Il Papa non ha mantenuto la promessa

Ciao, ti racconto un po’ di quello che sta succedendo con Giulia e la piccola Sofia.

Sai, le diceva Giulia alla figlia, scegliendo con cura le parole. A volte gli adulti si comportano da sciocchi, più degli stessi bimbi.
Papà non vuole presentarmi la zia che ama, vero? chiese Sofia, quasi a bassa voce.
Non è che non voglia, è più che altro una questione di organizzazione. Magari la zia Olivia è un po’ timida.
Timida? Io non mordo!
Vedi, i figli di altri sono sempre una responsabilità. Non tutti sono pronti a gestirla.

Giulia rimaneva nel corridoio a guardare Sofia affrettarsi per incontrare il papà. Il cellulare di Sofia vibrò, la ragazza lo afferrò, poi si mise a piangere.

Non verrà? chiese Giulia.
Ha detto che è sommerso dal lavoro, sbuffò Sofia senza alzare lo sguardo. Unaltra volta.
Capito. Svestiti.

Giulia si diresse in cucina per non dire più di quello che c’era da dire. Accese il bollitore, il rumore dellacqua che scoppietta copriva un po’ i suoi pensieri. Sono otto anni dal divorzio, e Luca rimane sempre il campione mondiale del rovinare lumore.

I primi tre anni di matrimonio sembravano una favola: fiori senza motivo, colazioni sul letto, regali a ritmo di canzoni d’amore. Giulia credeva di aver pescato il biglietto della felicità. Quando si è scoperta incinta, Luca la portava in braccio ovunque. Ma al parto è scattato il primo allarme, che lei ha ignorato.

Il medico compilava la scheda della neonata Sofia. Luca, pallido e nervoso, rimaneva al suo fianco.

Che gruppo ha? chiese il neopapà.
La bambina ha un secondo fattore Rh negativo, rispose il dottore con disinvoltura.

Luca si increspò.

Come è possibile? chiese, la voce che si incrinava. Io ho il primo fattore positivo, Giulia la seconda positiva.
Ma da dove viene il meno? Avete sbagliato qualcosa?

Il dottore si tolse gli occhiali, si strofinò il naso.

Ricordate il corso di biologia al liceo. Il fattore Rh è subdolo. Se entrambi portate un gene recessivo negativo, il bambino può ereditarlo. È normale.

È sicuro? incrociò le braccia Luca, serrando gli occhi. Nessun errore?
Gli esami non mentono.

Dopo, Luca ha chiamato Giulia cento volte, chiedendo spiegazioni. Giulia gli ha rimandato le parole del medico, gli ha inviato articoli. Lui sembrava calmarsi, ma

Il vero inferno è cominciato al momento della dimissione: Luca è cambiato.

Lui aveva il diabete e Giulia controllava sempre la sua alimentazione, gli ricordava linsulina. Improvvisamente, però, ha cominciato a comportarsi come un adolescente in cerca di libertà.

Vado a giocare a calcio, sbraitava, afferrando la borsa.
Luca, che calcio? Il tuo zucchero è alle stelle, il dottore ti ha detto di tenere sotto controllo il regime.
Non iniziarmi, eh? Sono un uomo, ho bisogno di muovermi. Le tue attenzioni mi soffocano.

Ritornava a casa tardi. Una notte è arrivato tremante, il volto pallido, sudato: ipoglicemia. Giulia, senza badare alla figlia, gli ha passato succhi e glucosio.

Dove eri? gli chiese, mentre lo aiutava a riprendere i sensi.
Ho detto che ero al calcio, ho corso.
Fino a due di notte?
Siamo rimasti a parlare, tutto bene.

Giulia credeva. O almeno voleva credere. Si sedeva sola in casa, accarezzava le piccole mani di Sofia, convincendosi che fosse solo una crisi, che Luca fosse stanco. Quando la bambina crescerà, tutto si sistemerà. Ma non è stato così: i telefoni hanno iniziato a suonare.

Di solito di sera, il cellulare ricolava con le ex colleghe: ragazze della contabilità, manager. Giulia era amica di tutti al lavoro.

