In questo momento ho già due figli maschi. Sono delle pile Duracell, rompono tutto ciò che trovano sulla loro strada, ma sono davvero dei bravi ragazzi. Possono stropicciarsi, piangere disperatamente e poi, magicamente, abbracciarsi come se nulla fosse successo. Gli altri, osservando scene di questo genere, si limitano a sottolineare solo i difetti e a darmi mille consigli non richiesti su come dovrei tirarli su “per bene”. Secondo me, invece, i bambini di questa età hanno bisogno di un po di libertà, se no come imparano a cavarsela in futuro?
Poi, ecco che tutti hanno un’opinione: molti dicono che il mio Leonardo è educatissimo e tranquillo, mentre Matteo, povero figlio, è un uragano, goffo e troppo vivace, e che inevitabilmente darà fastidio al fratello anche da grande.
Io, a queste sentenze, faccio solo un mezzo sorriso e unalzata di spalle. Ok, magari cè un fondo di verità, ma si vogliono bene e si completano a vicenda, non riuscirebbero a stare uno senza laltro. I miei figli mi hanno pure supplicata per avere un cane, ma a me i cani sinceramente fanno un po paura. Se dovessi mai cedere a prendergli un animale, casomai preferirei una tartaruga: sono calme, lente… e sanno difendersi bene quando serve.
Io e mio marito, tempo fa, non avremmo mai immaginato quanto sarebbe cambiata la nostra vita dopo la nascita del secondo, Matteo. Quando abbiamo scoperto che il bambino era malato, tutto mi è crollato addosso, la vita si era colorata di grigio per qualche istante. Nessun segnale, nessun presentimento, la gravidanza era filata liscia come lolio.
Dopo quellecografia maledetta, ho persino pensato, anche se solo per un attimo, di interrompere la gravidanza. Ma poi mi sono rimessa in piedi subito, ho deciso che avrei partorito. Nessuno, a parte mio marito, mi ha sostenuta in quella sceltaneanche i miei genitori. In realtà anche lui era confuso, non sapeva come comportarsi. Ho sopportato di essere chiamata ingenua, mi sono asciugata le lacrime e ho ricordato a tutti che i figli sono i fiori della vita. Per fortuna, mio marito ha tirato fuori il coraggio e ha detto: Lei partorirà, punto! Piano piano anche la mia famiglia ha iniziato ad accettare la cosa. E quando alla fine è nato Matteo, ci ha spiazzati tutti: ha imparato tutto a una velocità incredibile. Suo fratello maggiore, Leonardo, gli passava ogni oggetto possibile e lui riusciva a dargli un nome. È stato in quel momento che la speranza è tornata, e alla fine tutto si è sistemato davvero.





