Il giorno dopo, la vicina era di nuovo appoggiata alla nostra recinzione. Mia moglie le si avvicinò …

25 maggio

Oggi è stata una giornata strana e ho riflettuto molto su tutto quello che ci sta succedendo da quando siamo tornati in campagna, nella vecchia casa dei genitori di Anna, mia moglie.

Ieri, di nuovo, la vicina si è appoggiata tutta curiosa sulla nostra recinzione. Anna è andata da lei e le ha detto, con gentilezza ma con fermezza, che oggi abbiamo davvero molto da fare e che non potremo chiacchierare come ieri. “E domani?”, ha insistito Patrizia con occhi vivaci. “Anche domani sarà uguale”, le ha risposto Anna. “In generale, preferiremmo se tu non venissi più da noi come ieri. Anna le ha parlato in modo diretto, come fanno spesso le persone qui in Piemonte.

Ultimamente mi pesa tanto questo desiderio che avemmo di trasferirci in città. Non ci ha portato niente di buono, anzi. Forse ho sottovalutato quello che avevamo qui.

Anna ha questa vecchia casa sulle colline dellAstigiano. Quando i suoi genitori, Teresa e Giuseppe, erano ancora in vita, la visitavamo spesso. Che belli quei ricordi quando, la sera, sistemavano la tavolata grande sotto il pergolato di vite e si stava lì a chiacchierare fino a che il tramonto non diventava buio pesto. Lo facevamo ogni volta che tornavamo. E dinverno, la mamma di Anna accendeva il vecchio forno a legna: la casa si riempiva del profumo di focacce e biscotti appena sfornati. Un profumo che mi manca ancora.

Ci piaceva sciare e andare sulle slitte con Anna, poi un giorno i suoi genitori sono venuti a mancare. Non abbiamo mai pensato di vendere la casa, anzi, pensavamo che ci saremmo tornati spesso come prima. Invece, la vita in città ha preso il sopravvento e tutto si è dissolto nel tempo.

Eravamo sempre impegnati e alla fine quella casa è finita nelloblio dei nostri pensieri. Il tempo è passato veloce; nostro figlio Paolo si è fidanzato e ha sposato una ragazza di nome Fiorella. Lei, spesso, ci suggeriva che sarebbe bello stare in campagna, almeno nei mesi estivi.

Così, alla fine, ci siamo ricordati di questa casa e, spinti da nostalgia e desiderio di colmare alcuni vuoti, io e Anna siamo tornati qui per primi. Erano anni che non ci rimettevamo piede. La casa era la stessa, ma trascurata e polverosa.

Ci siamo messi a pulire: Anna dentro, io fuori in cortile. Avevo timore di trovare tutto in rovina, e invece, con un po di olio di gomito, ogni cosa ha ripreso vita. Il giorno dopo sono arrivati i ragazzi e hanno dato una mano anche loro. In poche ore abbiamo reso tutto accogliente come un tempo. Le donne hanno preparato una bella cena, io e Paolo ci siamo messi a sistemare il vecchio tavolo e le panche di legno sotto il pero maturo.

Proprio mentre lavoravamo, mi sono accorto che una donna ci seguiva a distanza, osservandoci oltre la siepe. Si è avvicinata presentandosi: aveva comprato da poco la casa vicina. Si chiamava Patrizia, e subito ha avuto voglia di conoscersi meglio. Da bravi piemontesi, educati ma riservati, labbiamo invitata a cena.

Ci ha raccontato che vive lì da sola, che ha una figlia adulta a cui ha regalato una casa a Torino, e che dalla separazione non ha più nessuno accanto. Parlava tanto, troppo, ma in quel momento ho sentito qualcosa di strano scivolarmi sulla gamba.

Ho guardato sotto il tavolo ed era il piede di Patrizia che, senza troppi complimenti, cercava il contatto. Mi sono subito scostato, un po’ a disagio ma senza farlo notare ad Anna. Patrizia non smetteva di parlare e di sorridere, mentre i ragazzi già si lamentavano per la stanchezza. A fine serata, sistemando la tavola, Anna mi ha confidato sottovoce che Patrizia non le piaceva, laveva trovata troppo invadente, e come darle torto? Non le ho raccontato nulla di quello che era successo sotto il tavolo, per pudore e rispetto dei nostri anni insieme.

Oggi, come detto, Patrizia si è ripresentata. Anna, stavolta con più decisione, le ha detto che siamo impegnati e non abbiamo tempo per nuovi incontri. Patrizia ci è rimasta male e ha borbottato qualcosa, ma io ormai non ci faccio più caso. Anna ha fatto bene a mettere le cose in chiaro. In fondo siamo una famiglia sincera e genuina, aperta, sì, ma solo con chi ci ispira fiducia. E con questa donna sentiamo che è meglio mantenere una certa distanza. Così sono le cose qui, tra le colline piemontesi.

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Il giorno dopo, la vicina era di nuovo appoggiata alla nostra recinzione. Mia moglie le si avvicinò …