Il destino ama le sorprese: ho incontrato l’amore della mia vita lungo la strada verso il mare
Se qualcuno mi avesse detto quando ero giovane che un giorno avrei incontrato il mio destino sul ciglio della strada, probabilmente avrei riso. Ora, quasi cinquant’anni dopo, racconto questa storia con un sorriso ai miei nipoti: prima non ci credono, poi ridono e infine mi chiedono di raccontarla ancora. Perché il vero amore può trovarci anche dove meno ce lo aspettiamo, ad esempio lungo la statale Roma–Napoli, sotto il sole cocente d’estate.
Avevo diciassette anni, avevo appena finito la scuola e pensavo che prima di iniziare l’università avrei dovuto riposarmi. L’idea era nata: partire con le amiche per il mare di Capri, quel luogo di cui tutti parlavano. Non avevamo quasi soldi, e qualcuno propose: “Perché non facciamo l’autostop?” Ci siamo divise in coppie per rendere più facile trovare un passaggio. Io ero con Tania, una ragazza che conoscevo poco, si era unita a noi all’ultimo momento.
Fino a Napoli arrivammo facilmente. Poi… Le altre avevano trovato un passaggio, e noi siamo rimaste sotto il sole. Alla fine, si fermò un camion, ma c’era solo un posto libero. Tania salì, promettendo di aspettarmi dalla nonna a Capri. Rimasi sola sulla strada infuocata, sola, con il sole che mi bruciava e un nodo in gola. Volevo tornare a Roma, sembrava che tutto fosse perduto.
Poi si fermò una vecchia Fiat scassata. Al volante, un ragazzo di circa vent’anni, camicia chiara, abbronzatura, sorriso leggermente imbarazzato. Disse che andava a casa del nonno vicino Napoli. Esitai, ma salii. E in quel momento iniziò la storia della mia vita.
Si chiamava Luca. Era appena tornato dal servizio militare e stava per iscriversi alla facoltà di architettura a Roma. Durante il viaggio raccontava storie divertenti della caserma, scherzava, rideva, e io sentivo che la paura svaniva, lasciando spazio alla leggerezza e… alla simpatia. Parlavamo come se ci conoscessimo da tempo. Era gentile, sincero, e completamente diverso dai ragazzi che conoscevo. Arrivati a Napoli, mi propose di portarmi fino a Capri. Accettai.
Al momento dei saluti, arrossì e chiese timidamente se mi sarebbe piaciuto incontrarci a Roma. Naturalmente, acconsentii. E quell’incontro ci fu davvero. Poi ce ne fu un altro. E poi… amore. Quello vero, silenzioso, sicuro. Ci siamo sposati due anni dopo, quando lui studiava e io lavoravo. Vivevamo modestamente, ma eravamo felici. Abbiamo cresciuto due figli, poi sono arrivati i nipoti…
E recentemente il nipote maggiore torna a casa raggiante. Dice: “Nonna, mi sono innamorato!” È successo che mentre guidava ha visto una ragazza che non riusciva ad avviare la macchina. Si è fermato, l’ha aiutata. Poi hanno preso un caffè insieme. Poi il cinema. E dopo un mese già ce l’ha presentata. Bellissima, intelligente, una ragazza solare. Ora si preparano per il matrimonio.
E penso: quanto è sorprendente il percorso della vita. Quanto è lunga la strada Roma–Napoli. E quanto felicità mi ha portato. Non abbiate paura di aprirvi al mondo: l’amore arriva quando meno te l’aspetti.





