La cognata ha deciso di festeggiare il suo anniversario da noi e ha richiesto di liberare l’appartamento.

La suocera vuole festeggiare il suo anniversario da noi e insiste per liberare lappartamento.

Giulia, Lorenzo ti ha già detto? inizia la suocera. Ascolta! Ci saranno fino a venti invitati, quindi cominciamo a preparare dal pomeriggio. Io arrivo in anticipo, verso le sei.

Cosa? Di sera? chiede scettica la nuora. No, non ho accettato nulla del genere.

Aspetta un attimo, non ho finito. Ho già mandato a Lorenzo la lista della spesa, lui ha promesso di comprare tutto.

Lorenzo ha sempre aiutato la sorella maggiore, Ginevra. Prima dei trentanni, Ginevra si è sposata due volte e ha divorziato altrettante, e ogni volta il colpevole è stato luomo: «non è stato luomo giusto». La loro madre, Rosina, gli ripeteva fin da piccolo:

Devi dare una mano a tua sorella.

E Lorenzo lha sempre fatto. Con i soldi, quando Ginevra rimaneva «temporaneamente» disoccupata, con le riparazioni nellappartamento in affitto, con i continui traslochi di cose dopo ogni separazione.

Poi lui stesso si sposa.

Giulia, la moglie, allinizio sopporta. Ma quando, al quinto anno, Ginevra chiede «per qualche giorno» la macchina perché lha di nuovo lasciata a piedi, Giulia, dolcemente ma con decisione, risponde:

Lorenzo, basta! Anche noi abbiamo bisogno dellauto questo fine settimana. Pensavo avessimo dei piani

Che cè da fare? A piedi non si può?

No. Non riesci nemmeno a raggiungere la casa di campagna dei miei genitori a piedi. Hanno messo due secchi di cetrioli da conservare. Ti avevo detto, vero?

Sì, ho capito, ma Ginevra è in una situazione urgente.

Di nuovo? Che tipo?

Non lo so esattamente balbetta Lorenzo ma le serve più di noi.

No, Lorenzo. Questa volta non lo permetto! O rifiuti a tua sorella, o compri lauto per me. Sono stufa di prendere il tram, quando il tuo marito con la macchina potrebbe portarmi dove serve.

Lorenzo pensa di chiamare Ginevra per dirle di no, ma Rosina interviene rapidamente:

Che fai, tradisci tua sorella per tua moglie? È sola! Chi la aiuterà se non tu?

E Lorenzo ricomincia ad aiutare, nonostante i litigi con Giulia. Un giorno passano senza parlare per diversi giorni e Lorenzo non regge più:

Perché taci? Ti sei offesa?

Davvero? Ci vogliono tre giorni per capirlo? ribatte Giulia.

È che non riesco a capire a che punto rispondere risponde Lorenzo.

Giulia ride per la confusione:

Veramente? Non capisci? Ginevra ti ha preso tutti i fine settimana perché doveva andare in campagna a trovare unamica. Pensavo che la portassi solo a fare il giro, invece sei rimasto lì per due giorni. Non ti importa nulla?

Che cè da preoccuparsi? Un po di vino, il suo ex era lì, ci dovevamo festeggiare. Che dovevo fare? Andare in scooter? Sarebbe stato brutto.

Avresti potuto almeno chiamare.

Anche tu potevi sbatte Lorenzo.

Io ti ho chiamato! Il tuo telefono era spento. Immagina che cosa dovevo pensare? Sono tutta sul filo, non so dove sia il mio marito. Lui ha deciso di prendersi una pausa da me piange Giulia.

Non inventare scrolla via Lorenzo, mostrando con un gesto che lo stava chiamando.

Lorenzo esce sul balcone e risponde solo lì. Sa bene che Giulia non apprezzerà unaltra chiacchierata con la sorella.

Ciao, fratellino! squilla Ginevra al telefono. Il mio anniversario è tra due settimane! Trenta anni! Capito?

Lorenzo lancia unocchiata a Giulia, che sta versando la zuppa.

Allora cosa vuoi? chiede.

Come sempre mi capisci subito! ride Ginevra. Voglio festeggiare a casa vostra! La vostra sala è grande. Qui in affitto è piccolo, la proprietaria si lamenterebbe. E il ristorante è troppo caro.

