Nozze non ci saranno
Perché oggi sei così silenzioso? chiese Caterina. Avevamo deciso: sabato andremo a scegliere i mobili per la camera da letto. E invece sei giù di morale. Cosè che non va?
Davide sapeva: o adesso, o mai più. Doveva parlare subito.
Caterina volevo dirti una cosa. Riguarda il matrimonio.
Caterina aveva aspettato quel discorso a lungo. Insieme avevano concordato di festeggiare in modo semplice, anche se lei vedeva che Davide sognava una vera festa: tanti invitati, fotografo, organizzatori Come laveva aspettato quel discorso!
Dai, basta preamboli. Credo di sapere già cosa vuoi dirmi sorrise Caterina.
Ma Davide disse:
Rimandiamo rimandiamo il matrimonio.
Non era questo il discorso che Caterina si era preparata a sentire.
Rimandiamo? restò di sasso. Che storia è questa, tutta dun tratto? Perché? Ne avremmo appena parlato! Dovevamo ordinare le partecipazioni le avevi scelte tu Dovevamo decidere chi invitare! Non avrai cambiato idea sul voler sposarmi?
Si aspettava una scena da dramma, con lui che le dice di non amarla più.
Ma invece anche stavolta Davide uscì dal copione.
È che adesso i soldi scarseggiano mormorò. Mi stanno ritardando lo stipendio. Non riusciamo a mettere da parte molto. E poi viviamo insieme da neanche sei mesi. È un po presto, non credi?
Presto? quasi non respirava, Caterina. Davide, stiamo insieme da tre anni! Tre anni di relazione e sei mesi di convivenza per te sono presto?
Davide non aveva più laria tanto spaventata.
Non cominciare, Cate. Non voglio litigare. È solo una pausa. Non ho cambiato idea, ma un matrimonio costa troppo.
Allora sposiamoci in municipio, solo noi due, poi festeggiamo con gli amici.
Così non sarebbe un vero matrimonio, Cate.
E chi se ne importa della festa!
Ma ci tenevi tanto
Sopravviverò!
Strane scuse, pensava Caterina.
Cate
Parla chiaro. È successo qualcosa? Non sei più sicuro di amarmi? O magari hai conosciuto unaltra? Perché il matrimonio costa troppo non mi convince proprio.
Davide scosse la testa.
No, Cate, te lo giuro. È solo che voglio che tutto sia perfetto, e adesso non posso permettercelo. E poi, davvero: sei mesi! Non ci conosciamo ancora bene del tutto Dobbiamo capire se funzioniamo davvero insieme
Faceva anche ragionamenti logici Era convincente, ma a Caterina il cuore batteva forte. Raramente Davide le aveva mentito così abilmente per persuaderla di qualcosa. Lui stesso aveva insistito perché si sposassero presto
Ma fece finta di credergli.
Dopo quella chiacchierata, Davide non fu più solo un ragazzo, diventò il compagno perfetto, più attento a mille dettagli prima trascurati, come se volesse farsi perdonare per aver cancellato le nozze. Al supermercato chiede sempre cosa volesse lavava sempre lui i piatti ma andava in giro imbronciato. Non solo pensieroso, ma proprio cupo, sospirava la notte fissando il soffitto, e alle domande di Caterina rispondeva sempre: Niente, sono solo stanco.
Caterina cercò di non insistere. Poi, poi, poi le ripeteva la voce nella testa.
Dopo qualche settimana furono invitati a cena dai genitori di Davide. Caterina avrebbe preferito di no, non ne aveva voglia. E poi Davide non parlava più di nozze, mentre i genitori sicuramente avrebbero chiesto che imbarazzo.
Ma non poté evitare di andare.
Alla cena il tema matrimonio, ovviamente, venne fuori.
Quando ci fate la sorpresa? domandò la madre appena il padre uscì per vedere la partita in salotto. Abbiamo già visto una sala perfetta. Un tavolo per venti persone. Per quando prenotiamo?
