Il Patrigno

Mi ricordo ancora, come se fosse accaduto secoli fa, il dramma di quella famiglia di Bologna, dove il patriarca Pietro si era unito a Lidia proprio quando la sua piccola Costanza aveva dieci anni.

Costanza conservava viva la memoria del vero padre, scomparso due anni prima, e allinizio aveva guardato al nuovo marito di sua madre con sospetto. Pietro, però, trovò presto il modo di avvicinarsi a lei. Lei non lo chiamò mai papà, ma il diminutivo Petè usciva dalle sue labbra con una dolcezza che faceva capire a tutti che erano legati più di quanto le parole potessero descrivere.

Fu proprio grazie a Costanza che la famiglia riuscì a restare unita quando, sei anni dopo il matrimonio, Pietro cedette al fascino di una serata aziendale. In compagnia di una collega, Silvia, luomo si ubriacò più del dovuto, si lasciò andare al divertimento e, in un momento di confusione, tradì Lidia. Nessuno di loro ricordò bene i dettagli, ma Lidia venne a sapere della sconvolgente notizia.

Pietro si scusò più volte, implorando il perdono. Lidia, furiosa, minacciò di chiedere il divorzio. Mentre i litigi continuavano, la giovane Costanza, sensibile e attenta, percepì che qualcosa non andava e ne rimase profondamente turbata.

«Solo per te, Costanza, ti perdono», le sussurrò Lidia con i denti stretti, «ma è lultima volta. La prossima sarà solo la separazione». Pietro, ormai disperato, si mise a cercare la redenzione, trascorrendo più tempo possibile con la famiglia, finché i suoi occhi ritornarono a brillare di gioia quando guardava la figlia acquisita.

Il tempo passò e Costanza, a diciotto anni, presentò a casa il suo fidanzato, Valerio. Pietro non apprezzò subito luomo: magro, un po altezzoso, con un sorriso che non smetteva di comparire. Ma, per amore di Costanza, si sforzò di mantenere la calma.

«Costanzina, sei sicura che sia lui quello giusto?» chiese piano Pietro, una volta che il fidanzato se ne fu andato.

«E allora, Petè, non ti è piaciuto?», replicò Costanza, delusa. «Tu lo conosci poco, Valerio è un ragazzo buono».

Pietro sospirò, ma forzò un sorriso. «Vedremo. Non potresti fare una scelta sbagliata».

Valerio, sentendosi osservato, evitò di incrociare nuovamente Pietro, mostrandosi cortese ma a fatica. Poco dopo, Lidia, ancora sospettosa, accusò Pietro di aver tradito di nuovo con Silvia.

«Ti è piaciuta così tanto da non resistere?» sbottò Lidia. «Allora vai da lei! Perché soffri ancora con me?»

«Lidia, ma cosa…», balbettò Pietro. Dopo quellincidente, lidea di tradire di nuovo non gli passò più per la mente. Lidia, però, aveva sentito dire da qualcuno che ci sono persone buone.

Pietro chiamò Silvia, accennando al vivavoce: «Ciao, Silvia, sei ancora lì?»

«Petè, sei ubriaco o cosa?», rispose la collega con tono pungente. «Io sono sposata da sei mesi e aspetto un bambino. Tu dovevi stare al lavoro, non fare scenate».

«Scusa», mormorò Pietro, imbarazzato. Lidia lo guardò con disapprovazione, ma poi se ne andò dalla stanza. Per qualche giorno non parlò più con lui, ma alla fine i due riuscirono a ricucire il rapporto. Costanza dovette comunque inventare una scusa confusa per spiegare la lite ai genitori, preoccupata perché i loro litigi la turbavano.

Un giorno Pietro fu investito da una piccola utilitaria. Lautista lo colpì alle gambe, ma la velocità era bassa e lui subì solo una distorsione e una lieve commozione cerebrale. Si trascinò a casa a fatica, e Costanza lo curò con devozione, portandogli da mangiare e leggendo libri al suo fianco.

Un pomeriggio, sentì accidentalmente una conversazione tra Costanza e Valerio nella hall: «Lui è un adulto, lasciagli fare», disse Costanza a Valerio.

«Valerio!», esclamò la figlia acquisita a bassa voce, «Petè è quasi come mio padre! Lo amo e lo proteggerò a qualsiasi costo!»

Valerio sbuffò, ma Pietro sorrise, contento di aver allevato una buona ragazza.

Poco dopo, il capo di Pietro, su ordine di un cliente fastidioso, lo accusò di aver fatto un lavoro scadente sui soffitti tesi di una casa. Leonardo Serafino, un uomo meticoloso e un po pedante, sosteneva che il soffitto fosse cadente e i bordi storti, e persino insinuò che Pietro avesse chiesto denaro extra.

«Che assurdità!», esclamò Pietro, quasi soffocato dalla rabbia. Leonardo, con voce minacciosa, lo sfidò a risolvere la questione o a finire in tribunale, minacciando di licenziarli tutti.

Quella sera Pietro tornò a casa con il muso lungo e raccontò il tutto a Lidia, che lo incoraggiò: «Non ti preoccupare, Petè, andrà tutto bene. Vuoi che ti accompagni?».

Lidia sospirò: «Non serve che rimanga senza lavoro, scegli come vuoi».

Il giorno seguente Pietro incontrò Leonardo. «Che volete da me?», lo sfidò luomo. «Andremo in tribunale, vi licenzierò!»

Pietro, cercando di mantenere la calma, rispose: «Mostrateci dove abbiamo sbagliato, lo correggeremo». Leonardo, irritato, sbuffò: «Non cè nulla da vedere, i veri professionisti non vi servono!»

Stanchi, Pietro fece un passo avanti; Leonardo inciampò, colpì il muro e cominciò a gridare, chiedendo la polizia. Pietro lo fermò con voce ferma: «Dimmi, lo hai suggerito tu o qualcun altro?». Leonardo ingoialmente confessò che un giovane di nome Valerio gli aveva consigliato di lamentarsi per ottenere un risarcimento.

«E allora perché non lhai usato subito?», domandò Pietro, mostrando una foto di famiglia con Valerio davanti. Leonardo, balbettante, accettò, ma la verità era chiara.

Allora Pietro rivolse la domanda a Valerio, che era lì al portone: «Ehi, perché ti sei messo contro di noi?»

«Perché non voglio che una giovane ragazza venga molestata», sbottò Valerio, stringendo i pugni. «Voi avete già dato alla Costanza una vita difficile!»

Pietro, furioso, lo afferrò per la giacca: «Basta! Non ho intenzione di ferirti». Valerio si scostò, ma Pietro lo spinse via, urlando: «Sei un ragazzo di parte, ma non tornerò a permettere che qualcuno tocchi la nostra famiglia!»

Costanza, venuta a sapere dellacceso scambio, ruppe ogni legame con Valerio, decisa a dedicarsi solo allo studio, sostenuta da genitori che, nonostante tutto, non smettevano di credere in lei.

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