Il regalo che fa bene al cuore: la vigilia di Capodanno di una famiglia italiana tra tradizioni, torta di Natale e la magia di aiutare un amico triste

REGALO

Allora, figlio mio, raccontami comè andata oggi, che hai fatto di bello?
Rientrato dal lavoro, papà Lorenzo sollevò e fece sedere accanto a sé sul divano il suo piccolo Matteo, cinque anni, scompigliandogli con affetto i capelli castano chiaro. Mentre mamma Giulia si dava da fare in cucina preparando la cena, Lorenzo chiacchierava con il suo caro e, per ora, unico figlio. La casa era calda e accogliente; in salotto, tra il mormorio della televisione e il vecchio mobile di legno, spiccava un alberello di Natale, basso ma addobbato con mille luci colorate che sembravano magiche. Erano ormai solo ventiquattro ore alla notte di Capodanno.

Tutto bene, papà! annunciò orgoglioso Matteo. Ma il mio amico Luca è un po triste.
E cosa è successo a Luca, il tuo amico di scuola? domandò Lorenzo. È quel Luca della scala B?
Sì, lui, assentì il bambino.

Non ha ricevuto il regalo alla festa di Natale allasilo, aggiunse Giulia dalla cucina, circondata dai profumi del pollo arrosto. Che peccato Su, lavatevi le mani, ragazzi, la cena è pronta!

Comè possibile? si stupì Lorenzo, alzandosi dal divano. Ogni bambino ha ricevuto un dono tranne Luca? Qualcosa non torna
Sì papà, tutti hanno ricevuto i regali dalla Befana e Babbo Natale, tranne Luca. E lui ci sperava tanto
Ma che brutti Befana e Babbo Natale sono stati, darei tutto per non far soffrire un bimbo così, disse Lorenzo, sedendosi a tavola alquanto contrariato.
Non è colpa loro, intervenne Giulia. Probabilmente la mamma di Luca si è dimenticata di consegnare i soldi per il regalo, oppure non poteva. Succede. Matteo, hai lavato bene le mani?
Sì, mamma. Ho lavato insieme a papà, rispose il piccolo mentre Lorenzo divideva con cura il pollo arrosto e lo serviva.

Va bene, diciamo che hanno dimenticato di raccogliere i soldi. Ma la direttrice dellasilo, come si chiama, Signora Bianca? Possibile che la Signora Bianca abbia lasciato un bimbo senza regalo sotto gli occhi di tutti?
Era proprio la Signora Bianca a fare la Befana, dichiarò Matteo. E il Babbo Natale era il custode dellasilo!
Peggio ancora! Lorenzo era sempre più indignato. Non potevano trovare un regalo in più per quel povero bambino? I genitori avrebbero sistemato tutto dopo. Che insensibilità

Eh, purtroppo non hanno fatto nulla, sospirò Giulia. Io avrei trovato senzaltro il modo di regalare qualcosa anche a lui.
E i genitori di Luca? Possibile lasciar passare questa umiliazione al figlio? Non capisco A proposito, Matteo! Lorenzo si rivolse al bimbo, che sgranocchiava la coscia di pollo.
Spero che tu abbia condiviso il tuo regalo con Luca?
Matteo guardò il padre un po deluso.
Sì, papà, ci ho provato. Anche Francesco, Martina, Alessio molti di noi. Ma Luca non ha voluto prendere niente da nessuno.
Come è orgoglioso! Esclamò Lorenzo stupito. Ha pianto?
Non so non ho visto, rispose sinceramente il bambino.
Che ragazzo in gamba ammirò Lorenzo. Non meritava proprio questo.

Sì, davvero mi dispiace molto per lui, disse Giulia con commozione. Chissà come si sarà sentito
Propongo di rimediare! decise Lorenzo allimprovviso, con unespressione accesa in volto e gli occhi che brillavano.
Come? chiese Giulia, tamponandosi le labbra con il tovagliolo, mentre Matteo seguiva curioso.
Così! rispose Lorenzo, misterioso. Qualcuno di voi sa dove abita Luca? Matteo, tu lo sai?
No, papà, non sono mai stato a casa sua. Giochiamo solo in cortile e allasilo.
Beh, posso informarmi, rifletté Giulia. Ho unamica che conosce più o meno tutti nel condominio. Le telefono. Ma perché?
Chiamala, subito, insistette Lorenzo.
Daccordo, acconsentì Giulia. Ma voi sparecchiate e lavate i piatti!

Vivono al piano terzo, interno dodici. Si chiamano Rossi, mamma Laura, papà non cè. O meglio, cera ma se nè andato. Non si capisce se è stato mandato via o se ha lasciato lui Vivono solo mamma e figlio, annunciò Giulia dopo una breve telefonata.
Dove hai saputo tutto questo? sorrise Lorenzo.
La mia amica si chiama Alessandra, sa tutto di tutti! rise Giulia. In realtà fa parte del comitato inquilini, per quello è informata.

Ok, chiaro. Matteo, hai mangiato tutto il tuo regalo di Natale?
Non tutto Peccato che mamma dica che troppi dolci fanno male, disse il bambino tristemente.
Ha ragione, approvò Lorenzo. Hai ancora il sacchetto regalo integro?
Sì, lho aperto con attenzione.
Perfetto, Lorenzo gli scompigliò di nuovo i capelli. Puoi mettere quello che resta in un altro sacchetto e dare il sacchetto originale a me?
Perché? chiese perplesso Matteo, ma andò nella sua stanza, tornando subito con il sacchetto colorato, alleggerito. Versò sul tavolo quello che rimaneva: caramelle e biscotti colorati.