Davide aveva la stessa faccia lunga di Caterina. Prenotare cosa? Non ci sarebbe stato nulla.
Mamma, abbiamo detto che rimandiamo mormorò appena.
Rimandate? E perché? Mica mancano i soldi? Davide, dovevi pensarci prima, da uomo!
Dopo cena, mentre gli uomini si perdevano nellispezione della radio guasta, Caterina andò in bagno a rinfrescarsi.
Tutto in ordine come in una sala operatoria. Nemmeno una traccia di polvere. Persino i trucchi, tranne il docciaschiuma e lo shampoo, la madre di Davide li teneva in camera. Caterina rideva sempre allidea che ogni volta li trasportasse avanti e indietro.
Mentre si asciugava la faccia, Caterina sentì Le pareti del bagno sembravano amplificare i segreti. Davide era tornato in cucina a parlare con la madre. E Caterina udì
Davide, ci hai pensato a lasciare Caterina?
Caterina, asciugandosi il mento, rimase paralizzata. Cosa? Non era suggestionata: aveva sentito bene. Allora avvicinò piano lorecchio alle mattonelle senza fare rumore.
Mamma, te lho già spiegato. Abbiamo rimandato. Ma non ci siamo lasciati.
Rimandato è una scusa! sibilò Maria Teresa, Ti vedo che soffri. Ma che te ne fai di lei? Non ti sembra la moglie ideale. Una vera moglie ascolta il marito, questa è inutile sposarsi se poi divorzierete in un anno!
Ma io la amo, mamma disse Davide.
Per un attimo Caterina sentì il cuore sciogliersi.
Ma la frase che seguì le tolse ogni romanticismo.
Dici che la ami? È una ragazza furba, Davide. Te lho detto! Non è ancora tua moglie e già ti ha messo contro di noi. Ormai non aiuti più tua sorella, non vieni più alla casa in campagna Ti sta cambiando, e non in meglio.
Caterina restò incollata alla parete, il viso premuto contro il freddo rivestimento. Ti ha messo contro di noi? Mai successo! Aveva sempre fatto del suo meglio per essere gentile coi genitori di Davide, anche quando il signor Giovanni aveva criticato la sua nuova acconciatura. Ci era rimasta male, ma aveva taciuto!
Non ricordava un solo episodio in cui avesse allontanato Davide dalla famiglia. Anzi, lo incitava sempre a coltivare il rapporto, sapendo quanto gli stessero a cuore.
Le fu subito chiaro: il matrimonio non era saltato per i soldi. Era la madre di Davide, con le sue bugie! Lei era contro la loro unione.
Caterina tornò in cucina.
Oh, Caterina! Stavamo proprio dicendo che non bisogna tirarla troppo lunga con la registrazione in comune. La gioventù la capisco, ma la vita senza i documenti non mi piace!
Che carina, pensò ironicamente Caterina.
Certo, signora Maria Teresa, disse. Non rimanderemo a lungo. Metteremo da parte qualche euro e andremo allanagrafe. Giusto, Davide?
Sì, Cate, come fossimo già sposati, confermò lui.
Quella notte, tornando a casa in macchina, Davide cercava di abbracciarla ma Caterina si ritraeva. Come dire certe cose? Valeva la pena? Se non laveva lasciata su pressione dei suoi, allora forse lamava davvero Ma il matrimonio era stato annullato.
Ti sei comportato in modo strano quando tua madre ha parlato disse lei guardando le luci della città che si allontanavano.
Io? No, è solo che insiste con la data
Non dire bugie. Non insiste. Lei è proprio contraria al nostro matrimonio. Ha detto che io ti metto contro di lei, che dovremmo lasciarci.
Davide strinse il volante nervosamente.
Quindi hai sentito? Cate, mamma ha paura che io mi sposi e la dimentichi. È normale, non prenderla sul personale. Passerà.
