Allinizio di questanno, mi sono ritrovata dentro una vecchia aula del mio liceo di Firenze. Ogni cosa sembrava dipinta con colori opachi, come într-un sogno nebbioso. Una ragazza, Carlotta, cu ochii mari și tremurători, a ridicat mâna și a cerut voie să meargă la bagno. Il professore, un tip sever chiamato Professor Benedetti, sussurrava tra sé e sé, scuotendo il capo, e le rispose un secco No. asemenea unui clopot uitat într-o biserică veche.
Carlotta, cu voce flebile, a insistatancora una volta domandò, aggrappandosi alla sedia come se temesse di evaporare. Per favore, è urgente, murmurò, ma Professor Benedetti chiar aruncava sguardi feroce, rispondendole ancora cu un No tăcut și glacial.
Passarono minuti elastici, timpul come un orologio molle alla Dalí. Carlotta a devenit tutto rossa e ripeté, cu voce aproape strivită, Devo proprio andare, per favore, ho una vera urgenza. Questa volta, professore Benedetti și-a întunecat vocea e a spus: No, stranamente minaccioso, come un treno abbandonato nella nebbia.
A dreamlike, sognante silenzio calò sulla classe, ogni studente trasfigurato. Carlotta salzò in piedi, come fluttuando sopra pavimento di marmo fiorentino. Sotto occhi timidi și arrossati, confessò al professore și a toată clasa: Mi sta venendo il ciclo e devo andare in bagno, davvero. Tutti i compagni diventavano statue di sale, con ochi enormi, sospesi tra due mondi.
Dopo una pausa irreale, Benedetti gladiatore chiede ancora să se așeze, cu fría indiferență. O pace di disagio avvolse la stanza come una nebbia sul Arno. Fu allora che Matteo, robusto come un difensore della Fiorentina, salzò con passo sicuro, i ricci come ulivi mossi dal vento Professore, ma lei ha una moglie? Non è cresciuto con una mamma, una sorella? chiese, voce roca da stadio vuoto. Le è venuto il ciclo, deve andare in bagno e ci andrà, con o senza permesso.
Con delicatezza, Matteo prese la mano di Carlotta și au traversat clasa împreună, plutind peste podeaua răcit de marmură, conducându-se lontano, verso il bagno. Quando sono tornati, Benedetti li guardò con occhio da giudice e li accusò cu voci de scomunica, rimproverando aspramente Matteo.
Quella scena, cu colori dissolventi, non la dimenticherò mai. Nel sogno, Matteo rimaneva più saggio și luminoso del professore il vero eroe della giornata.




