Cuore di genitore
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Perché stamattina hai quellaria così cupa? Neppure sorridi. Dai, facciamo colazione.
Il marito entrò in cucina stiracchiandosi assonnato, finalmente era domenica.
Sul fornello sfrigolava una padella di uova e pancetta, mentre la moglie versava il tè. Buttò nel piatto di lui più di metà frittata insieme a una generosa fetta di pane: Mangia, dài!
Ma che ho fatto di male, Maria? chiese con dolcezza Giorgio.
Non solo tu, Giorgio, anche io. Abbiamo sbagliato a crescere i nostri figli, sospirò Maria Luisa sedendosi accanto, cominciando a mangiare svogliata.
La figlia e il figlio sono ormai cresciuti, e noi per anni ci siamo tolti tutto pur di crescerli. Erano altri tempi. Li abbiamo sempre sostenuti… ma chi sostiene noi, almeno a parole? Per loro cè sempre qualche problema: si annoiano a vivere, oppure non hanno mai abbastanza soldi. Sia Anna che Paolo non fanno che lamentarsi.
Ma chi te lo fa pensare?
Giorgio aveva già finito la frittata e spalmava con gusto una fetta di pane fresco con burro e marmellata.
Parli facile tu, tanto scrivono sempre a me, alla madre. Ieri Paolo voleva portare la famiglia al bowling, mi ha chiesto un anticipo fino allo stipendio, ma ho perso la pazienza e non gli ho mandato niente. Sè offeso. Poco prima mi aveva chiamata Anna, disperata: la carriera da cantante non va avanti, quindi umore a terra. Le ho detto che va bene cantare per passione, ma bisogna anche lavorare. Vuole mantenersi solo col canto, ma non ci riesce. Non è da tutti, ormai dovrebbe capirlo e trovarsi un vero impiego! E pensare che da piccoli lei e Paolo erano una cosa sola, adesso sembrano sconosciuti!
Maria Luisa spinse via dal sé la frittata ormai fredda e sorbì il tè.
Non crucciarti così, Maria, col tempo si aggiusterà tutto. Anche noi eravamo giovani una volta, ricordi? cercò di rassicurarla Giorgio, ma lei si animò ancora di più,
Ma che dici, Giorgino! Ti ricordi davvero? Noi vivevamo con poco e qualsiasi cosa era una gioia! Quando è nato Paolo, che felicità. La carrozzina e il lettino me li prestò lamica, i vestitini vecchi di tuo nipote li diede tua sorella. Tutto usato, ma come nuovo: i bambini crescono in fretta. E quanto eravamo felici! E quando finalmente comprammo la Fiat 126 mamma mia che orgoglio! Sentivamo di avercela fatta! E ora, se i nostri ragazzi non sono mai stati allestero, pensano che non hanno vissuto bene. E chi gli ha insegnato sta roba?
Sono i tempi, Maria, cè di tutto e loro sono giovani… Aspetta, capiranno.
Speriamo solo che non sia troppo tardi, nella rincorsa dei soldi rischiano di perdersi tutto. La vita corre, Giorgio. Ogni tanto mi guardo allo specchio e mi chiedo: Ma sono proprio io, già nonna? E tu ormai sei nonno
Il telefono li interruppe: era il figlio Paolo.
Ecco, ci risiamo, Maria prese il cellulare e i suoi occhi si spalancarono man mano che ascoltava, poi scattò in piedi.
Giorgio, vestiti, corri! Paolo è in ospedale, è stato un vicino di letto a chiamare.
Ma cosè successo? domandò anche Giorgio, ormai in allarme.
Non ci ho capito molto, la smerigliatrice gli è esplosa in mano… e si è tagliato il polso. Stanno provando a riattaccargli la mano, che Dio ce la mandi buona. Corri, che se la perde resto senza fiato! Andiamo subito!
Infilatisi in fretta le prime cose trovate, quei genitori non più giovani ma nemmeno vecchi, con gli occhi pieni di ansia, uscirono di corsa di casa diretti verso lospedale…
Mentre correvano verso la fermata del bus, Anna chiamò: Mamma, passo da voi a pranzo, ok?
Vieni, cara, forse per allora saremo già tornati! le urlò trafelata Maria Luisa prima di darsi alla corsa dietro a Giorgio.
In ospedale, li rassicurarono subito: la mano lavevano salvata, ma per il momento non potevano vedere il figlio.
Se non ci fate entrare, resto qui finché non mi fate vedere mio figlio, dichiarò Maria Luisa lasciandosi cadere nella sala dattesa, Giorgio subito accanto.
Allimprovviso, Anna fece irruzione tra le sedie e si fiondò su di loro.
Mamma, papà, che facce! È andata, eh! Ieri Paolo lavorava di sera riparando una macchina a uno, non riusciva ad allentare i bulloni, si è tagliato con la mola elettrica. Comunque ora è cosciente, hanno ricucito tutto, muove le dita; lavete una faccia orribile ma vi dico: è andato tutto bene!
Ma come lo sai? riuscì appena a borbottare Maria Luisa.
Ma mamma, io e Paolo ci scriviamo sempre! Pure con sua moglie Laura ci sentiamo. Ci aiutiamo a vicenda, e allora?
Ma noi pensavamo che non vi sentiste più, non ce lavevate mai detto, spiegò Giorgio.
Ma papà, voi siete sempre i forti, i saggi, quelli che superano tutto, allora cerchiamo di non darvi altri pensieri sorrise Anna, e poi sembrate ancora giovani, vi lasciamo vivere un po per voi, ormai.
Tzé, e io che pensavo che di noi non vi importasse più, disse Maria Luisa iniziando a sorridere.
Ma no! Siete una generazione di ferro, mamma. Noi proviamo a prendere esempio, anche se non sempre ci riusciamo, papà, ma ce la mettiamo tutta!
Gli sguardi dei genitori si addolcirono, meno carichi dangoscia.
Vi volevo anche dire una cosa… ho trovato lavoro! E intanto canto ancora: mi chiamano agli eventi, laltro ieri in un asilo, ieri persino nella casa di riposo. Mi hanno applaudito tutti! Una signora piangeva: ha la figlia famosa cantante, ma non la vede mai perché viaggia per il mondo… tristezza.
Anna abbracciò i genitori di getto: Io e Paolo vi vogliamo bene, non pensate il contrario…
La caposala, infine, diede il permesso di vedere Paolo. Maria Luisa quasi si commosse, ma Paolo la tranquillizzò:
Mamma, dai, è passata. Papà, ti ricordi quando nella rimessa dove tenevamo la macchina ci fu un nido di vespe? Ti punsero talmente tanto che finisti allospedale, rischiasti la vita. Succedono delle cose, pazienza! Quando esco, vieni a festeggiare da noi a Capodanno, che ormai ci vediamo poco. Ah, Anna vorrebbe anche presentarvi il suo fidanzato, non ve lavevo detto
A casa, Giorgio e Maria Luisa tornarono a piedi, per godersi la passeggiata.
Non più giovani, ma neppure vecchi, quei genitori camminavano insieme nella sera tiepida.
Ah, il cuore di mamma e di papà trema sempre per i figli. Sembra che altrove vadano tutti più dritti, e tu vorresti che i tuoi fossero i migliori, obbedienti e felici.
E invece fanno il loro percorso, comunque sia e sono buoni ragazzi, daltronde, sono i nostri figli.