Giulia osservava sorridendo quella scena vivace.
Ho capito, volete portare un regalo a Luca? E chi lo consegna? Quando?
Meglio farlo subito! esclamò Lorenzo. Sei daccordo, Matteo?
Sì, voglio proprio farlo stasera! si accese il bambino, rimettendo nel sacchetto qualche suo dolcetto.
Se non ti dispiace, certo, sorrise approvando il papà.
Andiamo insieme da lui? domandò Matteo.
Gli avevi già offerto i tuoi dolci poco fa e non ha accettato. E molto orgoglioso Forse è meglio fare diversamente.

Lorenzo andò in camera e tornò, stavolta travestito da Babbo Natale! Era davvero perfetto: stivali bianchi, cappotto rosso con pelliccia, berretta, una grande barba bianca, bastone e un sacco rosso decorato con stelle dorate. Solo che il sacco era vuoto.

Matteo lo guardava stranito e poi chiese:
Papà, sei tu che facevi Babbo Natale anche lanno scorso? E quello prima?
Ero io, sorrise Lorenzo. Ti chiedo scusa se non lavevi capito prima. Una volta, al lavoro, mi hanno chiesto di essere Babbo Natale alla festa Da allora, ogni anno, faccio il giro. Così posso fare gli auguri anche a te e mamma! Ti è piaciuto il Babbo Natale dellanno scorso?
Tantissimo! rispose Matteo, abbracciando il papà. Che bello avere un Babbo Natale tutto nostro!
Giulia aggiunse qualche caramella, chiuse il sacchetto con un bel nastro, Lorenzo lo mise nel sacco da regalo.

Siete daccordo se vado da Luca e gli porto un dono? chiese Lorenzo, sistemando la barba.
Sì! risposero insieme Giulia e Matteo.
Posso venire anchio, papà? domandò il bambino.
Invece di una Befana avrò un Coniglietto con me? scherzò Lorenzo.
Il Coniglietto! gridò Matteo, correndo nella propria stanza. I genitori risero vedendo Matteo tornare con il costume da coniglio che aveva indossato alla recita dellasilo: tutina bianca, orecchie dritte, codino con pompon e maschera di cartone.

Va bene, andiamo: metti la giaccavento, anche i conigli d’inverno si coprono, acconsentì Lorenzo.

Sorridendo, Giulia li guardò uscire insieme: Babbo Natale e il piccolo coniglio con il sacco (che quasi non riusciva a portare!). I due si incamminarono verso lappartamento dei Rossi.

Passarono circa dieci minuti e tornò solo Lorenzo, visibilmente confuso.
E Matteo? si allarmò Giulia.
Tranquilla, è rimasto con Luca a giocare. Lo riprendo tra mezzora, disse Lorenzo, arrossato e sudato dietro la barba finta, crollando sul divano ancora vestito da Babbo Natale.
Oh, ma cosa è successo? chiese Giulia.

Lorenzo raccontò che loro e Matteo erano stati già i sesti a portare un regalo a Luca quella sera! E probabilmente non sarebbero stati gli ultimi. La direttrice, Signora Bianca, aveva appena lasciato lappartamento, sconsolata e imbarazzata, scusandosi con Luca e con sua madre. Qualcuno aveva ripreso la festa con il telefonino e pubblicato il video sul sito del comune, che aveva raccolto migliaia di visualizzazioni e commenti indignati.
Che strano mondo disse Lorenzo, togliendosi cappotto e barba. A quanto pare, la mamma di Luca ha pagato per il regalo solo qualche giorno dopo la scadenza
Un po è colpa della mamma, ragionò Giulia, ma vive sola, non è facile. Allasilo avrebbero dovuto pensarci

Invece la direttrice non si è preoccupata per nulla, semplicemente ha tolto Luca dalla lista dei bambini a cui dare il regalo. Così lui è rimasto senza. Che ingiustizia
Fossi io la direttrice, la Signora Bianca sarebbe già licenziata! sbuffò Giulia.
Forse capirà il suo sbaglio, magari imparerà qualcosa chi lavora con i bambini dovrebbe sempre avere cuore.
Lorenzo si fermò, pensieroso. Poi disse:
E cè dellaltro: è arrivato anche il papà di Luca! Con i doni, davvero pentito, sembrava quasi in lacrime
Ma dai! esultò Giulia.

In quel momento si udì il campanello; era Matteo.
Sei tornato da solo? si sorprese Lorenzo. Avevo detto che ti venivo io a prendere!
E cosa sono, un bebè? protestò Matteo, Era diventato noioso là.
Perché mai? chiese il papà.
La mamma e il papà di Luca prima litigavano, poi piangevano, poi si abbracciavano tutti e tre insieme, spiegò Matteo. Io e Luca siamo andati in cucina, poi hanno cominciato ad abbracciarsi e a piangere tutti insieme. Sembravano un po pazzi Non si sono neanche accorti che me ne sono andato!

Lorenzo e Giulia si scambiarono uno sguardo e risero sollevati.

Su, venite, prendiamo il tè, propose Giulia. Chi non dorme potrà aspettare la mezzanotte per salutare il nuovo anno. Che sia felice per tutti, senza bambini tristi!
Sì, che lo sia! rispose generosamente Matteo.

Nelle piccole cose della vita, la generosità e il coraggio di fare la cosa giusta sono doni che valgono più di mille regali: a volte basta poco per rendere felice chi ci sta vicino e il vero spirito delle feste sta proprio nel voler bene, senza aspettarsi niente in cambio.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

nine + six =

Il regalo che fa bene al cuore: la vigilia di Capodanno di una famiglia italiana tra tradizioni, torta di Natale e la magia di aiutare un amico triste