudendo la chiamata.
Le mani un po tremano, ma dentro sente una leggerezza nuova, inedita. Per la prima volta ha detto no. E il mondo non è crollato. Il soffitto è rimasto lì. Solo limpasto nella ciotola cresceva sereno sotto lo strofinaccio.
Antonio torna quella sera con laria del colpevole. Evidentemente la madre e la sorella lo hanno già istruito.
Silvietta, ha chiamato mamma Teresa piange, dice che salta tutto il viaggio. Non si può davvero prendere Oliver?
Silvia lo guarda dritto negli occhi.
Antonio, si sono scordati del mio compleanno. Non di uno qualunque: del mio quarantesimo. Nessuna scusa. Teresa si è ricordata solo per la sua comodità. Non credi che sia tutto a senso unico, qui?
Forse hai ragione, Antonio sospira sedendosi. Ma sono parenti
Appunto! Dovrebbero rispettare. Invece sono solo io a dare. Non ci sto più, Antonio. Da oggi si cambia.
Antonio non replica. Oliver non viene a casa loro. Teresa paga la pensione per cani e per due settimane Silvia viene ignorata, chiacchierata alle spalle, chiamata rancorosa.
Ma arriva levento più importante dellanno nella famiglia di Antonio: il settantesimo compleanno di Angela.
Angela, gran donna dal carattere forte, vuol fare le cose in grande: riunire tutta la famiglia, ex colleghi e vicini. Location, la villa fuori città che Antonio ha restaurato con le proprie mani negli ultimi anni.
Di solito, lo schema è fisso: due settimane prima, Angela chiama Silvia e le snocciola la lista della spesa. Tocca a Silvia, che è la più pratica e con la macchina, occuparsi di tutto, riempire il frigo, cucinare per due giorni, preparare insalate e arrosti, mentre Angela e Teresa si preparano e accolgono ospiti.
La chiamata arriva a metà gennaio.
Silvietta, bella! Come state? Non hai preso freddo, vero? Allora, bisogna organizzare. Ecco la lista: caviale sei barattoli, mi raccomando quello buono, salmone affumicato, almeno un chilo carne da griglia, dieci chili, prendi la lonza salate ne facciamo cinque tipi
Silvia ascolta senza prendere appunti. La penna rimane lì. Gira solo il caffè nella tazzina.
Angela, scusa se interrompo, la ferma Silvia, ma chi cucinerà, poi?
Chi, se non tu? Io ormai non sto tanto in piedi, le vene, lo sai Teresa sistema la tavola quando arriva.
Angela, temo di non potercela fare io, afferma Silvia serena. Ho già impegni fissati. Io verrò come ospite. Allorario della festa.
Dallaltra parte, silenzio. Quasi tagliente.
Impegni? Più importanti del compleanno della suocera? Ma sei impazzita, Silvia? E chi cucina, io che sono una donna distrutta, o Teresa che deve preservare le mani?
Cè sempre il catering, o qualche cucina da asporto. Oggi è facilissimo. Arriva tutto pronto e pure in bellissima presentazione.
Catering? Hai visto quanto costa? Non posso certo allargarmi con la pensione! E il cibo fatto in casa è meglio. Silvia, basta recitare la ribelle. Sei stata in castigo abbastanza per la storia del cane, ora si è fatta pace. Ti aspetto venerdì sera in villa, con tutto. Giro la lista ad Antonio su WhatsApp, visto che sei piena di impegni.
E riaggancia.
Antonio torna la sera con la faccia bianca.
Silvia, mamma è una furia. La lista della spesa lega per almeno mille euro. Vuole che andiamo venerdì. Che facciamo?
Vai tu, risponde Silvia, sfogliando la rivista. Compra pure tu tutto. Io non ci sarò. Te lho detto.
Silvia, ma è un disastro! Tutti lì e la tavola vuota? Mamma mi strozza!
Antonio, pensa al mio compleanno: la tavola era piena. I posti vuoti. Mancavano le persone che dovrebbero essere di famiglia. Io spendo giorni in cucina. Vi aspetto. Niente. Ora solo parità di trattamento. Vengo come ospite. Nientaltro. Se tua madre vuole fare la regina, che si prenda una cuoca o chieda a sua figlia.
Antonio vaga per casa, chiama, litiga, sfoga. Alla fine compra tutto. Ma in cucina è un disastro. Teresa annuncia per telefono: Ho le mani curate, non sporco le unghie con le patate.
Arriva il sabato, il giorno della festa.
Silvia si sveglia tardi, fa un bagno con calma, si prende il suo tempo per una maschera. Indossa il vestito blu scuro più elegante, si acconcia i capelli: appare splendida.
Antonio è già in villa dallalba, tenterà in ogni modo di organizzare. La chiama cinque volte: Silvia, per favore, vieni prima, qui è un inferno, mamma urla, la carne è cruda, le insalate un casino!
Arrivo alle quattordici, come da invito, risponde Silvia, chiudendo la chiamata.
Chiama un taxi di lusso, prende un piccolo ma raffinato mazzo di crisantemi dal fiorista, e una scatolina da regalo dal negozio vicino.
Arrivata alla villa, la scena è tragicomica. Angela in accappatoio e bigodini, rossa in volto, corre in cucina. Teresa, infuriata ma truccata e con grembiule, cerca di aprire una scatola di piselli, bestemmiando la manicure rovinata. Antonio, sporco di cenere, fa partire il barbecue.
Gli ospiti stanno in salotto, a un tavolo con solo piatti e acqua, guardandosi tra loro.
