Mi ricordo come se fosse ieri quel periodo della mia vita. Venivo da un piccolo paese dove un monolocale a Torino costava davvero poco, giusto qualche spicciolo in lire. Ne comprai uno di nascosto, e mio marito, Andrea, non sapeva nulla.
Mentre Andrea era via per lavoro, nacque la nostra bambina. Partorii in un ospedale comunale, ma gli raccontai che era una clinica privata prestigiosa… E poi cera tutta la gestione dei soldi: ogni lira che Andrea mandava per la spesa, io la facevo durare il più possibile, come si fa da noi in campagna. Quando rientrava a casa, il frigorifero era colmo di carne, pesce, formaggi e tante leccornie. Ma appena ripartiva, riprendevo le mie abitudini frugali.
Non ricordo di aver mai comprato un vestitino nuovo per la mia figlia, Caterina. Qualcosa mi veniva regalato da signore generose, il resto lo prendevo su mercatini dellusato. Così sono riuscita a mettere da parte ogni moneta necessaria per lappartamento. Spesso chiamavo mia madre da Asti per badare alla piccola, mentre io lavoravo qualche ora di nascosto.
Andrea aveva sempre la voce grossa in casa. Io, figlia dei campi, facevo tutto quello che pretendeva, precisa e silenziosa. Lui veniva dalla città, era abituato a comandare. Poi un giorno ho iniziato a pianificare la fuga: sentivo che, prima o poi, Andrea avrebbe esagerato. Che una volta avrebbe menato troppo forte… e allora sarebbe stata la fine.
Anche le piccole spese erano frutto di astuzia: portavo a casa tre mele, ma gli dicevo che ne avevo comprato un chilo per risparmiare. Ci sono voluti due anni e mezzo di sacrifici per mettere insieme la cifra giusta. Quando Andrea ripartì per lennesima volta, preparai una valigia per me e per Caterina e scappai. Il giorno prima avevo già presentato la domanda di separazione.
Andrea cercò di riportarci indietro. Mi chiamava, prometteva che la nostra vita familiare sarebbe cambiata. Ma cerano anche telefonate piene di minacce, promesse che ci avrebbe riprese a qualunque costo.
Col tempo scoprii che si era già consolato con una giovane studentessa. Sono certa che anche con lei avrebbe ripetuto gli stessi errori. Io invece non ho mai tradito Andrea. I soldi messi da parte li considero sudati, guadagnati con fame e rinunce. Non avevo altra scelta allora. Dovevo soltanto salvare me stessa e la mia unica figlia.