Ciao, Giulia, non ti disturbo?
Ciao, tutto ok, che succede?
Niente volevo solo sapere come stai. Senti, Luca è al concerto aziendale, arriverà tardi?
Probabilmente. Perché?
Beh la Katia arrossiva. Non fraintendermi, ma lui è con la nuova, Veronica, ridono tutti insieme.
Dicono che vanno al karaoke più volte a settimana e lui le tocca la vita

Le dita di Giulia si raffreddarono.

Katia, basta. Forse hanno solo un progetto comune.
Tu lo vedi meglio, volevo solo avvertirti. Amichevolmente.

Riattaccò e sbuffò. Pettegolezzi, solo chiacchiere da bar. Era convinta che Luca la amasse, che fosse solo socievole. Si prendeva gioco dei commenti, fingeva sicurezza, ma dentro cresceva lansia. Un anno e mezzo dopo la nascita di Sofia, tutto è crollato.

Giulia è stata invitata a una grande festa aziendale. I nonni hanno accettato di prendersi cura della nipotina. Giulia ha indossato un vestito che credeva nascondesse i segni del post partum, si è truccata. Voleva sentirsi di nuovo parte di quel mondo che non era solo pannolini e puree.

Sono andati insieme, ma Luca è sparito subito.

Vado a salutare gli amici, ha detto, e si è perso nella folla.

Giulia chiacchierava con i colleghi, sorrideva, raccoglieva complimenti, ma gli occhi cercavano il marito. Unora, due, niente. Ha iniziato a cercarlo nei saloni, nei corridoi, tutto vuoto. Ha controllato il corridoio vicino alluscita di emergenza, più tranquillo. Lì li ha visti. Non si stavano baciando, sarebbe stato più scandaloso, ma erano fermi in una penombra accanto a un grosso ficus. La collega sussurrava allorecchio di Luca, toccandogli il bavero. Luca, con la testa appoggiata sulla spalla, sorrideva con quel sorriso che un tempo gli aveva fatto sciogliere Giulia.

Sembrava che si fossero nasconduti come due bambini. Giulia si è bloccata, il respiro è stato un pugno di ghiaccio. Non ha alzato la voce, non ha fatto scenate, è scappata verso luscita, ha chiamato un taxi e se nè andata dalla figlia.

Luca è tornato allalba.

Perché te ne sei andata? ha chiesto, aggiustandosi la cravatta. Ti cercavo.

Giulia lo guardava, capiva che non cerano parole da dire.

Ti ho vista, dietro al ficus.

Lui è rimasto un attimo, poi ha alzato le spalle.

Che cosa vedi? Eravamo solo a chiacchierare. Ti inventi tutto, hai la paranoia, Giulia.

Basta, ha sussurrato lei. Non serve.

Per un mese Giulia è stata come in nebbia. Stare nella stessa casa le provocava un dolore fisico. Quando Luca ha fatto le valigie e ha detto di volersi vivere separatamente perché sono così nervosa, il sollievo è arrivato. Laria della casa sembrava più pulita.

Il divorzio è stato rapido. Luca è sparito dai radar. Il primo anno non lha più chiamato, neanche una volta. Sofia, di due anni e mezzo, a volte chiedeva Dovè papà?, e Giulia rispondeva serenamente: Papà è al lavoro. Non mentiva, solo non diceva tutto.

La madre di Giulia laiutava con Sofia, Giulia è tornata al lavoro. Ha lavorato sodo per non dipendere da nessuno, e ce lè fatta. Bastava leuro, vivevano separati, andavano in vacanza. Non ha chiesto gli alimenti, non voleva litigare, non voleva correre dietro a lui, non chiedere documenti. Orgoglio? Forse, ma più che altro un rifiuto.

Poi è tornato.

Sono papà, ha detto Luca al telefono una sera. Ho il diritto di vedere la bambina.

Giulia non ha opposto resistenza. Se vuoi, vieni. Non voleva diventare quella ex gelosa che vieta gli incontri.

Va bene, ha risposto. Vieni sabato.

Luca è arrivato di rado, in maniera caotica, ma è venuto. Ha iniziato a pagare le lezioni di inglese e i corsi di danza. Era il suo modo di compensare: non si è preso cura di Sofia, non ha risolto i problemi, ma ha spuntato il segno buon papà.

Sofia lo adora: per lei è il papà-festa, regali, cinema, caffè. Quanto ne serve a un bambino? Giulia lo guarda filosoficamente: limportante è che la figlia abbia almeno un papà.

