Quasi due anni fa, ho sentito da mio marito una frase che non dimenticherò mai: Vivi una vita così prevedibile che mi sono stancato di te. Anche se Marco pensava che la nostra vita fosse noiosa, io ero soddisfatta. Mi svegliavo presto la mattina, preparavo la colazione, facevo ginnastica e mi vestivo per andare al lavoro. La prima cosa che facevo era sistemare le cose per mio marito che usciva molto presto, poi mi occupavo di me stessa. Preparavamo i pasti a casa, mettevo nello zaino la merenda per me e per lui.
Ogni sera, tornando a casa, mi fermavo al supermercato, cucinavo, sistemavo la casa e lavavo i panni. Prima di dormire: un film e poi a letto.
Ero convinta che andasse bene così. Tutto era perfetto: Marco era curato e nutrita, la casa ordinata e accogliente. Cosaltro avrei potuto desiderare? Ogni sabato facevo le grandi pulizie, cucinavo qualcosa di buono, magari delle lasagne o un dolce, e la sera invitavamo a cena gli amici o uscivamo in qualche trattoria con loro. La domenica si andava dai nostri genitori: metà giornata presso i miei, laltra metà dai suoi. Li aiutavamo in casa, chiacchieravamo, passavamo il tempo in famiglia.
La sera, relax sul divano. Non avevamo mai litigato o urlato. Cera pace e armonia tra quelle mura. Eppure, un giorno Marco mi disse che non ne poteva più: si annoiava. Mi disse per ore quanto fosse infelice, portando ad esempio i suoi amici che vivevano ogni giorno tra divertimento, risate e avventure. Loro si godono la vita! Noi no. Non litighiamo nemmeno. Quella sera se ne andò sbattendo la porta.
Io ero soddisfatta della nostra routine e non avrei cambiato nulla. Tuttavia, per amore suo, ero pronta a rivoluzionare tutto, anche me stessa. Dapprima decisi di cambiare look: buttai i vecchi vestiti dallarmadio, andai a fare shopping per comprarmi abiti nuovi e di tendenza, usando i soldi risparmiati per la casa. Mi tagliai i capelli cortissimi e li tinsi di un colore acceso. Insomma, non volevo più sembrare banale. Trovai anche un nuovo lavoro: non più in ufficio, ma come organizzatrice di eventi. Grazie a questa nuova esperienza, scoprivo ogni giorno mille modi per divertirmi.
Dopo una settimana, Marco tornò e rimase senza parole a vedermi così diversa. Da quel giorno gli promisi che avremmo vissuto tutto in modo diverso. E così facemmo. Uscivamo praticamente ogni sera: in giro per Roma, tra locali, wine bar, concerti, aperitivi, feste o da amici. Escursioni, giri in bicicletta, fine settimana nelle città darte come Firenze o Napoli, persino gite in campeggio.
Sono passati mesi nella nuova vita travolgente e a un certo punto Marco ha iniziato a dire che ora desiderava solo tranquillità, un po di pace e il calore della casa. Gli mancavano sia i miei piatti cucinati in casa che i miei dolci. Oramai non avevo più il tempo di accendere i fornelli. Ero cambiata a tal punto che Marco sembrava essersi stancato della mia compagnia.
Dopo unaltra settimana ancora, mi disse che non ce la faceva più a vivere così freneticamente. Voleva tornare al passato, a quando rincasavamo presto, ci godevamo il silenzio, lordine e i pranzi in famiglia. Voleva serate tranquille e le visite ai genitori nei fine settimana, con la pasta al forno fatta da me, non piatti comprati o riscaldati.
Peccato che io ormai non avevo più nessun desiderio di fare dietrofront. Mi ero troppo abituata a questa nuova vita, piena di movimento e incontri. Certo, anche la vecchia non mi dispiaceva, ma ormai non riuscivo più a tornare indietro. Quando Marco ha proposto di rimettere tutto comera prima, scoppiò una discussione furiosa.
Alla fine il suo sogno crollò: volavano piatti, sono arrivati i vicini che hanno chiamato i carabinieri. Marco ha preso le sue cose ed è andato dalla madre. Credo che speri ancora di rientrare a casa e di trovarmi come prima. Ma ormai è impossibile. Non siamo attori in un film; non possiamo cambiare tutto con un copione. Quando rientrerà, troverà sul tavolo i documenti per il divorzio e un biglietto dove cè scritto che sono io, adesso, a essermi annoiata e che non posso più vivere insieme a lui.




