Il Regalo di Capodanno: La storia di Victor, Polina e il piccolo Andrea, tra una cena in famiglia, u…

IL REGALO

Allora, figlio mio, racconta: comè andata oggi? Come è passato il giorno?
Appena rientrato dal lavoro, il papà, Marco, sollevò e fece sedere accanto a sé sul divano il piccolo Andrea, cinque anni, scompigliandogli i morbidi capelli castani. Mentre la mamma, Rosanna, preparava la cena in cucina, papà si dedicava al suo unico e amato figlio. In casa calda e accogliente, in soggiorno, tra il mormorio della televisione e la credenza, scintillava con le lucine colorate un alberello di Natale basso ma elegantissimo. Manca solo un giorno a Capodanno.

Io sto bene! annunciò lerede. Ma il mio amico Nicola non tanto.

E che gli è successo a questo tuo amico? chiese Marco, incuriosito. Nicola, quello del palazzo accanto, vero?

Sì, proprio lui, annuì Andrea.

Oggi allasilo, alla festa di Natale, non gli hanno dato il regalo, intervenne Rosanna dalla cucina, avvolta dai profumi del pollo arrosto. Povero bambino… Su, lavatevi le mani e venite a tavola, la cena è pronta.

Ma come non gli hanno dato il regalo? disse Marco, stupito, alzandosi dal divano. Li hanno dati a tutti tranne che a lui? Mi sembra strano.

Sì, gli altri lhanno ricevuto, ma Nicola no, confermò Andrea, scendendo dal divano dietro al papà. La Befana e Babbo Natale hanno distribuito i regali a tutti, tranne che a lui. E lui aspettava…

Ma che tipi sono quei Babbo Natale e Befana, che fanno piangere un bambino? si innervosì Marco, tirando verso di sé la sedia e sedendosi.

Non è colpa loro, scrollò le spalle Rosanna. Probabilmente la mamma di Nicola si è scordata di versare i soldi per il regalo, o forse non li aveva. Succede. Andrea, ti sei lavato le mani?

Sì, sì, lho portato in bagno io stesso, disse Marco, tagliando il pollo dorato e distribuendolo nei piatti. Va bene, ammettiamo che non abbiano pagato. Ma come ha fatto la direttrice dellasilo… comè che si chiama, Anna Ferrara? Come ha potuto Anna Ferrara permettere unumiliazione simile davanti a tutti, lasciando il bambino senza regalo?

Anna Ferrara era la Befana oggi, dichiarò Andrea. Babbo Natale era il custode!

Peggio ancora! sbottò Marco, ancora agitato. Ma davvero non potevano trovare almeno un regalino per il povero Nicola? E poi i genitori avrebbero sistemato. Che freddezza…

A quanto pare no, sospirò Rosanna. Io, al posto loro, avrei cercato una soluzione per non far soffrire quel piccolo.

E i genitori di Nicola? Come hanno potuto lasciare che il figlio restasse senza regalo? continuò a borbottare Marco. Non capisco Ehi, Andrea!
Marco si rivolse al figlio, intento a rosicchiare la coscia di pollo.

Spero che almeno tu abbia condiviso il tuo regalo con Nicola?

Andrea guardò il padre con rimprovero.
Sì, papà, ci ho provato. Anche Sergio, Natalia, Alessio, e altri. Ma Nicola non ha voluto da nessuno.

Che orgoglioso! esclamò Marco. Dici anche che non ha pianto?

Non so… non ho visto, rispose sinceramente il bambino.

Che tipo, si meravigliò Marco. Non meritava questo trattamento.

Sì, davvero mi dispiace per Nicola, si unì Rosanna con compassione. Deve averci sofferto parecchio.

Propongo di sistemare le cose! dichiarò Marco, improvvisamente deciso. Aveva già in mente qualcosa, a giudicare dalle guance arrossate e gli occhi brillanti.

E come? chiese Rosanna, tamponandosi le labbra con il tovagliolo. Anche Andrea guardava curioso il papà.

Semplice! rispose misteriosamente Marco. Chi sa in quale appartamento vive Nicola? Andrea, tu lo sai?

No, scosse la testa il bambino. Non sono mai stato a casa sua. Giochiamo solo fuori e allasilo.

Va bene, magari riesco a scoprirlo io, disse Rosanna pensosa. Ho unamica che conosce tutti nel nostro condominio. La chiamo e mi informo. Ma perché?

Chiamala, subito, insistette Marco.

Va bene, acconsentì Rosanna. Ma allora sistemate voi la cucina e lavate i piatti!

Vivono al trentacinquesimo, cognome Rossi, annunciò dopo poco Rosanna, di ritorno dalla telefonata. La mamma si chiama Valentina. Il papà non cè. Meglio, cera, ma se nè andato, o forse lha mandato via lei. Vivono soli, mamma e figlio.

Quante cose sai! rise Marco.

La mia amica Alice è la custode delle chiacchiere del palazzo! scherzò Rosanna. Ma davvero, è nel comitato degli inquilini, tutto le passa per mano.

Chiaro, allora, rifletté Marco. Andrea, hai già mangiato tutto il tuo regalo?

Non ancora, sospirò il bambino. Mamma ha detto che troppi dolci fanno male.

Ha ragione, approvò il padre. Il sacchetto del regalo però è integro?

Certo, rispose Andrea. Lho aperto con attenzione.

Ottimo. Puoi mettere ciò che ti è rimasto in un altro sacchetto e darmi quello originale?

Perché? chiese Andrea, guardingo. Ma poi andò in camera e tornò col sacchetto festoso, alleggerito. Subito svuotò il contenuto sul tavolo: caramelle e biscotti nelle carte luccicanti rotolarono ovunque.

