La felicità di una figlia è preziosa.

Oggi ho visto quanto sia importante la felicità di mia figlia.

Maria Antonietta vive da sola e si lamenta sempre con i vicini della figlia ingrata e della nipote che l’hanno abbandonata.

“Ho dedicato tutta la mia vita a loro, e queste due, le più vicine, mi hanno tradita senza un briciolo di gratitudine.”

Maria Antonietta è una donna anziana ma ancora forte, eppure non dice che sua figlia, Bianca, le manda soldi ogni mese, o che sua nipote, Chiara, ha cercato più volte di riconciliarsi, ma lei ha messo una condizione: “Solo se lasci quel marito!” Chiara, ogni volta, sospira e se ne va.

Ora Chiara ha una sua famiglia: si è sposata con Luca. Entrambi hanno finito l’università e lavorano. Vivono ancora con la madre di lui, ma stanno cercando una casa con un mutuo, soprattutto ora che aspettano un bambino.

Quanto ha dovuto sopportare quella ragazza per sposarsi!

Una sera, Chiara entrò in casa raggiante e annunciò: “Mamma, nonna, io e Luca ci sposiamo!” Aveva diciannove anni, tutta la vita davanti, ridacchiava felice.

La nonna la fissò come se avesse sentito male, mentre la madre, Bianca, abbassò lo sguardo in silenzio. Chiara non capiva perché non fossero felici per lei.

“Non avete sentito? Mi sposo!”

“Non succederà,” tagliò corto Maria Antonietta. L’allegria di Chiara svanì all’istante.

“Come ‘non succederà’? Cosa c’è che non va? Credevo sareste contente!”

“Sei incinta?” domandò duramente la nonna.

“No! Perché? Se mi sposo devo per forza essere incinta?” ribatté Chiara.

Bianca taceva, evitando lo sguardo della figlia.

“Alla buon’ora! Allontana subito quell’idea di matrimonio finché non finisci l’università. Ora siediti a cena.”

“Non ho fame, ho già mangiato una pizza con Luca,” rispose la nipote, confusa dall’ostilità.

Strano: sua madre non apriva bocca. Chiara era corsa a casa piena di gioia, convinta del loro sostegno.

“Mamma, perché non dici niente?”

Bianca si svegliò dal torpore, guardò sua figlia con la fronte corrugata, poi scoccò un’occhiata nervosa alla nonna e sospirò.

“Tesoro, la nonna ha ragione. È troppo presto per sposarsi. Prima l’università. E poi, chi si sposa così giovane oggi?” sorrise stancamente.

“Non mi importa di cosa sia di moda! Io e Luca ci amiamo, ci sposeremo, e finiremo gli studi. E nessuno ci fermerà.”

Maria Antonietta esplose:

“Eccoci! La mela non cade lontano dall’albero! Tua figlia vuole sposare un poveraccio come hai fatto tu. Meno male che io ho saputo fermarti in tempo!”

Chiara non capiva. Non aveva mai conosciuto suo padre. Guardò Bianca, che teneva la testa bassa.

“Nonna, mamma voleva sposarsi con mio padre? E tu glielo hai impedito?”

“Ma certo che gliel’ho impedito! Un ragazzo senza un soldo, con tre fratelli minori. Cosa poteva offrirle? Una vita di stenti?”

Chiara era sconvolta. Le avevano mentito per anni sul padre.

“Mamma, perché non hai lottato?” domandò, fissandola negli occhi.

Bianca si rannicchiò su se stessa.

“Lottare contro chi?” tuonò Maria Antonietta. “Contro di me? Inutile. Le ho dato un ultimatum: o me, o lui.”

Chiara non riusciva a crederci. Forse era un altro inganno?

“Come hai potuto accettare, mamma?”

“Tesoro, io e tuo padre studiavamo insieme. Come avremmo potuto vivere con due borse di studio? Se fossi rimasta incinta, avrei dovuto lasciare l’università. I suoi genitori non potevano aiutarci.”

“Ma almeno ci avete provato? Hai rinunciato così facilmente? E lui?”

“Lui veniva ancora sotto casa, finché non ho minacciato di chiamare i carabinieri. Gliel’ho fatto smettere io.”

Allora Chiara affrontò la nonna.

“Sai una cosa? Me ne frego dei tuoi divieti. Lavorerò, farò qualsiasi cosa, ma non rinuncerò a Luca. E non aspetterò il tuo permesso.”

“Perché non ti sei più sposata?” chiese poi alla madre.

Maria Antonietta rise sprezzante.

“Con chi? Con quelli che le piacevano? I miei pretendenti non erano abbastanza buoni per lei.”

Ma Bianca improvvisamente si animò.

“Ascolta, Chiara, sposati. Sii felice. Sarà la tua scelta, non della nonna. Io… ho già perso una volta.”

Maria Antonietta la attaccò con furore.

“Ma che dici? Vuoi rovinare sua vita come la tua?”

“Le sto insegnando a vivere la sua vita, non la tua. Hai spezzato la mia felicità, ma non permetterò che faccia lo stesso con Chiara.”

Per la prima volta, Maria Antonietta vide sua figlia ribellarsi.

“Non succederà!” sbatté un piede per terra.

“Non mi fai paura, nonna. Se voglio sposarmi, lo farò. E ho mia mamma dalla mia parte.”

“Che sfacciataggine!”

“Grazie per l’avvertimento. Allora non ti presenterò nemmeno Luca.”

Maria Antonietta era furiosa. Non riusciva a controllare la nipote come aveva fatto con la figlia.

Il matrimonio di Chiara fu bellissimo. Maria Antonietta non venne, ma Chiara era felice lo stesso.

“Meglio così, avrebbe rovinato tutto.”

Bianca, invece, era commossa. “Almeno lei ha avuto il coraggio di ribellarsi. Io no, ecco perché sono infelice. Anche se… Carlo mi ha chiesto di sposarlo. Ci sarà un bel casino.”

Due settimane dopo, Bianca confessò alla figlia:

“Tuo padre mi ha chiesto di sposarlo. Si è trasferito a Milano, ha un’azienda. Vuole che vada a vivere con lui.”

“Mamma, che bella notizia! Non perdere quest’occasione. Anch’io voglio finalmente conoscere mio padre. La nonna rimarrà sola, ma non la abbandoneremo.”

Il padre di Chiara la incontrò con gioia e le aiutò persino con la caparra per la casa.

Bianca partì per Milano, si risposò, e scoprì finalmente la felicità.

Dopo vent’anni, tutto si era aggiustato.

Oggi ho capito: meglio vedere i propri cari felici che tenerli legati per sempre.

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