Ti racconto una storia che mi ha lasciato un po così, come quelle che si sentono nei paesi. Allora, cera questa donna, si chiamava Livia Romano. Si è sposata a ventanni, e a ventidue ha avuto il suo unico figlio, Matteo. Livia non ha mai avuto un gran interesse per i bambini, ti dico la verità. Quando è nato Matteo, lei e suo marito Giorgio lhanno affidato subito alle cure della nonna materna, una vecchia signora di un piccolo borgo fuori Firenze. Mandavano qualche soldo al mese, qualche centinaio di euro, e vivevano la loro vita senza troppi pensieri.
Dopo un paio danni, però, la nonna è venuta a mancare e Matteo è tornato a casa. Livia era proprio infastidita da quel figlio, non sapeva che farsene e lha spedito allasilo così lo vedeva il meno possibile, poi direttamente alla scuola materna. Quando Matteo è arrivato alle elementari, gli altri bambini lo prendevano in giro perché non sapeva leggere né scrivere. Insomma, la scuola provava a contattare i genitori, ma Livia si trovava sempre troppo impegnata.
Un giorno Giorgio, il marito, si è presentato finalmente a scuola. Le maestre ne hanno approfittato subito per raccontargli tutto quello che succedeva. Quando è tornato a casa, Giorgio ha preso la cintura e ha sgridato Matteo senza pietà. Quando Matteo ha finito la scuola, Livia lha spedito subito a lavorare in una fabbrica di Prato, niente università, niente sogni.
Lì Matteo ha incontrato la futura moglie, Giulia, una ragazza toscana dolce e forte. La fabbrica, come usava una volta, ha assegnato loro un appartamento piccolo ma accogliente. Quando Livia è diventata nonna, ti dirò, non ha cambiato atteggiamento: indifferente pure con i nipoti. Ogni tanto spediva qualche euro per Natale o a Ferragosto, ma più di così niente.
Arriva il momento della pensione, e Livia voleva fare le cose in grande: Matteo, ti ho caricato qualche soldo sulla PostePay, vai con Giulia e compra da mangiare e qualcosa di bello, festeggiamo la mia pensione a casa vostra. Sì, mamma.
Allora Matteo e Giulia hanno mandato i loro figli in paese dai nonni, così da non avere fastidi, e si sono messi a preparare la festa. Alla fine arriva Livia, che è tutta soddisfatta. Bravo, ora andate in cucina. Gli ospiti stanno arrivando e bisogna riceverli bene, dopo magari ci sediamo insieme quando se ne vanno.
Matteo e Giulia, senza dire niente, finiscono in cucina. Gli ospiti mangiano, bevono, ridono, ballano, e quando se ne vanno Livia entra in cucina e dice: È rimasto un pezzo di torta, dividetelo tra voi due. Non mi sento bene, torniamo a casa, non posso sedermi con voi.
Matteo ci è rimasto malissimo. Una settimana dopo, Livia lo chiama: Figlio, mi ricoverano per unoperazione, portami qualche cosa, ti mando la lista. No, mamma, andiamo in vacanza con Giulia, lo sai, chiamate papà. Ciao.
E così, finalmente, qualcuno ha fatto capire a Livia che il mondo non gira intorno a lei.




