Caro diario,
ho 37 anni e sono divorziata da dieci primavera, da quando Marco Rossi mi ha tradita e lo ho lasciato senza più guardare indietro. Ora vive a Napoli con la sua nuova compagna, Livia, che ha avuto due figli da lui: il più piccolo, Luca, è stato diagnosticato con un cancro. La notizia mi è arrivata la scorsa settimana, quando Marco è comparso improvvisamente alla porta del mio appartamento a Milano. Non lo vedevo da anni e, per un attimo, ho creduto di stare sognando.
Mi ha chiesto aiuto economico per le cure, sostenendo che le terapie costerebbero una fortuna e che lui e Livia non hanno i mezzi per far fronte alle spese. Io, che da poco ho incassato la vendita della casa che avevo ereditato da mia nonna, ho la liquidità necessaria. Ho pensato di comprare una bella auto, ma non so ancora guidare e il tempo è scarso, quindi le mie finanze sono ancora in sospeso. Il denaro è lì, ma non ho fretta di disfarsene.
Marco, con la voce rotta dallansia, ha esclamato: «Non sai quanto siamo disperati!». Non ha mai considerato i miei sentimenti, né quelli di Livia. Ricordo ancora come, al momento del divorzio, abbia scambiato il nostro futuro per quello della sua nuova famiglia, dividendoci tutto a metà. Mi aveva anche chiesto di restituirgli lappartamento che avevo comprato prima del matrimonio fortuna che lavevo già pagato. Era una fottuta scena, ma ora ritorna chiedendo soldi per il figlio.
Mi ha promesso documenti e garanzie, ma non ho bisogno di prove. Non ho intenzione nemmeno di pensare a una sua eventuale restituzione. «Perché non chiedi un prestito alla banca?», gli ho replicato, guardandolo dritto negli occhi. Ha alzato la voce, ha persino chiesto di inginocchiarsi davanti a me, ma non è un gesto che accetterò. Non ho alcun desiderio di umiliare luomo che mi ha tradita, né di avere a che fare con lui.
Mi chiedo se, al contrario, avrei potuto ricevere un aiuto se fossero stati io ad avere una malattia. Il dubbio rimane, ma il mio cuore è chiuso: voglio gestire i miei soldi da sola, senza doverli dividere con chi mi ha ferita. Dopo la discussione mi sento leggermente in colpa, ma so che questa decisione è una lezione per loro e il giusto prezzo per i loro peccati.
Non penso di aiutarli.
Giulia.