Un giorno Sofia è entrata in cucina in pigiama, gli occhi rossi.

Mamma, perché lui è così? ha chiesto, sedendosi a tavola.
Che cosa, tesoro?
Promette e non mantiene.

Giulia ha sospirato.

La gente è diversa, Sofia. Papà non lo fa per cattiveria, semplicemente non sa pianificare.

Ha detto che è colpa tua, ha sputato Sofia.

Giulia è rimasta immobile, la tazza in mano.

Cosa?
Al telefono ha detto: La tua mamma incastra sempre i piani, così non riesce a incontrarti.

Giulia ha posato lentamente la tazza.

Sofia, lha guardata dritta negli occhi. Ti ho mai impedito di vedere papà?
No.
Ti ho mai parlato male di lui?
Sofia ha scosso la testa.

No.
Allora decidi tu: credi ai fatti o alle parole.

La storia della nuova zia dura da sei mesi. Sofia, dopo un weekend dal papà, ha raccontato:

Papà vive con la zia Olivia. È carina, ho visto foto, hanno anche un gatto.

Giulia ha fatto spallucce: Vive e basta, non mi importa. Ma Sofia ha voluto conoscerla.

Mamma, voglio essere sua amica. Papà dice che è gentile.

Giulia ha chiamato Luca.

Luca, Sofia sa della tua ragazza, vuole incontrarla. Che ne pensi?

Silenzio al telefono.

Non lo so, ha risposto Luca. È presto, forse.

Presto è diventato un mese. Luca a volte diceva di volersi incontrare, poi tirava indietro.

Vuole davvero incontrare Sofia! aveva detto una settimana fa. Sogna di farlo.

Facciamo una gita al parco o alla pizzeria il prossimo weekend?

Daccordo, ha confermato Giulia. Organizzatevi con Sofia.

E di nuovo, lappuntamento è stato cancellato.

Giulia è salita sul balcone, ha afferrato il telefono per parlare con lui senza testimoni. Luca ha risposto, un po irritato, con della musica di sottofondo.

Pronto, Giulia, sono occupato, che vuoi?
Occupato? ha replicato lei. Hai appena detto a Sofia che sei sommerso dal lavoro, ma sento musica. Sei al bar?
Sono a un incontro, ha sbottato. Ho il diritto di rilassarmi?
Certo, ma non mentire a tua figlia. E non dire che è colpa mia se il vostro incontro è saltato.

Chi è colpa? ha alzato la voce Luca. Tu sei sempre quella che controlla tutto: A che ora lo prendi, a che ora lo lasci. Mi schiacci. Olivia ha paura di avere a che fare con te perché la trovi pazza.

Pazza? ha sorriso Giulia. Luca, guardiamo i fatti. Sofia è rimasta vestita per unora. Tu chiami allultimo. È colpa mia? O è che Olivia non vuole il mio bambino e tu non vuoi ammetterlo?

Non parlare così di Olivia! ha gridato. Vuole! Solo le circostanze!

Quali circostanze? È la quinta volta!

Luca, smascherato, ha chiuso: Se la tua ragazza non vuole stare con il mio figlio di un precedente matrimonio, è un suo diritto. Ma sii onesta con Sofia.

Giulia ha riattaccato.

La sera, quando Sofia si è addormentata, Giulia ha riletto la discussione nella sua testa. Voleva chiudere i conti. Ha scritto a Luca:

Da adesso tutte le decisioni vanno passate da me, con un preavviso di 24 ore. Se prometti a Sofia e poi annulli allultimo, la prossima volta non ci sarà più un incontro per un mese. Non voglio che diventi una nevrosi. Se vuoi presentare Olivia, fissa data, ora e luogo. Se Olivia non vuole, finiamo qui. Io parlerò a Sofia, niente più poi o forse. Buona notte.

Lui ha risposto in un minuto: Che importa! A te servono gli incontri più di me.

Giulia ha vietato a Luca di vedere la figlia. Quando ha provato a insinuarsi ancora, ha detto che da ora gli incontri saranno solo dopo la sentenza. Luca non ha chiesto il divorzio: tempo, soldi, e la nuova compagna non voleva neanche conoscere la figliastra. Sofia soffre, ma Giulia fa di tutto perché non si senta privata.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

1 + eight =

Il Papa non ha mantenuto la promessa