Il suo compleanno, un piccolo traguardo

Иlario osservò il suo angolo di lavoro con attenzione. Di solito, c’era quel che si dice un caos creativo, ma oggi aveva deciso di andare via un po’ prima. Era il suo compleanno, un piccolo anniversario.

Inoltre, aveva chiesto ancora una settimana di ferie per trascorrere del tempo con la famiglia sui laghi, così aveva deciso di mettere in ordine la sua scrivania. “Ecco, sembra tutto a posto”, pensò tra sé. Lo sguardo di Ilario si posò su una foto nell’angolo e una malinconia silenziosa pervase il suo cuore. Non era proprio tristezza, ma nostalgia per qualcosa caro che mai tornerà. Foto simili, ma più grandi, adornavano le pareti della sua camera nella casa dei genitori e nel soggiorno del suo appartamento. Quel giorno lo ricordava ancora, nonostante fossero passati molti anni. E non solo perché era il suo compleanno.

Ilario e suo fratello Fabrizio erano seduti sulla panchina davanti al portone. Fabrizio raccontava l’ennesima trama di un film d’azione visto al cinema, interpretando i ruoli dei protagonisti. Presi dall’emozione, non si accorsero dell’arrivo della macchina del padre.

La voce allegra del padre li riportò alla realtà. “Ciao, figliolo. Buon compleanno.” Il padre, sorridendo, tirò fuori un piccolo regalo di compleanno – un gattino grigio con le zampette bianche, che osservava il mondo con meraviglia.

Dalla porta uscì la mamma con una borsa sportiva blu in mano. Spesso l’accompagnava quando partiva per lavoro. “Dobbiamo partire per un po’,” disse la mamma. “Ma il vero regalo sta nella sorpresa. Qui, tienilo,” il padre porse il gattino a Ilario. “Dategli un po’ di latte a casa. Torno nel fine settimana e andremo a scegliere un regalo insieme, va bene? E poi andremo allo zoo.” Il padre abbracciò Ilario e Fabrizio, accarezzandoli sulla testa. “Vittorio, torni presto?” chiese la mamma. “Domani sera sarò a casa,” rispose lui prendendo la borsa.

La mamma suggerì allora di scattare una foto. Avevano recentemente comprato una macchina fotografica, una delle “usa e getta” tanto in voga, e lei cercava di catturare quanti più momenti possibili della loro vita. Il padre, imbarazzato, sorrise mentre il collega alla guida, zio Antonio, suonò il clacson mostrandogli l’orologio. Il papà alzò la mano, chiedendo un attimo di pazienza. Appoggiò la borsa a terra, prese in braccio il gattino, mentre Ilario e Fabrizio si misero ai suoi lati.

Sorridendosi, guardarono l’obiettivo ignari che quel gattino sarebbe stato l’unico regalo per Ilario. E l’ultimo. Perché da quel viaggio di lavoro il padre non tornò. Si scoprì in seguito che dovevano trasportare una somma considerevole di denaro in contanti, pratica comune negli anni ’90, e qualcuno allertò i banditi.

La mamma disse che il capo delle indagini credeva che non fosse intenzionale ucciderli. I ladri aspettarono il momento giusto quando la strada era deserta, per simulare un incidente e prendere il denaro. Ma forse qualcosa andò storto. La macchina del papà finì fuori strada e prese fuoco. I responsabili non furono mai trovati, e il caso fu archiviato. Ogni volta che rievocava quel periodo, la mamma diceva: “Non so chi fossero quelle persone, né voglio saperlo. Ma non perdono chi poteva aiutare e non l’ha fatto, fuggendo a salvare la propria pelle.”

Li seppellirono entrambi lo stesso giorno. Il padre e zio Antonio. Ilario stava accanto alla nonna, la mamma del papà, non comprendendo che dentro quella bara di legno scuro giaceva il padre. Forse per questo continuava a sperare, correndo alla porta ad ogni suono. Come se tutto fosse un brutto sogno, aspettando che il padre tornasse, vivo, sorridente, con l’odore di sigarette e benzina.

Con il tempo, Ilario inventò una storia fantastica, credendo che il padre fosse stato trasformato da un mago cattivo in un gatto grigio. Le sue fantasie, arricchite di dettagli, l’aiutarono a superare il dolore. Ilario ora capiva che era una reazione di difesa, ma all’epoca quella fantasia probabilmente lo aiutò a gestire la perdita. Parlando con Fabrizio, notavano come avessero sempre sentito una presenza paterna nel gatto, al loro fianco.

Chiamarono il gattino Berto, dal nome di un personaggio dei cartoni animati della Disney. Ilario, Fabrizio e la mamma si affezionarono presto a Berto, che divenne un talismano per la famiglia. Li attendeva e li salutava dal lavoro e dalla scuola, offrendo conforto quando uno di loro era ammalato.

Berto visse a lungo, ma inevitabilmente, un’estate calda se ne andò. Fabrizio, già sposato, tornò subito a casa per dire addio al loro amato amico. Lo seppellirono insieme, in una cerimonia sentita. Il gatto era più di un ricordo per loro, era quasi parte della famiglia, un ponte vivente verso il passato e il padre.

Il padre rimase per loro sempre gioioso, di fretta, con un gattino tra le braccia. La mamma, forse per lo stesso sentimento, fece rappresentare una strada deserta e un’auto sulla tomba del loro padre, in omaggio a quella giornata. Ilario visitava regolarmente la tomba di Berto, ormai sparita tra i pini, per rendere omaggio al loro vecchio amico.

A casa, Ilario trovò tutti pronti per festeggiare il suo compleanno. Erano riuniti la mamma, Fabrizio con la famiglia e qualche amico intimo. Quando tutti furono nel soggiorno, Fabrizio e i nipoti gli portarono un pacco. Battendo le mani, i nipoti sfidarono Ilario a indovinare il contenuto.

Sapendo della sua passione per i videogiochi, elencò le possibilità. “Un joystick nuovo? Un volante per le corse?” I nipoti, ridendo, scossero la testa e aprirono la scatola. Ilario vide e si sedette, sorpreso, su una sedia messa lì apposta.

I ricordi dell’infanzia inondarono la sua mente, e lacrime, non trattenute, cominciarono a scendere. Nella scatola c’era un gattino, proprio come quello che una volta gli aveva regalato suo padre. Grigio, soffice, con le zampette bianche, i ricordi lo travolsero. Papà, Berto…

Ora anche sua figlia adolescente, tornando da scuola, corre in cucina e grida: “Le ciotole di Berto sono vuote!” “Gatto bello, vieni qui, ti do da mangiare.” E il gatto, recentemente nutrito, corre trotterellando in cucina, rispondendo a sua piccola padrona.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

20 + 13 =

Il suo compleanno, un piccolo traguardo