Caterina, in effetti, non si offendava per la madre di lui, che non voleva lasciare andare il figlio. Le pesavano invece le parole di Davide. Non laveva difesa, aveva semplicemente lasciato correre per non contraddire la madre.
La questione matrimonio rimase sospesa. Davide continuava a essere nervoso e scuro in volto; ora, quando Caterina lasciava intendere di pensare al futuro, lui rispondeva sempre: Forse, più avanti
E poi le capitò il cellulare di Davide sbloccato tra le mani.
Guardo solo lora, si tranquillizzava, non leggo i messaggi magari solo uno sguardo veloce.
Sul display cera lultimo avviso arrivato da sua sorella, Livia. Livia aveva solo due anni meno di Caterina, ma si comportava come se ne avesse ancora dodici. Niente lavoro, niente studio, viveva con i genitori a loro spese.
Il messaggio era chiarissimo:
Ho capito, soldi non ne vedrò. Sei di nuovo ai piedi di quella lì. Continua pure a vivere con lei, se una qualsiasi vale più della famiglia.
Caterina rilesse. Ai piedi di quella lì.
Le tornò in mente qualcosa
Poco prima dellannullamento delle nozze, Livia aveva chiesto per lennesima volta soldi a Davide, e Caterina, non resistendo, aveva detto:
Davide, ha ventisette anni, vive coi genitori e vuole i tuoi soldi per divertirsi. Forse è tempo che inizi a lavorare? Non possiamo continuare a sostenere la tua famiglia.
Non lavrebbe detto, se non fosse che quei soldi erano anche suoi; lavorava quanto Davide e non aveva nessun obbligo di mantenere la futura cognata. Davide aveva accettato, sia pure con fatica: Già, hai ragione, Cate. Basta così.
Ora era chiaro chi metteva la famiglia contro Caterina.
Prese il telefono di Davide, copiò il messaggio di Livia, e se lo mandò sul proprio numero, per avere una prova. Poi rimise il telefono esattamente dovera.
Davide stava scrollandosi la neve di dosso allingresso:
Ho preso il pane, e anche la tua cioccolata preferita, quella con le nocciole. Pensavo magari avremmo potuto
Davide, lo interruppe Caterina.
E chi pensavi fosse? scherzò lui.
Ma lei non raccolse.
Cosa ti scrive Livia? chiese Caterina.
Davide capì che la miglior difesa è lattacco, e si indispettì fingendo di offendersi.
Ma davvero hai frugato nel mio telefono?!
Difensiva classica. Scaricare la colpa.
Non importa cosa ho fatto, Davide. Voglio che tu mi spieghi, adesso.
Davide rimase in silenzio qualche secondo; la faccia gli passò dalla rabbia al panico.
Dai Cate, non pensarci. È piccola, si offende facilmente
Su cosa, scusa? Perché le ho detto che deve crescere?
È abituata ad avere sempre laiuto del fratello. Disabituarsi non è facile se i soldi sono sempre disponibili. Passerà, non ci pensare troppo.
Ha messo i tuoi contro di me?
Beh sì ammise Davide. Ho cercato di spiegare che sono soldi nostri, che Livia deve arrangiarsi mia madre si è messa subito contro: Caterina ti comanda, ormai hai dimenticato la tua famiglia! Ma io, davvero, non la penso così
Però hai annullato il matrimonio Bene. Tua sorella ha messo la tua famiglia contro di me. Lho capito. Io non posso più avere rapporti con loro. Ma tu, cosa vuoi davvero? Vuoi ancora sposarmi? O rimandi solo perché hai paura di dire no a tua madre?
Ma certo che voglio sposarti! Solo che adesso Non posso Magari più avanti, quando si sarà sistemato tutto
E questa era la risposta.
Senti, Davide io ho capito una cosa: non voglio sposare qualcuno che non ha le idee chiare e si fa condizionare così tanto da una sorella capricciosa. Meglio che le nozze siano saltate.






