Giulia si sposò a ventanni, e a ventidue diede alla luce il suo unico figlio. Non aveva mai avuto un debole per i bambini. Quando nacque il piccolo, Giulia e suo marito lo affidarono alle cure della nonna materna, nella loro casa di Firenze. Ogni mese mandavano qualche euro alla nonna, mentre vivevano la loro vita senza pensieri. Due anni dopo, la nonna se ne andò, e furono costretti a riportare il figlio a casa. Giulia provò solo rabbia verso quel bambino. Lo iscrisse subito al nido, così poteva vederlo il meno possibile, poi lo spedì alla scuola materna.
Alle elementari, il ragazzino era bersaglio di prese in giro. Non sapeva né leggere né scrivere, e la scuola convocò i genitori. Ma Giulia non aveva tempo, troppo impegnata nelle sue cose. Una mattina, il marito si presentò per caso a scuola. Gli insegnanti colsero subito loccasione per raccontargli le difficoltà del figlio. Tornando a casa, il padre colmo di vergogna e rabbia, picchiò il figlio con la cintura. Finita la scuola, Giulia lo mandò a lavorare in una fabbrica di Torino. Fu lì che il figlio conobbe la sua futura moglie, Martina. La direzione della fabbrica offrì loro un piccolo appartamento.
Quando Giulia ebbe dei nipoti, mostrò lo stesso distacco. Di tanto in tanto mandava qualche euro ai nipoti durante le feste, ma nulla di più. Arrivò il giorno in cui Giulia dovette andare in pensione. Sognava un grande ricevimento, degno di un’occasione importante. Decise di rivolgersi al figlio: “Ti mando qualche euro sulla carta, vai con Martina a comprare il cibo e qualche gioiello. Festeggeremo la mia pensione a casa vostra.” “Va bene, mamma.” Così il figlio e la moglie mandarono i bambini in paese dai nonni paterni, per preparare la festa senza ostacoli.
Quando tutto fu pronto, Giulia arrivò soddisfatta. “Non male, adesso andate in cucina. Gli ospiti stanno per arrivare, poi parleremo quando saranno andati via.” Il figlio e la nuora ubbidirono, lasciando la sala. Gli ospiti mangiarono, bevvero prosecco e ballarono fino a tarda notte. Quando tutti se ne andarono, Giulia entrò in cucina e disse: “C’è rimasta una fetta di torta, dividetela pure. Non mi sento bene, andiamo a casa, non posso sedermi con voi.” Il figlio si sentì profondamente ferito.
Una settimana dopo, Giulia chiamò: “Figlio mio, devono portarmi in ospedale per unoperazione. Portami alcune cose, ti mando la lista.” “No, ora partiamo per le vacanze con Martina. Lo sai, chiama papà. Addio.” Finalmente, qualcuno fece capire a Giulia che il mondo non girava attorno a lei.



