Cinque anni fa, la nostra famiglia era composta già da due figli e ci stringevamo tutti in una piccola stanza singola. Era chiaro che lo spazio non bastava più e cominciammo a parlare seriamente dellesigenza di avere una casa più grande. Ma allepoca era rimasto tutto a livello di discorsi.
Poi, quando abbiamo scoperto che mia moglie aspettava il terzo figlio, non cè stata scelta: serviva più spazio, e anche subito. Lunica soluzione praticabile era vendere la nostra attuale abitazione, aggiungere qualcosa ai risparmi e comprare un trilocale, magari anche fuori dal centro di Milano.
Così abbiamo fatto. Conclusa la vendita, abbiamo finalmente trovato un appartamento con tre camere in una vecchia palazzina: era stato appena ristrutturato a dovere, perciò non ci restava che portarci i mobili.
Allinizio eravamo davvero felici, ma presto la nostra serenità fu minacciata. I condomini dei piani superiori si coalizzarono contro di noi, decisi a farci capire chi comandava nella palazzina.
Continuavano a farci lamentele su lamentele.
Perché hai tenuto troppo a lungo la porta dingresso aperta?
Stavamo portando su degli scatoloni, era normale che la porta restasse aperta per un po.
Perché parcheggi lauto sotto le mie finestre?
Parcheggio sotto le MIE finestre: abito al primo piano, le tue sono sopra le mie, non ci posso fare nulla.
Unaltra rimostranza mi fece davvero perdere la pazienza.
Quando i tuoi figli tornano dallasilo, corrono e fanno rumore. Mi danno fastidio! E poi gli fai guardare i cartoni animati.
Ma come fanno a darti fastidio se abiti sopra di noi?
La goccia che fece traboccare il vaso arrivò quando decisero di scontrarsi con mia moglie incinta, mancava solo un mese al parto. Un pomeriggio, approfittando della mia assenza, alcune signore vennero a bussare, iniziando subito a protestare a voce alta.
Siamo venute a parlare.
Di che si tratta?
Suo marito, uscendo per fumare una sigaretta, ha fatto entrare un estraneo nel palazzo. Quelluomo è andato di porta in porta chiedendo se volevamo duplicare le chiavi del citofono.
Ma mio marito non fuma… (io davvero non ho mai fumato in vita mia). Aggiunsero anche che se il tipo avesse duplicato le chiavi, poi avrebbe potuto entrare in palazzo quando voleva.
Quando tornai a casa e mia moglie mi raccontò tutto, non ci vidi più: andai da loro e spiegai chiaramente, senza troppi complimenti, che non dovevano più permettersi certi atteggiamenti.
Dopo quellepisodio, i rapporti si sistemarono. Non ci salutavano più, ma almeno finalmente avevamo iniziato a vivere tranquilli.






