Il corteggiatore mi ha proposto una passeggiata con -20 gradi perché «al bar ci stanno solo le mantenute». Allora io non mi sono persa d’animo…

Il corteggiatore mi propose di passeggiare quando fuori la temperatura toccava i -20 gradi, perché nei caffè ci stanno solo le mantenute. Allora non mi persi danimo arrivai vestita con tuta da sci e intimo termico. Lui nemmeno sospettava quale sorpresa lo aspettava laggiù

Si chiamava Giulio Martelli. Nelle foto appariva come un uomo qualsiasi di trentacinque anni, ordinato, nessun dettaglio fuori posto o eccesso. Nel suo profilo, riflessioni su consapevolezza, crescita personale e la ricerca di anima vera e autentica. Era su quel punto che avrei dovuto stare più attenta: lesperienza insegna che più un uomo parla di vera donna, più probabilmente cerca semplicemente una soluzione comoda che non chieda nulla e non rivendichi niente.

Ci scambiammo messaggi per qualche giorno. Giulio si comportava correttamente, ma ogni tanto lasciava trapelare strane note. Soprattutto, adorava riflettere sulle donne moderne, che secondo lui erano rovinate dai soldi.

A tutte servono solo ristoranti, Maldive e telefonini scriveva. Nessuna vuole guardare lanima, nessuna vuole solo camminare e parlare.

Io, educatamente, annuivo mentalmente, ovviamente e cercavo di spostare la conversazione su altri argomenti. Ognuno porta le proprie cicatrici. Forse la sua ex moglie lo ha lasciato senza casa o senza illusioni chi lo sa. Cerco sempre di non giudicare troppo presto.

Alla fine mi propose di incontrarci. Lunico problema: era febbraio, nel cuore dellinverno. Non un inverno qualsiasi, ma quello vero con meno venti gradi sul termometro e almeno venticinque percepiti per via del vento. I meteorologi parlavano di allerta arancione, i messaggi dicevano di restare a casa, a meno di emergenze.

Vediamoci al parco scrive Giulio. Passeggiamo, respiriamo aria, ci conosciamo senza maschere.

Giulio, rispondo, fuori ci sono meno venti gradi, ci trasformeremo in statue di ghiaccio in dieci minuti, e se invece prendessimo un caffè in una caffetteria?

La risposta arrivò immediata.

Io non vado nei caffè, lì stanno solo le mantenute che aspettano di essere sfamate, ma io cerco una compagna che sia pronta a tutto con me: fuoco, acqua e gelo. Se è fondamentale per te che spenda venti euro per te, allora non siamo fatti luno per laltra.

La curiosità prevalse. Volevo proprio vedere questo paladino della purezza, per cui una tazza di americano è il simbolo della schiavitù monetaria.

Va bene, scrissi. Parco sia, alle 19:00 allingresso principale.

La preparazione mi prese un bel po. Dal mio armadio uscii lintimo termico, felpa calda e, per finire, la tuta da sci. Ai piedi scarponi pesanti con calze di lana, in testa il berretto con le orecchie.

Nello specchio mi guardava qualcuno pronto a svernare sulla banchisa.

Forza Giulio, tieni duro, ammiccai al mio riflesso e mi avventurai nella notte gelida.

Alle 19:00 precise ero davanti al parco. Il freddo mi colpì subito le guance lunica parte scoperta. La neve scricchiolava sotto le scarpe, nessuno in giro: le persone normali, comprese le mantenute, avevano scelto il tepore.

Giulio era già lì. In un cappotto autunnale. Si dondolava, saltellava e sbuffava sulle mani. Il suo naso aveva il colore di una prugna matura, le orecchie ardevano.

Mi avvicinai.

Ciao, dissi da sotto la sciarpa.

Lui mi guardò, chiaramente aspettandosi una fragile fata in collant, che tremasse bene al vento così che potesse sentirsi un eroe. Invece davanti a lui cera un essere che sembrava più un membro della Protezione Civile in spedizione.

Ciao, rispose con i denti che battevano. Ti sei preparata proprio bene.

Hai detto tu: fuoco, acqua io ho iniziato col gelo. Allora, andiamo a respirare aria?

I miei 15 minuti di gloria

Ci avviammo nel viale. Quella passeggiata meritava un posto donore tra gli appuntamenti più bizzarri della mia vita.

Come ti sembra il tempo? chiesi con aria mondana.

Rinvigorisce, bofonchiò. La sua faccia ormai quasi non si muoveva, solo le labbra sempre più bluastre. Amo linverno, mette alla prova le persone.

Daccordo, annuii. A proposito delle mantenute, spiegami meglio perché la tua teoria vede il caffè come un segno di vendere sé stessi?

Parlare era doloroso il gelo pungeva la gola ma la coerenza vuole sacrifici.

Perché rispose tremando, le relazioni devono nascere dallinteresse reciproco, non dal portafoglio. Se una donna non è capace di passeggiare e subito reclama la pappa, allora è solo una consumatrice.

E se una donna non vuole prendersi una polmonite? domandai, sistemando il cappuccio.

Sono scuse, replicò, subito soffiando rumorosamente il naso. Chi vuole cerca soluzioni, serve vestirsi meglio.

Infatti io mi sono vestita, allargai le braccia, mostrando la mia silhouette abbondante. Tu invece sembri non averlo fatto Davvero non hai freddo?

Sto benissimo! borbottò, ma tremava così intensamente da essere evidente anche al buio.

Passarono dieci minuti, arrivammo alla piazza centrale. Un chiosco di caffè, chiuso. Giulio lo vide con nostalgia degna di un eroe tragico.

Magari torniamo indietro? propose. Il vento è aumentato.

Ma dai! mi animai. Abbiamo appena iniziato! Volevi conoscere lanima, parliamo di letteratura. Ti piace Jack London? Ha un racconto fantastico, Accendere un fuoco, dove luomo muore di freddo perché sottovaluta il gelo.

Il suo sguardo era tuttaltro che spirituale.

Senti, devo andare via, mi interruppe. Ho una cosa urgente da fare.

Quale cosa? Avevamo programmato la serata.

Un lavoro! Mi sono ricordato che devo inviare un rapporto.

Alle otto di venerdì sera?

Esatto! quasi urlò.

Si girò di scatto e quasi corse verso luscita. Io lo seguivo, godendomi il momento: il mio sopravvissuto aveva resistito esattamente quindici minuti.

Alla metro nemmeno ci salutò scomparve nel calore salvifico del sottosuolo. Spero che abbia riscaldato non solo le sue dita congelate, ma anche, forse, le idee anche se dubito.

Io tornai a casa, mi preparai un tè bollente e cancellai la chat con Giulio. Non mi è dispiaciuto il tempo perso. Quei quindici minuti sono diventati un vaccino perfetto contro la sensazione di colpa e un promemoria che prendersi cura di sé non significa essere una mantenuta.

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