Magari al bar? Ti metto quanto serve.

Sei pazzo?! si offende Ginevra. È un anniversario! Vuoi che spenda per laffitto quando avete il vostro appartamento? E poi dovrai comunque pagare. Non sono una figlia di milionario.

Prima ne parlerò con Giulia. È anche il suo appartamento, forse ha già dei piani.

Troppo tardi! interrompe la sorella. Ho già detto a tutti che la festa sarà da voi. Liberate lappartamento per lintera giornata, ok? Mamma si occuperà di tutto.

Lorenzo sospira, si copre il volto con la mano, cercando una via duscita, quando il telefono vibra di nuovo. Un messaggio di Rosina:

«Ginevra ha scritto il menù. Ecco la lista dei piatti. Serve anche la spesa. Dì a Giulia di aiutare. E non ostacolarti nella preparazione.»

Nel frattempo Giulia, ignara dellanniversario, si siede comoda sul divano con il cellulare per guardare la sua serie preferita. Lorenzo entra nella stanza, abbassa lo sguardo, e lei capisce subito.

E allora? chiede placidamente, mettendo in pausa la serie.

Giulia, ascolta Ginevra ha un anniversario, capisci? Trenta anni. È una data. Vuole festeggiare.

Giulia alza la testa.

Va bene, che celebri. Le vietiamo qualcosa?

Lorenzo grattugia la nuca.

Non è quello. Vuole festeggiare da noi.

Cosa?! Giulia si alza dal divano. Aspetta, nella nostra casa?

Sì, ma solo una sera. Dice che il ristorante è costoso e a casa sua è stretto

E allora? Hai accettato?

Ho detto che ne parlerò prima con te! Ma Ginevra ha già invitato tutti. E mamma sta preparando il menù

Giulia chiude gli occhi, inspira profondamente.

Lorenzo, sei davvero un adulto? O solo il portavoce dei desideri di Ginevra?

Che inizi?

Inizio? con ironia Giulia le mostra il telefono. E nessuno mi ha neanche chiamato? È il mio appartamento, non una stazione di transito per i tuoi parenti. Ginevra vuole festeggiare a casa mia, devo aiutarla, devo assistere tua madre, e non mi hanno neanche chiesto!

A quel punto il telefono di Giulia suona.

Ah, la ciliegina sulla torta fruscia. Tua madre agita il cellulare davanti a Lorenzo.

Giulia, Lorenzo ti ha già detto? interrompe Rosina. Ci saranno fino a venti persone, quindi cominciamo a preparare dal pomeriggio. Io arrivo verso le sei di sera, il giorno prima.

Cosa? Di sera? sorride scettica la nuora. Non mi sono firmata per questo.

Aspetta. Non ho finito. Lorenzo ha già la lista della spesa, ha promesso di comprare tutto.

Supponiamo ribatte Giulia. E i soldi? Dove li troviamo?

Lorenzo ha promesso aiuto risponde brevemente Rosina.

Allora volete trasformare il mio appartamento in un ristorante e farci pagare noi il banchetto? Giulia non trattiene più.

Ginevra non è una sconosciuta! Un giorno basta per aiutare in cucina, tagliare, fare insalate, panini Tu sei la padrona di casa!

Rosina, interrompe Giulia, ho appena saputo della festa. Non ho dato il permesso di festeggiare lanniversario di Ginevra nel mio appartamento.

Che tu dica «il mio appartamento» Siete marito e moglie, tutto è comune! replica la suocera.

Non dite così. Se lappartamento fosse di Lorenzo, non parlereste così. Allora sarei solo una mantenuta.

Non dire sciocchezze. Conversazione terminata. Entro venerdì devo comprare tutto conclude Rosina e riattacca.

Cosè stato? chiede Giulia al marito, sentendo il breve bip.

Basta farsi la vittima! risponde finalmente Lorenzo. Ti hanno detto che non hai ragione. Ammetti lerrore e smetti di opporre resistenza.

Giulia, sconvolta, si alza, apre larmadio e prende una grossa borsa sportiva. Va in camera da letto, apre il cassetto e comincia a piegare le magliette e i jeans di Lorenzo.