Sei finalmente arrivata! Angela la fulmina. Non hai un po di vergogna? Noi sfinite e tu sembri una regina! Dovè finita la coscienza, Silvia?
Buon pomeriggio, Angela, tantissimi auguri per i tuoi settantanni! Ti auguro salute e serenità.
Porge il mazzo e la scatolina.
Cosè, questa? Angela prende svogliata il regalo e ignora i fiori. Basta chiacchiere, vai in cucina! La gente aspetta! Devono ancora cuocere le patate!
Angela, io sono ospite, Silvia lo dice a voce alta. Sono qui per farti gli auguri. Non cucino in abito da sera. Ti ho avvisata due settimane fa che non avrei preparato nulla. Hai detto che ce lavresti fatta.
Ma che! Angela sembra soffocare dallindignazione. Davanti a tutti! Mi copri di vergogna!
Teresa molla la scatola.
Sei fuori di testa? Mi sono spezzata ununghia per colpa tua! Vedi di andare ai fornelli. Sennò qui non ce la si fa!
Teresa, è la festa di vostra madre. Logico aiutare. Io sono solo la nuora. Quando si parla di eredità o decisioni importanti, dite sempre che sono estranea. Ora trattatemi da ospite.
Silvia si siede in salotto con un sorriso.
Buongiorno a tutti, saluta i parenti sconvolti. Fuori una splendida giornata, no? Peccato manchino gli stuzzichini, ma sono certa che la festeggiata saprà sorprenderci.
A quel punto entra Antonio, odor di fumo e unespressione sconsolata.
È bruciata la grigliata, mormora. Ho dovuto lasciare il barbecue per una chiamata e si è carbonizzata. La brace era troppo forte.
Silenzio. Venti ospiti affamati osservano i padroni di casa in silenzio. Angela crolla sulla sedia e si prende il petto. Ma stavolta non è teatro: è colpo dellamara realtà.
È tutta colpa sua! indica Silvia. È una serpe! Mi ha umiliata apposta! Lho accolta in famiglia, e lei
Angela, Silvia la interrompe, nessuna umiliazione. Ho solo fatto come voi avete fatto con me. Avete dimenticato il mio compleanno, ignorandomi. Mi avete trattata come una funzione, non una persona. Ho solo ricordato che esisto anchio. Apri il regalo.
Angela, tremando, apre la scatola. Dentro, un semplice calendario con gattini, da muro.
Cosè? sussurra.
Un calendario, spiega Silvia. Ho marcato in rosso i compleanni di tutti. Anche il mio. Così nessuno si scorda più di telefonare. La memoria è una cosa delicata. È la mia piccola risposta. Tu mi regali bagnoschiuma da uno sconto, io calendario; tutto pari.
Qualcuno ride sommesso. Lo zio Carlo, fratello di Angela, scoppia in una risata.
Ha ragione, Angiolina! Dici sempre che hai una nuora doro, ma ti sei dimenticata i suoi quarantanni? Non va bene!
Taci subito! replica Angela furiosa.
La festa è ormai compromessa. In tavola appaiono, alla meglio, salame a fette, piselli in scatola e acciughe. Nientaltro. Gli ospiti, imbronciati, bevono vino senza un vero pasto.
Dopo unora Silvia chiama il taxi.
Antonio, io vado, sussurra allingresso. Qui atmosfera pessima.
Silvia, mi hai rovinato, dice lui, abbattuto. Mamma non te lo perdonerà mai.
Ora sai quanto vale il mio lavoro, Antonio. Prima non lo capivate. Forse ora, che manca, imparerete a rispettarlo. Torna quando hai finito a casa ordino una pizza, ma buona, come si deve.
E se ne va.
Il putiferio in famiglia va avanti un mese. Angela si vergogna con tutti e trasforma la vergogna in astio verso la nuora. Teresa urla che Silvia è unegoista.
Poi succede qualcosa. Antonio smette di giustificarsi. Dopo la figuraccia, vedendo sua madre trasformata in una donna isterica e incapace di organizzare nemmeno una cena, gli si apre la mente.
Capisce la differenza: tra la sua casa, dove Silvia crea sempre calore, e la casa materna, regno del caos, dei capricci e dello scaricabarile.
Un mese dopo la festa, Antonio arriva con una scatola enorme di rose. Non per una ricorrenza, ma un mercoledì qualsiasi.
Sono per te, le dice, e ho già detto a mamma che per il Primo Maggio noi non andiamo a zappare lorto in villa. Ho prenotato per noi due una settimana alle terme.
Silvia inspira il profumo dei fiori e sorride.
E la patate dellorto?
Quelle le compriamo, sorride Antonio. Come non acquisteremo più laffetto dei parenti spaccandoci la schiena. Avevi ragione tu: il rispetto deve essere reciproco.
Angela e Teresa borbottano ancora a lungo. Ma alla Festa della Donna, Silvia riceve da Teresa un messaggio: Auguri, Silvia! Buona primavera!. E una emoji col tulipano.
Piccola vittoria. Silvia non diventa la migliore amica della cognata e Angela non la amerà mai come una figlia. Ma hanno capito una cosa: non è più tempo di approfittarsene. La porta del servizio è stata chiusa. E si riapre solo con la chiave del rispetto e della memoria.
Il calendario con i gattini, dice poi Antonio, sta appeso in cucina, bene in vista. E la data di Silvia è cerchiata in rosso. Giusto per sicurezza.