Rosanna guardava la scena silenziosa quando intervenne:
Ho capito che volete portare a Nicola il regalo, vero? Quando? E chi lo consegna?

Meglio farlo stasera! rispose Marco. Che ne pensi, Andrea?

Sì! Facciamolo stasera! si illuminò il figlio. Metto dentro anche qualche dolcetto mio?

Se non ti dispiace, certo, lo incoraggiò Marco.

Andiamo insieme da lui, vero? domandò Andrea, mentre rimetteva nel sacchetto qualche dolce.

Oggi già glieli hai offerti, e non ha accettato. Mi sa che è troppo orgoglioso. Proviamo diversamente…

Marco si ritirò e, pochi minuti dopo, uscì dalla camera vestito da Babbo Natale! Stivali bianchi, mantello rosso con bordi di pelliccia candida, cappello, barba lunga e bianca, bastone in mano e un sacco rosso decorato di stelle dorate. Peccato che il sacco fosse vuoto.

Andrea lo guardò perplesso.

Papà eri tu Babbo Natale lanno scorso? E quello prima?

Eh sì, confessò Marco. Scusa se non te lho detto prima. Un anno mi hanno chiesto al lavoro di fare Babbo Natale e hanno apprezzato. Sono tre anni che lo faccio, anche a casa con te e mamma. Ti è piaciuto il Babbo Natale dellanno scorso?

Tantissimo! lodò Andrea. E meno male che abbiamo il nostro Babbo Natale!

Il bambino corse ad abbracciare le gambe del padre.
Rosanna aggiunse altre caramelle, legò il sacchetto gonfio con un nastro colorato, Marco lo mise nel sacco dei regali e sistemò la barba.

Allora, posso portare il regalo a Nicola?

Sììì! risposero mamma e Andrea allunisono.

Posso venire con te da Nicola, papà? chiese Andrea.

Al posto della Befana? sorrise Marco.

Da coniglietto! gridò Andrea, scappando in camera. I genitori si scambiarono uno sguardo divertito. Tornò vestito da coniglio bianco, con un costume che aveva già indossato alla recita di Natale allasilo: tutina bianca, orecchie dritte, pompon sul sedere e una maschera di cartone col nasino e baffi disegnati.

Va bene, dai, andiamo. Speriamo che Nicola non ti riconosca, cedette Marco. Ma mettiti la giacca, anche se sei un coniglio dinverno!

Padre e figlio uscirono: Rosanna tratteneva le risate vedendo il grande Babbo Natale dal passo deciso e il piccolo coniglio con la giacca, le lunghe orecchie che ballavano e il sacco che trascinava quasi a terra.

Dopo dieci minuti rientrò solo Marco, con aria confusa.

E Andrea? si allarmò Rosanna.

Tranquilla, tutto a posto, è rimasto da Nicola a giocare. Lo vado a riprendere tra mezzora, disse Marco, sistemandosi la barba e asciugandosi il viso sudato.

Comera, si sedette sul divano e borbottò:
Che giornata!

Poi raccontò a Rosanna cosa era successo da Nicola. Quella sera lui e Andrea erano già i sesti a portare un regalo di Natale al povero Nicola! E ne sarebbero arrivati altri. Prima di loro era uscita dallappartamento proprio la direttrice dellasilo, Anna Ferrara, non più vestita da Befana.

Si è scusata mille volte con Nicola e la mamma, imbarazzatissima per quello che è successo, raccontò Marco, togliendosi il mantello e la barba. Qualcuno ha ripreso la scena della festa e lha pubblicata sul sito del comune. In poche ore migliaia di visite e commenti!

Davvero? si stupì Rosanna. Dobbiamo guardarlo.

Ma la cosa principale è che la mamma di Nicola ha potuto versare i soldi del regalo solo in ritardo…

Beh, la mamma ha un po di responsabilità, commentò Rosanna con giudizio. Però vive sola, non sempre ci sono soldi. Lasilo poteva trovare unaltra soluzione per quel bimbo.

I dirigenti non hanno voluto approfondire, hanno solo depennato Nicola dalla lista dei regali, continuò Marco, ancora indispettito. Così un bambino innocente ha sofferto.

Fossi io la direttrice su Anna Ferrara! sospirò Rosanna. Da licenziare uno così insensibile…

Forse la cacceranno, disse Marco. O magari capirà lerrore e cambierà… Però chi lavora con i bambini certe cose proprio non dovrebbe farle.

Restò pensieroso a grattarsi il mento, poi guardò Rosanna e disse:
Ah, unaltra novità: è passato anche il papà di Nicola! Col regalo, con le lacrime quasi piangeva.

Non ci credo! si rallegrò Rosanna.

In quel momento suonò il campanello. Rosanna andò ad aprire. Andrea era tornato.

Come mai sei venuto da solo? si stupì Marco. Dovevo venirti a prendere io…

Non sono mica piccolo! si indignò Andrea. E poi là mi sono annoiato.

Perché? chiese il padre.

La mamma e il papà di Nicola prima litigavano, poi piangevano. Io e Nicola siamo andati dalla cucina in salotto e, quando lui è arrivato da loro, si sono abbracciati tutti e hanno ricominciato a piangere. Sono buffi! Non hanno nemmeno notato che me ne andavo…

Marco e Rosanna si scambiarono una risata sollevata.
Va bene, miei cari, prendiamo il tè disse Rosanna. E poi chi non dorme aspetta la mezzanotte: manca poco al nuovo anno. Che sia felice per tutti!

Sì, che lo sia! rispose generosamente Andrea.

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