Intanto Lorenzo si sente vincitore. Apre il frigo, prende una birra, sbatte la porta e si siede davanti al televisore come se nulla fosse.

Crede che Giulia si calmi e che tutto torni come prima. Un po si lamenta, poi si placa. Accende la partita, pensando che Giulia verrà a chiamarlo a cena. Si sbaglia.

Dopo mezzora Giulia è già nel corridoio con una busta in mano, accanto alla borsa strapiena di vestiti di Lorenzo. Lorenzo esce dal salotto per andare al frigo, ma la vede.

Che teatro è questo? sbotta. Che fine hai fatto?

Giulia lo guarda gelida:

Non è un teatro, Lorenzo. È la fine. Non voglio più essere lombra nella mia vita, la serva nel mio appartamento, il supporto per i capricci di tua madre e di tua sorella. Se vuoi essere un bravo figlio e fratello, torna da tua madre. Preparatevi insieme alla festa. Sono sicura che ti riserverà un angolino nella sua sala.

Vuoi dire sul serio? fa un passo verso di lei. Non tornerò.

Assolutamente sul serio annuisce Giulia. Non voglio che tu torni. Ho sopportato tanto da chiedermi persino chi sono. Basta. Se in tre anni non hai imparato a rispettarmi, non ci sarà nulla di meglio.

Giulia non puoi distruggere tutto così in un attimo!

Impossibile distruggere ciò che è già caduto.

Lorenzo deglutisce, ancora incapace di capire che Giulia ha deciso definitivamente.

E così, aggiunge Giulia, tutte le tue magliette e i jeans restano qui. Non cè bisogno di ringraziare. Esci subito.

Lui tenta di parlare, ma Giulia apre la porta dingresso. Lorenzo resta lì, il viso rosso di rabbia. Le guance bruciano, le labbra sono serrate. Sperava ancora che Giulia cadesse, ma il suo completo distacco lo irrita ancora di più.

E allora! lancia. Pensi di trovare qualcuno migliore? Ce ne sono altri, ma sono difficili da scovare!

Giulia sbuffa e fa un passo indietro:

Trovarne di simili è davvero difficile. E grazie al cielo.

Ti pentirai! grida Lorenzo, afferrando la borsa. Ti arrampicherai sulle ginocchia quando capirai che nessuno vuole più parlare con te! Senza di me sei nessuno!

Se «nessuno» è chi vive nel proprio appartamento, lavora, non serve i parenti del marito e non tollera gli abusi, allora mi piace essere «nessuno».

Lorenzo se ne va, Giulia rimane sola. Inspira a fondo, si avvicina alla finestra, sposta la tenda e osserva il suo ex spingere la borsa nel bagagliaio di un taxi con il piede.

Passano alcuni mesi.

Il divorzio è doloroso. Lorenzo tenta di dipingere Giulia come avida e mercante. La disputa principale riguarda lauto acquistata durante il matrimonio. Lui sostiene di averla pagata interamente, Giulia semplicemente la usa.

Signor giudice, ho versato tutti i soldi, lauto è intestata a me! dichiara con decisione. La mia moglie non mi ha dato un centesimo!

Giulia apre freddamente una cartella con i documenti, mette sul tavolo gli estratti conto bancari, le ricevute di bonifico, il contratto di acconto firmato da lei.

Non pretendo la sua quota, ma non la darò nemmeno, dice con calma.

Il giudice decide a favore della giustizia.

Lorenzo è furioso. Lauto ormai è sua, ma dovrà venderla e dividere il ricavato. Esce dallaula con il viso contrito.

A casa lo attendono le lamentele.

Sei un idiota? urla Rosina. Le hai dato tutto! Lauto! Lappartamento! Hai almeno assunto un avvocato decente!

In più Lorenzo ha contratto un mutuo per pagare la festa di anniversario di Ginevra al ristorante, perché aveva promesso di sistemare lappartamento per lei. Ora vive in un angolino accogliente: il letto nella stanza di Rosina.

Giulia, per la prima volta da tempo, dorme serenamente. Decide che è ancora giovane per aggrapparsi a uomini come Lorenzo. Ci sono uomini degni intorno, basta capire in tempo chi è chi.

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